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Cambiamenti climatici, è solo business?

Per provare a risolvere i problemi del riscaldamento globale e sull’energia rinnovabile si spenderanno cifre inimmaginabili

31 ottobre 2021 – In merito alle questioni riguardanti temi attualissimi e sulla bocca di tutti come i Cambiamenti climatici, il Riscaldamento globale con la disastrosa conseguenza dello scioglimento dei ghiacciai, le bombe d’acqua ecc. ecc. riassumibili nell’emergenza climatica attuale – uno dei principali temi sul tavolo del G20 in svolgimento a Roma – l’obiettivo del Mondo intero è il raggiungimento delle zero emissioni da energia fossile entro il 2050.

I Leaders del mondo si stanno misurando e riempiendo la bocca di termini come “energia rinnovabile”, “transizione energetica”, “sviluppo sostenibile”, dando seguito alle marce di protesta di milioni di giovani che dai quattro angoli del Pianeta gridano loro: “L’emergenza climatica sta distruggendo il futuro del Globo, ma il futuro è nostro, dovete intervenire subito per garantircelo. Smettetela d’inquinare l’atmosfera, i mari, le montagne, i laghi, i fiumi, le campagne”.

Posto che l’inquinamento dell’ecosistema terracqueo è un problema davvero serio ed è giusto combatterlo e risolverlo con tutti gli strumenti possibili, siamo davvero sicuri che sia esso la causa principale dei cambiamenti climatici in atto? Ci siamo mai domandati quanto business si possa nascondere nelle pieghe della macchina mondiale messa in moto dall’emergenza climatica?

Uno spunto da ragionamento spiccio. L’asse terrestre, quello che va dal polo Nord al polo Sud, è inclinato di 23° 27′ rispetto alla perpendicolare al piano dell’eclittica: questa inclinazione, combinata con la rivoluzione della Terra intorno al Sole, è causa delle stagioni (foto). L’entità dell’inclinazione varia ciclicamente tra circa 22° 30′ e circa 24° 30′ con un periodo di 41.000 anni; attualmente è di 23° 27 e in diminuzione. Inoltre, l’asse terrestre ruota lentamente intorno alla perpendicolare all’eclittica, descrivendo un doppio cono e compiendo un giro ogni 25.800 anni (52″ all’anno). Non è farina del mio sacco ma di Wikipedia, alla portata di chiunque.

Ergo, non è che queste oscillazioni millenarie, dal momento che avvicinano o allontanano i Continenti dal Sole, siano la vera causa dei cambiamenti climatici in atto? Dati di riferimento non esistono, dal momento che l’uomo non ha memoria di come fosse il clima sulla Terra 41mila o 25mila anni fa. Conosce le varie ere, ma dati certi per un raffronto sulle variazioni li avrà solo fra qualche millennio.

E che le battaglie di oggi per fermare i cambiamenti climatici in atto possano essere un enorme business a dieci zeri, non lo dico io. Lo diceva quasi vent’anni fa Michael Crichton in calce ad un suo romanzo, credo fosse Stato di Paura pubblicato nel 2004. Crichton, per i non letterati, è l’autore di best seller come Congo, Sfera, Jurassic Park, La grande rapina al treno, E.R. medici in prima linea.

In quel suo romanzo, riporta una confutazione dove sostiene che i cambiamenti climatici sono un fenomeno della natura, in maniera minima procurati dall’azione dell’uomo. E che tutto l’ambaradan mediatico, politico e sociale che li accompagna e li accompagnerà, è giustificato dagli enormi guadagni che le associazioni ambientaliste, le industrie e gli uomini politici dedicati alla causa riescono e riusciranno ad intercettare, grazie agli investimenti dei Governi o alle stratosferiche donazioni di ricchi magnati o benefattori disposti a investirci una montagna di miliardi.

Una provocazione? Non lo so. Non possiedo le conoscenze scientifiche necessarie per dire chi abbia ragione o a quanto risponda al vero tutto ciò. Ma credo valga la pena una riflessione anche in tal senso.

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