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Bollette insostenibili, da Bruxelles e da Roma basta ciance

Un problema che non si risolve abbassando di un grado il termostato del riscaldamento

Camerano, 7 ottobre 2022 – Autunno pesante quello che stiamo vivendo, nonostante le gradevoli giornate di sole che accompagnano questo scampolo di inizio ottobre. Un autunno che segue una stagione estiva caratterizzata da una eccellente attività turistica che per qualche mese ha accantonato gli accidenti della vita.

Con la riapertura delle scuole, dalla sera al mattino la cicala canterina ha lasciato il posto alla laboriosa formica. Una formica che si è ritrovata suo malgrado a combattere ben quattro guerre: quella sanitaria, quella dell’inflazione, quella dell’Ucraina e quella del gas/rincaro bollette. In più, tanto per non farci mancare nulla, la formica marchigiana ai già numerosi e annosi problemi regionali ha aggiunto la battaglia combattuta contro l’alluvione. Che non è finita.

Un bel quadro, non c’è che dire. Una realtà sociale che ha fatto montare la rabbia anche ai più moderati e rassegnati, tanto che alle Politiche dello scorso 25 settembre poco più della metà degli italiani (ma pure dei marchigiani), ha votato per protesta là dove ardeva un piccolo lumicino di diversità. Fratelli d’Italia non era mai salito fin lassù. Dopo aver votato tutto il panorama eleggibile dall’estrema sinistra, al centro e al centro destra, gli elettori avranno pensato: “Ci son rimasti questi da provare, vediamo quello che sanno fare”.

Con in atto il quadro descritto sopra, Giorgia Meloni è sicuramente la donna/leader meno invidiata del momento. Se il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella le darà l’incarico di formare il Governo (tutti lo danno per scontato) – prima donna in Italia a ricoprire il ruolo di Presidente del Consiglio – la Giorgia Nazionale dovrà districarsi da cento nodi e un milione di aspettative. Rischia d’inciampare ad ogni passo che farà e, al primo insuccesso, verrà additata e apostrofata come quella “uguale a tutti gli altri”.

Molte, troppe famiglie italiane sono in sofferenza, così come le loro attività commerciali e industriali. Le speculazioni olandesi sul prezzo del gas e la chiusura del gasdotto russo come risposta di Putin alle sanzioni imposte alla Russia dall’Unione Europea, stanno mettendo in ginocchio l’Italia. Le attività chiudono per le bollette insostenibili. E, fino ad oggi, dall’UE e dall’Italia ci sono state solo parole.

Di fronte ad un inverno che si prospetta più rigido di quanto vogliano farci credere, chi governa l’Italia m’interessa davvero poco. Chi si è proposto per governare lo Stivale deve darsi una mossa e trovare risposte e soluzioni concrete alla crisi in atto. E deve farlo subito, nell’immediato. Da Bruxelles e da Roma basta con le ciance! Non è certo abbassando di un grado il termostato del riscaldamento nelle case che si risolve il problema. A che serve farlo se le bollette continuano ad aumentare oltre il sostenibile?

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