Argomenti per categorie

Alla fine a salvarci sarà la solita botta di culo!

Ultimo Dpcm del Premier Conte: regioni gialle, arancioni, rosse

Camerano, 5 novembre 2020 – L’ultimo Dpcm firmato e presentato in conferenza stampa televisiva ieri sera dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte, entrerà in vigore da venerdì 6 novembre e ci resterà – salvo disgrazie in corso d’opera o miracoli imprevisti e imprevedibili – fino a giovedì 3 dicembre 2020.

Se fino a ieri l’Italia era spaccata in due, responsabili/negazionisti, da oggi lo stivale tricolore è spaccato in tre: area gialla (criticità moderata), area arancione (criticità medio alta), area rossa (criticità alta), dove criticità non significa numero di decessi da Covid-19 ma numero di persone che intasano le corsie d’ospedale e occupano i letti delle terapie intensive.

Come a dire che il nostro Paese non si chiude alla vita, alla libertà e al libero commercio per i preoccupanti decessi dovuti o aggravati dal coronavirus, ma sceglie restrizioni, coprifuoco e limitazioni varie in base al numero dei posti letto che in questi giorni nei nosocomi vanno riempiendosi ad una velocità supersonica. Ergo: in Italia le pompe funebri non vanno in difficoltà ma gli ospedali sì. Forse, sarebbe bastato chiuderne qualcuno in meno o renderne operativi altri che oggi non sono altro che scheletri decadenti e marcescenti iniziati e mai terminati.

Certo, è facile fare dell’ironia sulle disgrazie umane, così come è difficilissimo azzeccare le scelte giuste per chi deve decidere come muoversi e come combattere contro un nemico invisibile, sconosciuto, potentissimo, vigliacco e subdolo che non guarda in faccia nessuno privo com’è di un cuore, di un cervello, di occhi. Ma la sensazione di non riuscire ad affrontarlo con efficacia perché abbiamo armi spuntate e denari insufficienti è forte, fortissima.

A livello sociale, per giunta, sembrerebbe che una buona fetta di italiani non abbia recepito la gravità del momento, incapaci come sono di sentirsi vittime potenziali o di fare davvero quei sacrifici seri e necessari che gli viene chiesto di fare. Meglio sostenere che il Covid-19 non esiste piuttosto che rinunciare alla movida, alla palestra, alla festa di compleanno, alla sala di un cinema…

Per contro, però, se obblighi alla chiusura tutte queste attività o ne limiti l’operatività e il fatturato, se vuoi che resistano e non falliscano devi essere in grado di sostenerle davvero con aiuti economici concreti. Diversamente, ne metti in conto una percentuale alle voci chiusura e morte definitiva e buonanotte al secchio! Alla faccia delle zone gialle, arancioni o rosse. Alla luce di ciò, fanno davvero sorridere quei politici, Ministri compresi, che continuano a dichiarare: «Nessuno si salva da solo, neppure uno dovrà restare indietro».

Alla fine, saranno in molti a restare indietro, e qualcuno riuscirà a salvarsi da solo. A prescindere dalle zone gialle, arancioni o rosse e dalle scelte politiche. I primi, perché lasciati soli senza risorse e dunque impossibilitati a reagire; i secondi, perché forti delle personali finanze o più semplicemente per pura fortuna dovuta all’allocazione territoriale. In fondo, e spesso, trovarsi al posto giusto al momento giusto non è altro che una botta di culo!

© riproduzione riservata

Tags: