Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione


di Paolo Fileni

In sintesi, quel che è stato il 2022

Riusciremo in prima persona a rendere migliore il 2023 del Pianeta Azzurro?

Camerano, 31 dicembre 2022 – Con le pagine social zeppe di auguri e buoni propositi, si chiude questo difficile 2022. E come ogni fine d’anno ognuno di noi si ritaglia un momento d’intimità per stilare un personale bilancio di quel che è stato. Già, cos’è stato questo 2022? Ricordiamone i principali accadimenti sociopolitici avvalendoci dell’articolo del collega Luca Mariani dell’Agi.

Gennaio – Il Covid è sempre presente. Le scuole restano aperte in presenza. Il Governo Draghi ha effettuato 100 milioni di dosi di vaccini. Negli stadi resta per poco il limite massimo di 5mila spettatori a partita. Berlusconi vuol fare il presidente della Repubblica: “se Draghi andrà al Colle, noi usciremo dalla maggioranza di Governo”, minaccia. L’11 gennaio muore il Presidente dell’Europarlamento Sassoli. Il centrodestra candida Berlusconi, che però si ritira dalla corsa il 22 gennaio. Il 29 gennaio Sergio Mattarella viene confermato Presidente della Repubblica con 759 voti su 1009. è il Capo dello Stato più votato dopo Sandro Pertini.

Febbraio – Prime crepe nella vasta maggioranza che sostiene il Governo Draghi. I ministri della Lega non votano in Cdm le misure sulla pandemia. Il 2 febbraio Draghi toglie le restrizioni per i vaccinati. Dall’11 cade l’obbligo delle mascherine all’aperto. Viene riformato il Csm, Draghi riuscirà nei mesi successivi a ultimare anche le riforme dei processi civili e penali. A metà mese la Corte costituzionale boccia i referendum su eutanasia e cannabis. Via libera ai quesiti sulla giustizia. Il 17 febbraio Draghi va sotto quattro volte in Parlamento sul milleproroghe. Il 24 febbraio la Russia invade l’Ucraina. L’Italia si schiera con Ue e Nato a sostegno di Kiev.

Marzo – Per la Russia l’Italia è un Paese ostile. Comincia la corsa di Draghi per ridurre la dipendenza dal gas russo. L’Italia firmerà contratti con Algeria, Azerbaigian, Qatar, Egitto, Congo, Mozambico e altri Paesi. Le bombe russe cadono anche a Leopoli. Ci sono 35 morti a meno di 25 chilometri dalla Polonia. A Mariupol l’orrore: le truppe russe devastano la città. Putin nelle settimane successive riuscirà a creare una continuità territoriale tra la Russia e la Crimea. Zelensky chiede espressamente l’aiuto dell’Italia.

Aprile – Viene colpita e affondata nel mar Nero l’ammiraglia della flotta russa. è il primo segno tangibile della resistenza ucraina. Il 24 aprile Macron vince il ballottaggio con il 58% dei voti contro Marine Le Pen e viene riconfermato all’Eliseo.

Maggio – Draghi vara il 2 maggio un dl aiuti per famiglie e imprese da 14 miliardi. Complessivamente Draghi stanzierà per famiglie e imprese oltre 60 miliardi. Ciò nonostante, il debito pubblico scenderà al 145% del pil. Era al 150% nel 2021. Il 12 maggio la Finlandia chiede di entrare nella Nato. Insieme ad Helsinki farà richiesta anche la Svezia. Il 17 Mariupol si arrende definitivamente.

Giugno – Il 2 l’Italia festeggia la Repubblica e la Russia ha già occupato il 20% del territorio ucraino. Il 4 cominciano i contrattacchi ucraini nel Donbass. Il 12 giugno flop dei referendum sulla giustizia che sono largamente lontani dal quorum. Ci sono evidenti riscontri del vento a favore di Giorgia Meloni: il centrodestra conquista i sindaci di Genova, Palermo, La Spezia, L’Aquila e FdI sopravanza Lega e FI anche al Nord. FdI e Sinistra italiana sono gli unici partiti che si oppongono a Mario Draghi. Ai ballottaggi il centrosinistra contiene le perdite e vince a Verona, Parma e Catanzaro. Il ministro degli Esteri Di Maio lascia il Movimento 5 Stelle.

Luglio – Il premier britannico Boris Johnson si dimette il 7 luglio. Draghi e Johnson sono tra i più fermi oppositori di Putin nel mondo occidentale. Dopo Johnson, Liz Truss durerà appena 50 giorni. A Truss succederà il conservatore Rishi Sunak. L’11 luglio M5s lascia l’aula del Senato e non vota il decreto-legge aiuti. Il 14 Draghi si dimette e Mattarella lo rimanda alle Camere. Il 20 luglio M5s, Lega e Forza Italia non votano la fiducia a Draghi. La ministra Gelmini lascia Forza Italia. La seguiranno Carfagna e Brunetta. Il 21 luglio Mattarella scioglie il Parlamento e indice le elezioni politiche per il 25 settembre. Dopo decenni ci sarà la novità di una campagna elettorale in piena estate.

Agosto – Il centrodestra si presenta con il tradizionale blocco composto da Lega, FdI, FI e moderati. Il 2 agosto Letta sigla un’alleanza con Calenda e +Europa. Il 7 agosto Calenda si rimangia il patto con il Pd e sceglie di allearsi con Renzi. Questa scelta consentirà al centrodestra di avere una larga maggioranza anche al Senato. Il Terzo polo composto da Azione e Italia viva avrà proprio Calenda come leader. Il centrosinistra appare subito in difficoltà e si presenta con un’alleanza tra Pd, +Europa, Alleanza Verdi-Sinistra e Impegno civico di Di Maio. M5s corre in proprio. Draghi continua a chiedere in tutte le sedi internazionali di imporre un tetto al prezzo del gas russo per tentare di arginare gli aumenti dei prezzi.

Settembre – L’8 muore la Regina Elisabetta dopo 70 anni di Regno. Aveva 96 anni. L’11 Kiev, sorretta dalle armi e dagli aiuti occidentali, prosegue la riconquista di alcuni territori occupati dalle truppe russe. Gli Stati Uniti rendono noto che la Russia ha finanziato partiti esteri, anche europei. In campagna elettorale si punta l’indice contro la Lega di Salvini, che stipulò un accordo con Russia Unita nel 2017. Anche i rapporti tra Berlusconi e Putin vengono messi sotto accusa. Ciò nonostante, il centrodestra stravince le elezioni politiche e si assicura la maggioranza assoluta alla Camera e al Senato. All’interno del centrodestra Meloni surclassa gli altri leader: FdI ha il 26%, Lega e FI poco più dell’8% ciascuno. Il Pd chiude al 19%, M5s al 15%, il Terzo polo poco sotto l’8%. Il 26 settembre Enrico Letta si dimette da segretario del Pd e convoca il congresso del partito che si terrà nei primi mesi del 2023.

Ottobre – In Ucraina Putin arretra ma mantiene la striscia territoriale che collega Russia e Crimea. Il 13 ottobre Ignazio La Russa (FdI) viene eletto Presidente del Senato senza i voti di Forza Italia. Nel segreto dell’urna non sono mancati sostegni nascosti: molti puntano l’indice contro Renzi. Alla Camera il Presidente è il leghista Lorenzo Fontana. La formazione del Governo scompone la maggioranza e Meloni sbatte i pugni sul tavolo: “Non sono ricattabile”. Il 22 ottobre Meloni e 24 ministri giurano al Quirinale. Il 23 c’è il passaggio della campanella tra Draghi e Meloni. Il 23 sera Meloni incontra Macron sulla terrazza di un hotel al Gianicolo. L’Italia – assicura alla comunità internazionale la prima Presidente del Consiglio donna – non cambierà linea sull’Ucraina. Camera e Senato votano senza patemi la fiducia al Governo. Il 31 il primo decreto-legge Meloni crea polemiche per la norma sui rave party: i sindacati vedono minacciata la possibilità di manifestare. Piantedosi rassicura Cgil, Cisl, Uil e Ugl. Il Parlamento riscriverà la norma in toto.

Novembre – Nonostante qualche resistenza, continuano gli sbarchi di tutti i migranti dal Nordafrica, compresi quelli a bordo delle navi delle Ong. La nave ‘Ocean Viking’ viene dirottata a Marsiglia. Ci sono frizioni tra il Governo italiano e quello francese proprio sul tema dei migranti. Il 15 novembre si sfiora la terza guerra mondiale: un missile causa due morti in Polonia, Paese della Nato. I leader del G7, riuniti a Bali, si svegliano nel cuore della notte ed evitano la catastrofe. Il missile non era russo, ma della contraerea ucraina. Il 22 novembre il Consiglio dei ministri vara la manovra da 35 miliardi di euro, di cui 21 contro il caro energia. Il reddito di cittadinanza viene ridotto da 12 a 7 mesi. Viene ridotta l’indicizzazione delle pensioni più alte. Per autonomi e partite Iva ci sarà una flat tax fino a 85mila euro di reddito. Riduzione del cuneo fiscale per i salari più bassi. Stretta sul superbonus edilizio. Il tetto al contante sale a 5mila euro. Gli esercenti non avranno l’obbligo di accettare i pagamenti con il pos sotto i 60 euro, ma questa norma, su pressione della Ue, verrà cancellata dal Parlamento.

Dicembre – Gelo sulla manovra da Bankitalia, Confindustria, Cgil e Uil. Landini e Bombardieri indicono scioperi in tutta Italia, a cui Cisl e Ugl non partecipano. Il 9 esplode lo scandalo del Qatargate: sono coinvolti politici e sindacalisti di sinistra, tra cui la vicepresidente dell’Europarlamento, la greca Eva Kaili, che il 13 darà le dimissioni. Sono investiti dall’inchiesta anche gli italiani Panzeri, Cozzolino e Visentini. Vengono ritrovati contanti per decine di migliaia di euro. La Ue dà il via libera alla manovra del Governo Meloni, ma fissa alcuni paletti. Dopo tante insistenze di Draghi e Meloni, l’Unione Europea stabilisce un tetto al prezzo del gas che entra in vigore se si superano i 180 euro/megawattora per tre giorni consecutivi di contrattazione. Il 22 dicembre Meloni firma “col sangue” che l’Italia non accederà al Mes. La Vigilia di Natale la Camera approva il ddl di bilancio, ponendo la fiducia sul testo. Il Senato, per evitare l’esercizio provvisorio, deve chiudere l’iter parlamentare della manovra entro fine anno.

A tutto questo andrebbero aggiunti i troppi, nuovi femminicidi; i disastri dell’alluvione nell’anconetano; i dissesti idrogeologici a Ischia e non solo, il colpo di stato in Burkina Faso; le uccisioni e la ribellione delle donne in Iran. E molto altro, difficile condensare in poche righe un anno così “ricco”.

C’è parecchio da fare nel 2023 per provare a rendere più sana, vivibile e serena l’esistenza dell’umanità su questo Pianeta Azzurro così bistrattato, dilaniato da guerre e disastri ecologici, incompatibilità sociopolitiche e sete di potere. Forse, nei nostri personali proponimenti per l’anno che verrà dovremo davvero iniziare a domandarci: “che cosa posso fare, io, per migliorarlo?”, senza continuare a delegare ad altri quelle scelte che, in qualità di residenti pensanti del mondo, ci toccano in prima persona nel profondo. Un impegno personale e quotidiano volto, anche e principalmente, a garantire un futuro ed un habitat migliore ai nostri figli.

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Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Ancona e i perseguitati politici antifascisti

Ricostituita nelle Marche l’ANPPIA memoria storica con presidente Gianluca Quacquarini


Camerano, 26 gennaio 2023 – Arriva una nota in redazione a firma Gianluca Quacquarini consigliere comunale dorico in orbita Articolo Uno, già iscritto al M5 stelle e ancora prima nel PD: “Ricostituita ad Ancona l’ANPPIA, Associazione Nazionale Perseguitati Politici Italiani Antifascisti, ed io sono stato eletto presidente di questa ricostituita federazione”.

Lì per lì, ignorando del tutto l’esistenza di questa Associazione, sono stato assalito dallo sgomento. Ma come, nel 2023 stiamo ancora a parlare di perseguitati politici antifascisti? In oltre vent’anni di mestiere, dal 2000 ad oggi, non ne ho mai incontrato uno. A cosa diavolo serve ricostituire una simile associazione? E ancora, a cosa diavolo serve essere degli anti qualcosa se quel qualcosa è finito nel 1946?

Gianluca Quacquarini

Mio nonno poteva essere un antifascista, dal momento che fu mandato al fronte nella Prima Guerra Mondiale (1915-1918) come un ‘ragazzo del ‘99” (nati nel 1899). E dunque testimone adulto dell’era fascista (1919-1943). Mio padre poteva essere un antifascista, dal momento che vide la luce nel 1928, alla caduta del regime di Mussolini aveva 15 anni e dunque sapeva cosa significasse esserlo. Un pensiero reso concreto dal fatto che per tutta la vita mio padre tenne nel cassetto del comodino in camera da letto la tessera del PCI, anche quando il PCI non esisteva più.

Loro sì, ma io? E con me tutti quelli della mia età o più giovani come appunto Quacquarini… Per me e per loro che senso ha, oggi, parlare di perseguitati politici antifascisti? Nessuno, ma rispondo solo per me. Per il semplice motivo che sono cresciuto in un’epoca in cui questi perseguitati semplicemente non esistevano. Appartenevano ad un passato per me remoto. Occhio però a giudicare, perché da quando ho iniziato a capire la storia ho sempre condannato il regime di Mussolini, e conosciuto a fondo la storia dei perseguitati politici antifascisti, da Sandro Pertini in testa e soci illustri, suoi compagni di lotta.

Così, sempre per capire, ho fatto qualche ricerca e finalmente ho capito. L’ANPPIA, che ha sede a Roma sin dal 1946, ha uno Statuto, un Comitato esecutivo con tanto di Revisori dei conti e un Collegio dei Probiviri; edita un giornale bimestrale: L’antifascista, fondato guarda tu proprio da Sandro Pertini, e ha sempre dedicato molta parte delle sue energie alla ricerca e diffusione della conoscenza della storia dell’Antifascismo e dei suoi protagonisti, attraverso pubblicazioni, convegni, mostre, attività nelle scuole e molto altro.

Quel che vale per la Shoah, dunque, vale anche per l’ANPPIA: la memoria storica è importante, mai dimenticare quei perseguitati dal fascismo che hanno fatto la galera e subìto l’esilio – in alcuni casi pagando con la propria vita – per costruire l’Italia democratica, liberale e repubblicana di oggi.

Dunque, il senso di questa ricostituzione sta tutto qui: ricordare la storia per non dimenticare, un monito affinché non si ripetano più certe storture del passato, assolutiste e sanguinarie. Del passato, però! Perché oggi proprio grazie a quegli eroi certe reminiscenze sono state cancellate, non ci appartengono più. E certi gruppetti nostalgici lasciano il tempo che trovano e non vale neppure la pena citarli.  Meglio così, per un attimo avevo pensato che mi fosse sfuggito qualcosa!

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