Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione


di Paolo Fileni

Le Marche ringraziano David Mazzoni

L’operatore ecologico/tenore è entrato nel cuore di tanti corregionali

Camerano, 25 marzo 2021 – David Mazzoni (foto) non ce l’ha fatta. L’operatore ecologico che lavora in AnconAmbiente, finalista a Italia’s Got Talent in qualità di tenore, ieri sera su canale 8 non è riuscito a coronare il sogno della vittoria.

Gli spettatori – a decretare il vincitore del talent targato Sky era appunto il voto popolare – gli hanno preferito il giovane mago Stefano Bonzato che si è aggiudicato la vittoria e il premio di 100mila euro. Secondo posto per Max Angioni, terze le Black Widow.

Insomma, l’anconetano non è risultato neppure fra i primi tre classificati. Ma questo è solo un dettaglio. Va detto a chiare lettere: i 12 finalisti che ieri sera si sono esibiti sul palco di IGT erano davvero 12 talenti. Chi per un motivo, chi per un altro, hanno dato dimostrazione di qualità fuori dal comune e il giovanissimo mago Stefano Bonzato ha strabiliato tutti con trucchi di altissimo professionismo.

Il “nostro” David Mazzoni è salito sul palco – questa volta in abiti borghesi al posto della tuta da operatore ecologico – ed ha presentato l’aria E lucevan le stelle dall’opera Tosca di Giacomo Puccini. Un brano piuttosto difficile e per nulla accattivante sul piano del consenso popolare, che David ha cantato benissimo nonostante l’emozione del momento. Forse poteva essere più “ruffiano” nella scelta, proponendo arie molto più conosciute e “popolari”, ma il non averlo fatto depone a favore del suo talento e della sua onestà intellettuale.

Per Antonio Gitto: «David è stato straordinario. Una grande soddisfazione per lui e per l’azienda che rappresento – ha commentato il Presidente di AnconAmbiente – Ma una grande soddisfazione anche per la città di Ancona e, mi auguro, per l’intera regione».

Che le Marche intere si siano strette intorno al tenore/operatore ecologico e alla sua bella storia è fuori discussione. A testimoniarlo ci sono le decine di migliaia di visualizzazioni e di like raccolti dal nostro articolo che ieri ha chiamato “spudoratamente” a raccolta i marchigiani affinché votassero David. E i marchigiani hanno raccolto in massa l’invito: da Pesaro ad Ascoli Piceno sono stati tantissime le loro palesi dichiarazioni d’appoggio all’avventura di David Mazzoni.

Perché quella di David è davvero una bella storia. Fatta di umiltà, di passione, di garbo e talento innato. Una bella storia fatta di preziosi insegnamenti che andrebbero girati e trasmessi ai ragazzi di oggi. Affinché capiscano che non è l’abito che fa il monaco, che se sei bravo e tenace alla fine il merito viene premiato, che se hai un sogno lo devi perseguire costi quel che costi a prescindere dalla condizione del momento.

David, con la sua avventura a Italia’s Got Talent ci ha insegnato tutto questo e anche qualcosa di più, perché la dignità di un uomo passa anche attraverso la capacità di saper convivere serenamente con un talento importante. Anche se non è grazie a quel talento che vivi e paghi le bollette. Un grazie immenso a David Mazzoni, da vecchio cronista quale sono è stato bello e gratificante raccontare la sua storia che, ne sono convinto, non finisce qui. Appuntamento alla prossima puntata.

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Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Primo Maggio con mascherina

Nessun corteo, nessuna bandiera, nessun concerto, pochi vaccini


1 maggio 2021 – Oggi, esattamente come un anno fa. E questo editoriale potrebbe finire qui. Trecentosessantacinque giorni fa, giorno più giorno meno, uscivamo da una dura segregazione forzata in casa dovuta ad una pandemia ignorata da tutti. Erano i giorni degli striscioni ai balconi che recitavano “andrà tutto bene”, “insieme ce la faremo”. Invece, a distanza di 12 mesi siamo ancora qui a misurare quotidianamente i morti per Covid e le persone in quarantena. A registrare l’evoluzione di un virus che sembra invincibile con la sua capacità di trasformarsi in cento varianti sparse nel mondo sempre più aggressive.

Prima ondata, segregazione in casa, apertura; seconda ondata, chiusure forzate; regioni gialle, arancioni, rosse. Obbligo dell’uso delle mascherine, del lavaggio delle mani, del rispetto delle distanze… Traffici e frodi per una bombola d’ossigeno introvabile, gli speculatori dei respiratori, le terapie intensive al collasso, bare accatastate in un magazzino qualsiasi, morti mai consegnati ai parenti. Variante inglese, brasiliana, indiana… E poi l’arrivo dei vaccini, i ritardi nelle consegne, i furbetti del “vax prima io” o del “no vax”…

A riviverli così, questi ultimi 12 mesi, ci rendiamo conto che il vocabolario non ci appartiene. Fatti, accadimenti, decisioni e comportamenti alieni al genere umano. Invece no, è tutto vero, reale. È successo nel nostro quotidiano, sta succedendo e continuerà a succedere. Alla faccia di chi fa finta di niente o bolla tutto come un enorme complotto ordito per governare e soggiogare il popolo, per togliergli ciò che di più sacro esiste: libertà e lavoro.

Oggi, festa dei lavoratori, la libertà del popolo è legata ad una vaccinazione di massa che va troppo a rilento e i lavoratori, stremati dal rispetto delle regole anticoronavirus e con il fiato corto dietro le mascherine, non hanno nulla da festeggiare. Un po’ perché in tanti il lavoro l’hanno perso, altri perché non hanno più i fondi necessari a sostenere l’attività.

Niente celebrazioni dunque, niente cortei, bandiere al vento o concerti in piazza com’era uso fare fino a un paio d’anni fa. Non ci sono i presupposti. Sarà un Primo Maggio con la mascherina: unico orpello concesso in tempo di pandemia.

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