Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione


di Paolo Fileni

L’erta irta di spine di Mario Draghi

Compito arduo per l’ex Presidente della Banca centrale europea

Camerano, 3 febbraio 2021 – Dopo il tentativo fallito di Roberto Fico, presidente della Camera dei deputati, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha affidato a Mario Draghi, che ha accettato, l’incarico di formare il nuovo governo (foto).

Da Wikipedia: Mario Draghi (Roma, 3 settembre 1947) è un economista, accademico, banchiere e dirigente pubblico. Studi all’Università di Roma “La Sapienza”, specializzazione al MIT di Cambridge, già professore universitario, alto funzionario del Ministero del tesoro. Dopo un breve passaggio in Goldman Sachs, nel 2005 viene nominato Governatore della Banca d’Italia, prendendo il posto di Antonio Fazio, Ha ricoperto l’incarico di Presidente del Financial Stability Forum e del Financial Stability Board. È stato Direttore esecutivo per l’Italia della Banca Mondiale e nella Banca Asiatica di Sviluppo. È membro del Gruppo dei Trenta. Dal 2011 al 2019 ha ricoperto la carica di Presidente della Banca centrale europea.

Insomma, quel che in politica si dice un tecnico. Uno di quei tecnici di enorme peso e prestigio internazionale come Ciampi o Monti (vabbé, Monti…), sbarcati sulle dorate spiagge della politica nostrana senza essere politici di professione né passando attraverso libere elezioni popolari.

Fatta un po’ di storia, veniamo alla domanda cruciale: in questa fase di crisi pandemica, economica, sociale e politica, ce la farà Mario Draghi a formare il nuovo governo? Riuscirà, per il bene della Nazione, ad aggregare l’inaggregabile, a convincere intorno ad un progetto ed un percorso, che al momento ha in testa solo lui, chi non vuole assolutamente convincersi di potersi (o doversi) convincere?

Dato l’assioma che in politica succede tutto e il contrario di tutto nel volgere di un amen, difficilmente riuscirà a convincere i pentastellati. Beppe Grillo, il loro capo carismatico l’ha già annunciato: “bisogna restare compatti e leali a Giuseppe Conte”. Dunque, niet secco a Draghi. Ma per la verità all’interno del battaglione a cinque punte qualcuno già dissente dal dictat del boss grillino.

Il compatto centrodestra, che proprio compatto non è in questa fase, viaggia su binari convergenti paralleli: la Lega aspetta di vedere le carte, Fratelli d’Italia non aspetta un bel niente e punta dritto alle elezioni, Forza Italia aspetta e basta.

Il PD di Nicola Zingaretti ci va cauto: “Con Draghi fase nuova, pronti al confronto” ha commentato il segretario, ma nel grigio cono d’ombra i Dem si sfregano le mani: se tutto girerà per il verso giusto in un colpo solo hanno salvato lo stipendio per altri due anni, si son tolti dalle scatole Renzi e Conte, hanno evitato le elezioni e potranno chiedere poltrone a gogò in cambio della preziosissima fiducia.

A godere come un mandrillo, per quel che conta e che vale ormai, è Matteo Renzi. Se Draghi ce la farà, Renzi avrà vinto sull’ormai ex premier Giuseppe Conte: lo voleva out e ce l’ha fatta ad eliminarlo dalla scena. A quale prezzo, però, è ancora tutto da vedere.

La posizione di Mario Draghi è scomodissima, si trova di fronte un’erta ripidissima da scalare irta d’insidie e trabocchetti: rovi di spine, massi giganti e pericolo di frane tutt’intorno. Gran coraggio il suo, quando poteva tranquillamente godersi lo spettacolo dal divano di casa. Ma il Paese chiama, l’economia è allo stremo, c’è un Popolo intero da vaccinare, un sacco di miliardi da spendere, come fai a star seduto in poltrona? Intanto, la Borsa di Milano l’ha salutato con un rialzo di circa il 3% e lo spread è sceso a 106 punti. Ancora non ha iniziato e già il Banchiere ha fatto centro!

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di Paolo Fileni

“Marconi pagliaccio!”

Il testo integrale dell’ultimo comunicato della Curva Nord Ancona


Ancona, 12 giugno 2021 – In merito alle vicende ancora incerte del cambio proprietà dell’US Anconitana (Eccellenza Marche), pubblichiamo integralmente l’ultimo comunicato ufficiale emanato dai tifosi della Curva Nord e postato sui social. È indirizzato a Stefano Marconi (nella foto insieme al sindaco di Ancona Valeria Mancinelli), presidente dimissionario della società calcistica più rappresentativa e blasonata della città dorica. Corriere del Conero resta a disposizione del presidente Marconi per una sua eventuale replica.

scrive Curva Nord:

“Marconi pagliaccio!

Pagliaccio perché di tutto quello che hai detto, hai fatto sempre l’esatto contrario, dalle promesse di tornare nel professionismo, fino alle ultime sui pagamenti degli stipendi ai giocatori.

Pagliaccio perché nella nostra storia più triste, fatta di fallimenti, di retrocessioni, non si ricorda un presidente fuggiasco per un comunicato della curva, a due giornate dalla fine in piena corsa per i play off.

Pagliaccio perché nonostante ti avessimo messo in guardia su chi ti portavi in casa (Ermannuccio tuo) hai fatto ancora di testa tua solo per dimostrare che sei il padro’ ed è chiaro e lampante su come è andata a finire. Hai mai pensato che noi non siamo tuoi clienti?

Pagliaccio perché hai fatto e disfatto tutto senza una logica senza un perché solo per soddisfare il tuo ego personale.

Pagliaccio perché ti sei circondato di cagnolini da tenere al guinzaglio, un esercito ammaestrato a dirti solo si chi titubava un forse, era già fuori.

Pagliaccio perché nonostante il tuo prestigio, i tuoi indiscussi traguardi non hai avuto scrupoli ad usare l’Ancona come se fosse un tuo e solo tuo giocattolino. Improvvisandoti più volte come il messia dei direttori sportivi.

Pagliaccio perché non si è visto nulla riconducibile a una programmazione, e dopo diversi anni di tua gestione siamo punto e a capo, non hai costruito nulla.

Pagliaccio perché fai il capriccio come i bambini piccoli pensando di essere un genio incompreso.

Pagliaccio perché hai sempre fatto lo strafottente nelle varie trasmissioni locali e quando c’era da mettere la faccia sei scappato con i tuoi fidi collaboratori.

Pagliaccio perché non hai avuto il coraggio di dire che avevi già da tempo preventivato la tua uscita e quasi eri preoccupato che non arrivasse la contestazione perché ti mancava la scusa buona…

Sappiamo con certezza che anche in questo momento il signor Marconi gioca poco pulito scaricando e disorientando eventuali acquirenti, e creando tanta confusione con il fine di scaricare una responsabilità, quella di cedere, che è e sarà solo sua. La cessione dell’Ancona potrà essere fatta solo da lui, la nuova proprietà dovrà poi presentarsi in Comune che dovrà delegare il Comitato dei marchi ad organizzare l’assemblea pubblica per la votazione. Tutto il resto sono chiacchiere.

A conclusione di questo chiediamo a tutte le parti, stampa, emittenti locali, tifoseria moderata, tifoseria organizzata e non, istituzioni, di fare fronte comune, ognuno in base alla proprie possibilità affinché l’Ancona non finisca nelle mani del primo bandito che arriva”.

Curva Nord Ancona

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