Argomenti per categorie

70° Festival di Sanremo 2020 – 5

VINCE DIODATO con il brano FAI RUMORE (classifica finale)

Sanremo, 9 febbraio 2020 – Alle 2.30 di questa mattina è andata in archivio la 70esima edizione del Festival della canzone italiana targata Amadeus. Dopo cinque lunghissime serate e cinque record d’ascolto, la parola fine è stata scritta con la proclamazione del vincitore, l’aostano Antonio Diodato (foto, con in mano il trofeo) in arte solo Diodato con la canzone Fai Rumore. Un brano che oltre al gradimento delle tre giurie, la demoscopica, quella dei giornalisti e quella popolare, ha vinto anche il Premio della critica Mia Martini e il Premio della sala stampa Lucio Dalla.

Al secondo posto si è classificato Francesco Gabbani con Viceversa, già vincitore di due edizioni del Festival (2016 nelle Nuove Proposte con Amen, 2017 nei Big con Occidentali’s Karma). A lui è andato anche il Premio Tim Music. Sorpresa al terzo posto, conquistato dalla band outsider bergamasca Pinguini Tattici Nucleari con Ringo Starr.

Una 70esima edizione, quella di quest’anno, che ha raggiunto punte di gradimento impensabili alla vigilia. Merito della grande organizzazione Rai ma, soprattutto, della qualità delle canzoni in gara e dei tanti ospiti e conduttori. Su tutti ovviamente Amadeus, ma va detto che Rosario Fiorello (foto sotto, a sinistra) lo ha supportato con intelligenza e bravura, portando al Festival quella marcia in più che lo rende lo showman numero uno in Italia.

Bene, finalmente da questa sera potremo andare a letto a ore decenti. Mentre le canzoni lanciate dall’Ariston faranno ognuna la propria strada, più o meno fortunata che sarà. È stata una faticaccia seguire la kermesse per questa striscia, e non oso immaginare quanta fatica abbiano fatto tutti gli addetti ai lavori, dall’ultimo dei facchini al primo dei cantanti. E, a proposito dei cantanti, vorrei spezzare una lancia a loro favore.

In questi giorni sui social è stato scritto di tutto e di più nei loro confronti. Dai complimenti esagerati alle offese più becere. Due facce della stessa medaglia entrambe condannabili. Ma i cantanti, così come gli artisti in genere, vanno rispettati sempre e comunque. Anche se non ci piace quel che cantano o che producono. Anche se non ci piace come si pongono. Per il semplice motivo che dietro ad una canzonetta c’è un lavoro pazzesco fatto con il cuore, con l’anima e il cervello. Un lavoro che va rispettato tanto quanto quello di un muratore o di un impiegato.

Tra lo scrivere una brutta canzone o un successo internazionale, a livello d’impegno e d’ingegno non c’è nessuna differenza. Le stesse notti insonni a cercare l’accordo giusto, la strofa perfetta. La stessa fatica nel trovare un agente o un produttore; lo stesso sudore o paura nel proporla in pubblico la prima volta. A fare la differenza tra un successo o un fiasco quasi sempre è il caso, un’intuizione. Un’alchimia sconosciuta che per magia mette in simbiosi pubblico e artista. Non fosse così, ogni giorno nascerebbe un capolavoro.

Classifica generale

1°) Diodato – Fai Rumore; 2°) Francesco Gabbani – Viceversa; 3°) Pinguini tattici nucleari – Ringo Starr; 4°) Le Vibrazioni – Dov’è; 5°) Piero Pelù – Gigante; 6°) Tosca – Ho amato tutto; 7°) Elodie – Andromeda; 8°) Achille Lauro – Me ne frego; 9°) Irene Grandi – Finalmente io; 10°) Rancore – Eden; 11°) Raphael Gualazzi – Carioca; 12°) Levante – Tikibombom; 13°) Anastasio – Rosso di rabbia; 14°) Alberto Urso – Il sole ad Est; 15°) Marco Masini – Il confronto; 16°) Paolo Jannacci –Voglio parlarti adesso; 17°) Rita Pavone – Niente (resilienza 74); 18° Michele Zarrillo – Nell’estasi o nel fango; 19°) Enrico Nigiotti – Baciami adesso; 20°) Giordana Angi – Come mia madre; 21°) Elettra Lamborghini – Musica (e il resto scompare); 22°) Junior Cally – No grazie; 23°) Riki – Lo sappiamo entrambi;