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Ancona città del caos e dell’incompiuta

A livello urbano sociale e politico. Gli apparentamenti ai ballottaggi

Camerano, 21 maggio 2023 – Ultimi palpiti elettorali: fra sette giorni esatti Ancona conoscerà quello che sarà il suo futuro politico-amministrativo da qui al 2027. E, se non fosse davvero una cosa seria, mi verrebbe da sorridere fra le righe. Sopra le righe.

Per uno che ad Ancona non ci abita, e che in città ci va prevalentemente per lavoro soltanto da una dozzina d’anni – pur essendo marchigiano per nascita e genealogia – questo capoluogo di regione risulta sin dal primo impatto come l’elogio del caos e dell’incompiuta. Dal porto al centro storico, da San Ciriaco alle Palombare è tutto un salire e scendere fra cantieri non completati, viabilità da rivedere, potenzialità enormi mai affrontate o mai sviluppate fino in fondo.  

Una città blasonata Ancona, con una storia importante, un porto strategico, un centro unico, che le varie amministrazioni nel loro succedersi non sono state in grado di valorizzare nei loro potenziali punti d’eccellenza espressi solo in parte. Diciamo, mancanza di visione? Mancanza di denaro? Legacci cultural-politici troppo conservatori? Un po’ di tutto ciò, certo, ma pure un malsano clientelismo politico (questo, diffuso un po’ ovunque sull’italico suolo), che tende a concedere solo a chi ti garantisce un futuro (leggi, poltrona), a scapito di sviluppo e innovazione.

Non m’interessano le bandiere e il loro colore, m’interessano le idee, la capacità di realizzarle, il merito riconosciuto verso chi le ha e le mette in pratica, a prescindere da dove arrivano, se siano cioè di sinistra, di centro, di destra. Fra sette giorni, i due contendenti chiuderanno gli apparentamenti e gli elettori anconetani saranno chiamati a scegliere uno fra i due finiti al ballottaggio in queste Comunali 2023: Ida Simonella del centrosinistra e Daniele Silvetti del centrodestra, il loro sindaco per i prossimi cinque anni.

Apparentamenti che al momento rispecchiano il caos e le incompiute espresse sopra. Dei quattro esponenti delle liste rimaste fuori dal ballottaggio, l’unico apparentamento ad oggi risulta essere quello di Marco Battino di Ripartiamo dai Giovani con il listone di centrodestra del candidato a sindaco Daniele Silvetti. Una scelta, quella del giovane Battino cercato da Silvetti, che è stata attaccata duramente dai Giovani Democratici del Circolo di Ancona: «Altro che ‘Ripartiamo dai Giovani’, Marco Battino riparte dalle poltrone». Vero è che Battino, a onor di cronaca, durante la campagna elettorale aveva negato con forza ogni possibile apparentamento con chicchessia.

Ida Simonella, dalle ultime notizie, affronterà il ballottaggio da sola. L’avvocato Francesco Rubini, l’unico papabile, non è riuscito a convincerla. O meglio, è lei che ha scelto di non sottostare alle di lui richieste. Idem per Enrico Sparapani del Movimento 5 Stelle di Ancona: «Nessun apparentamento, il voto è dei cittadini che si esprimeranno liberamente”. Anche Roberto Rubegni di Europa Verde non dovrebbe apparentarsi con nessuno, dopo il fallito tentativo iniziale di creare un polo che raccogliesse anche sinistra e M5s.

Se è vero che in sette giorni può succedere di tutto e di più, è anche vero che in sette giorni può anche non accadere nulla. Sarà, alla fine, un testa a testa serrato fra Simonella e Silvetti e a determinare la vittoria dell’una o dell’altro saranno gli elettori anconetani. Gli unici veri artefici del futuro della città dorica. E questo è l’unico punto fermo, l’ordine compiuto della democrazia che, nonostante certe imperfezioni, resta pur sempre la miglior forma di governo che abbiamo proprio perché si basa sulla sovranità popolare.

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