Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione


di Paolo Fileni

Chi è senza peccato…

Salgono i positivi al Coronavirus e cresce la rabbia

25 ottobre 2020 – Ci risiamo… Abbiamo provato per tutta l’estate a far finta che il Covid-19 fosse andato in vacanza pure lui, per sempre. Italiani cicale abbarbicati a spiagge e movida straniere incuranti delle conseguenze; politici italiani così presi da banchi con rotelle, dai bonus vacanza-monopattino-biciclette da dimenticarsi di dover far fronte e organizzarsi per una seconda ondata pluriannunciata del virus assassino che non molla di un centimetro, anzi…

Vacanze finite, rientri in massa dall’estero, ripresa delle scuole, dell’uso incontrollato e senza alcun rispetto dei mezzi pubblici e… voilà, stiamo tornando indietro con numeri e ricoverati in terapie intensive al marzo scorso pre-lockdown. Risultato? Dpcm sempre più restrittivi, limitazioni e chiusure un po’ ovunque, mancanza di migliaia di medici e sanitari negli ospedali. Ce la siamo voluta e ce la siamo cercata? Sembrerebbe di sì! E la rete, fra il serio e il faceto risponde a modo suo. Ecco, presi a caso con tanto di nome e cognome degli autori, alcuni post sul tema apparsi su Facebook; chi è senza peccato scagli la prima pietra:

Piera Alessio

“Qualcuno, non la maggioranza delle persone, non ha usato le mascherine. Qualcuno, non la maggioranza delle persone, non ha mantenuto i distanziamenti prescritti. Qualcuno, non la maggioranza delle persone, non ha sempre disinfettato le mani. Qualche ristoratore non sarà stato inappuntabile, qualche barista non avrà mantenuto il metro prescritto. Ma la maggioranza delle persone ha seguito le regole. Mica la gente si vuole ammalare. Mica la gente è stupida. Infatti dal 18 maggio fino a ottobre tutto è filato liscio.

PERÒ (Che In tecniche di comunicazione si chiama panino con la merda)

  • Chi doveva assumere insegnanti LO HA FATTO?
  • Chi doveva assumere medici e infermieri LO HA FATTO?
  • Chi doveva sistemare le aule LO HA FATTO?
  • Chi doveva agire sui trasporti LO HA FATTO?
  • Chi doveva potenziare la medicina di base LO HA FATTO?
  • Chi doveva aiutare le fasce più deboli LO HA FATTO?
  • Chi doveva distribuire i DPI LO HA FATTO?
  • Chi doveva aumentare le terapie intensive LO HA FATTO?

In poche parole chi doveva rispondere ad una pandemia, a parte vietare, proibire,rinchiudere o imporre cosa ha messo in campo per migliorare condizioni, logistica e tessuto sanitario? Banchi a rotelle? Bonus monopattino? Flop Manager? Task force a gogò? App Immuni? La parabola della trave e della pagliuzza credo vi calzi a pennello, ma a parte questo, davvero non provate alcuna vergogna?”

Lorenzo Rabini

“Ma a quei poveri disgraziati a cui hai fatto tirare fuori un sacco di soldi per i protocolli sicurezza, con che faccia… gli dici di chiudere?”

Sandro Stradella

“Lunedì partono i finanziamenti a fondo perduto per le imprese. Si organizzano pullman per andarli a salutare!”

Intanto, per il 27 ottobre alle 17 al Quirinale il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha convocato il Consiglio Supremo di Difesa (foto d’archivio). L’ordine del giorno prevede la trattazione dei seguenti temi:

conseguenze dell’emergenza sanitaria sugli equilibri strategici e di sicurezza globali, con particolare riferimento alla Nato e all’Unione Europea. Aggiornamento sulle principali aree di instabilità e punto di situazione sul terrorismo transnazionale. Prospettive di impiego delle Forze Armate nei diversi teatri operativi;

prontezza, efficienza, integrazione e interoperabilità dello Strumento Militare nazionale. Bilancio della Difesa e stato dei programmi di investimento in relazione alla fluidità del contesto di riferimento e agli obiettivi capacitivi di lungo periodo.

A leggere fra le righe c’è da preoccuparsi parecchio: a pensar male si fa peccato ma ci si azzecca quasi sempre.

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

FNSI: ecco a voi l’Informazione italiana!

La denuncia, fatta a pagamento, del sindacato dei giornalisti


17 ottobre 2021 – Oggi, sui principali quotidiani nazionali, la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), ha pubblicato – a pagamento – una denuncia su quella che è la situazione in cui versano i giornalisti e l’informazione in Italia. Di seguito, il testo integrale:

Il diritto dei cittadini a essere informati è sotto attacco. I giornalisti sono nel mirino di organizzazioni criminali e neofasciste. Vengono quotidianamente intimiditi, minacciati, picchiati per via del loro lavoro.

Una crisi senza precedenti mette in ginocchio il settore dell’editoria. L’occupazione è sempre più precaria. Migliaia di giornalisti sono costretti a lavorare senza diritti, senza tutele, e con retribuzioni indegne di un Paese civile.

Governo e Parlamento dimenticano l’articolo 21 della Costituzione. Non vogliono fermare le querele bavaglio. Non vogliono norme per l’equo compenso e per contrastare il precariato.

Lasciar affondare l’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani significa dare il via allo smantellamento progressivo dell’autonomia e del pluralismo dell’informazione, pilastro di ogni democrazia. Governo e Parlamento non lascino morire l’informazione italiana”.

Intanto, non è assurdo che FNSI (sindacato unico e unitario dei giornalisti italiani che, a loro nome, stipula con le organizzazioni datoriali dei vari settori dell’informazione i contratti collettivi nazionali di lavoro giornalistico), per una tale denuncia debba pagare uno spazio sui giornali?

Poi, diciamocelo: la denuncia, sacrosanta, purtroppo vera, dai contenuti più che condivisibili, arriva con grave ritardo ad accusare un sistema in atto nel Paese da almeno vent’anni. Certo, meglio tardi che mai, ma adesso la Federazione, in quanto sindacato, si dia una mossa con azioni concrete per sovvertire l’andazzo: non bastano le parole di denuncia, occorrono i fatti!

Articolo 21 della Costituzione

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni”.

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