Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione


di Paolo Fileni

I ragazzi fantastici di Camerano (e il loro cane)

Una storia vera che testimonia l’onestà dei “millennial” nonostante le difficoltà

Camerano, 21 gennaio 2023 – Vi racconto una storia vera. Marco (chiamiamolo così dal momento che preferisce la riservatezza), è un ragazzo poco più che ventenne con dimora temporanea a Camerano. Fa il cameriere ad Osimo: dieci, anche dodici ore di lavoro al giorno per meno di dieci euro l’ora, a volte per otto euro l’ora. Senza straordinari riconosciuti, senza tutele, senza un contratto a tempo indeterminato. Il sogno di Marco è quello di acquistare casa, magari in Ancona, magari con un fazzoletto di giardino per farci correre la sua cagnolina.

Un sogno irrealizzabile però, perché senza un contratto regolare non esiste una banca che ti concede un mutuo. Allora, per lui l’alternativa è affittare un alloggio, magari in Ancona, magari con un fazzoletto di giardino… Difficile anche questo però, senza un contratto a tempo indeterminato, senza uno stipendio sicuro, anche il più caritatevole degli anconetani storce il naso.

Marco, nonostante la giovane età, convive con Anna (chiamiamola così…), che ha parenti residenti a Camerano. Anche lei fa la cameriera da anni in Ancona, e da anni aspetta che si concretizzi la promessa di un contratto a tempo indeterminato. Una promessa di là da venire…

Ogni sera, meglio, ogni notte intorno all’una o alle due, terminato il lavoro, Marco e Anna portano a spasso la loro cagnolina nell’area cani di Camerano. Si siedono sull’unica panchina che c’è, fumano una sigaretta e si raccontano la giornata. Sottovoce, perdendosi l’uno negli occhi dell’altra, ruminano il loro sogno irrealizzabile senza piangersi addosso. Promettendosi amore e il sacrificio di mettere da parte più soldi possibile.

In una di queste notti fatta di sogni e promesse, con una pioggerella leggera che infanga l’area cani, la loro cagnolina si accuccia sotto l’unica panchina che c’è e giocherella con qualcosa. Marco se ne accorge e fa per togliergli di bocca quel pezzo di plastica infangato. Si ritrova in mano un portafoglio umido d’acqua e sporco di terra.

Lo apre. Dentro c’è di tutto: diverse centinaia di euro in contanti, due bancomat con tanto di foglietto con i relativi codici pin a cinque cifre, carta d’identità, patente, tessera sanitaria del proprietario, altre carte di varie catene della grande distribuzione, una tessera professionale. Una vera e propria manna. È notte fonda, in pochi minuti sarebbe un gioco da ragazzi svuotare i bancomat, tenersi i contanti e gettare il resto nel primo bidone della spazzatura lungo la strada. Non se ne accorgerebbe nessuno!

Invece, nonostante i sogni, nonostante tutto, Marco e Anna tornano a casa, vanno su internet, rintracciano il proprietario del portafoglio e gli scrivono su WhatsApp: “Forse ti manca qualcosa. Dove hai messo il tuo portafoglio?”. Il giorno dopo lo incontrano in Via Scandalli e gli restituiscono tutto. Proprio tutto. E il proprietario del portafoglio, che non s’era neppure accorto di averlo perso, ha dovuto sudare sette camicie per convincerli ad accettare una mancia.

Ragazzi fantastici Marco e Anna (ma pure il loro cane), i loro datori di lavoro non se li meritano due camerieri così: il fatto che esistano rende il mondo migliore. Non credete a questa storia? Bè, fate male, perché quel portafoglio era il mio.

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Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Ancona e i perseguitati politici antifascisti

Ricostituita nelle Marche l’ANPPIA memoria storica con presidente Gianluca Quacquarini


Camerano, 26 gennaio 2023 – Arriva una nota in redazione a firma Gianluca Quacquarini consigliere comunale dorico in orbita Articolo Uno, già iscritto al M5 stelle e ancora prima nel PD: “Ricostituita ad Ancona l’ANPPIA, Associazione Nazionale Perseguitati Politici Italiani Antifascisti, ed io sono stato eletto presidente di questa ricostituita federazione”.

Lì per lì, ignorando del tutto l’esistenza di questa Associazione, sono stato assalito dallo sgomento. Ma come, nel 2023 stiamo ancora a parlare di perseguitati politici antifascisti? In oltre vent’anni di mestiere, dal 2000 ad oggi, non ne ho mai incontrato uno. A cosa diavolo serve ricostituire una simile associazione? E ancora, a cosa diavolo serve essere degli anti qualcosa se quel qualcosa è finito nel 1946?

Gianluca Quacquarini

Mio nonno poteva essere un antifascista, dal momento che fu mandato al fronte nella Prima Guerra Mondiale (1915-1918) come un ‘ragazzo del ‘99” (nati nel 1899). E dunque testimone adulto dell’era fascista (1919-1943). Mio padre poteva essere un antifascista, dal momento che vide la luce nel 1928, alla caduta del regime di Mussolini aveva 15 anni e dunque sapeva cosa significasse esserlo. Un pensiero reso concreto dal fatto che per tutta la vita mio padre tenne nel cassetto del comodino in camera da letto la tessera del PCI, anche quando il PCI non esisteva più.

Loro sì, ma io? E con me tutti quelli della mia età o più giovani come appunto Quacquarini… Per me e per loro che senso ha, oggi, parlare di perseguitati politici antifascisti? Nessuno, ma rispondo solo per me. Per il semplice motivo che sono cresciuto in un’epoca in cui questi perseguitati semplicemente non esistevano. Appartenevano ad un passato per me remoto. Occhio però a giudicare, perché da quando ho iniziato a capire la storia ho sempre condannato il regime di Mussolini, e conosciuto a fondo la storia dei perseguitati politici antifascisti, da Sandro Pertini in testa e soci illustri, suoi compagni di lotta.

Così, sempre per capire, ho fatto qualche ricerca e finalmente ho capito. L’ANPPIA, che ha sede a Roma sin dal 1946, ha uno Statuto, un Comitato esecutivo con tanto di Revisori dei conti e un Collegio dei Probiviri; edita un giornale bimestrale: L’antifascista, fondato guarda tu proprio da Sandro Pertini, e ha sempre dedicato molta parte delle sue energie alla ricerca e diffusione della conoscenza della storia dell’Antifascismo e dei suoi protagonisti, attraverso pubblicazioni, convegni, mostre, attività nelle scuole e molto altro.

Quel che vale per la Shoah, dunque, vale anche per l’ANPPIA: la memoria storica è importante, mai dimenticare quei perseguitati dal fascismo che hanno fatto la galera e subìto l’esilio – in alcuni casi pagando con la propria vita – per costruire l’Italia democratica, liberale e repubblicana di oggi.

Dunque, il senso di questa ricostituzione sta tutto qui: ricordare la storia per non dimenticare, un monito affinché non si ripetano più certe storture del passato, assolutiste e sanguinarie. Del passato, però! Perché oggi proprio grazie a quegli eroi certe reminiscenze sono state cancellate, non ci appartengono più. E certi gruppetti nostalgici lasciano il tempo che trovano e non vale neppure la pena citarli.  Meglio così, per un attimo avevo pensato che mi fosse sfuggito qualcosa!

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