La Lanterna Rossa ultimo singolo di Alessandro Pellegrini

Il cantautore numanese presenta il suo lavoro più recente

Numana, 7 giugno 2018 – È appena uscito il singolo La Lanterna rossa, brano tratto dall’album Qualcosa del musicista cantautore numanese Alessandro Pellegrini. Corriere del Conero già in passato ha pubblicato brani e presentato questo talentuoso artista.

Alessandro Pellegrini

Il videoclip che accompagna il pezzo è stato girato tra il porto di Numana e il porto di Ancona.

In particolare, è stata ripresa la lanterna rossa di Ancona, tanto amata dagli anconetani e al centro di tante discussioni e progetti sul suo spostamento.

Qui sotto il video, che potete vedere anche nello spazio video al centro delle pagine interne del giornale.

Alessandro Pellegrini

cantautore anconetano, nasce nell’inverno del 1987 tra il mare e la campagna.
Incontra il pianoforte un anno dopo ed a sei decide fermamente di imparare a suonarlo. Studia pianoforte classico e moderno con M.Guazzaroni e poi con S.Santoni all’Accademia Musicale di Ancona fino al 2014.

Entra a far parte e fonda, negli anni, numerosi progetti musicali come pianista, cantante e compositore.
Scrive la prima canzone per gioco a diciassette anni e, come quando si tira a bordo a poco a poco una rete piena, da lì iniziano ad arrivare tutte le altre.

Nel 2010 pubblica il suo primo album La casa senza scale. E da lì parte la sua esperienza come musicista: Expo 2015, festival di composizione, iniziative onlus in Estonia, tour di poesia e musica in tutta Italia.
Nel giugno 2016 vince come cantautore il concorso nazionale Giovani per la Musica indetto dall’Orchestra Sinfonica G. Rossini di Pesaro. Agosto 2016 vede il debutto del suo spettacolo di letture e canzoni Ali di Cera, incentrato sul mito di Dedalo e Icaro. A settembre 2016, selezionato dal Club Tenco di Sanremo, partecipa con le sue canzoni a Il Tenco Ascolta.

Nel febbraio 2017 pubblica il suo secondo album autoprodotto Qualcosa, dodici brani con i quali l’ascoltatore è invitato a osservare il mondo da un altro punto di vista, a cercarvi quel che più desidera, quindi a trovare “quel qualcosa” che ognuno insegue.

Per la profondità, intensità e fantasia dei suoi testi e per la solidità della sua architettura musicale, nel mese di Agosto 2017 è insignito del Premio Nazionale Franco Enriquez.

Si esibisce con il suo gruppo omonimo o come solista negli House Concert.

Oltre al musicista convivono in lui il laureato in Ingegneria Edile e Architettura, lo schermidore, l’agricoltore ad honorem, l’inguaribile romantico e l’eterno sognatore.

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Marchigiani: rabbia, orgoglio e dignità

Un onore appartenere a questo popolo un po’ dorico un po’ piceno


Camerano, 21 settembre 2022 – Non voglio star qui a commentare ciò che è successo nella notte fra giovedì 15 e venerdì 16 settembre 2022 nelle Marche. Né i morti di Ostra, i disastri a Sassoferrato, Pianello, Corinaldo, Cantiano, Senigallia, per citarne solo alcuni. O la reiterata piena del Misa, le responsabilità di chi doveva fare e non ha fatto. O i dispersi… Se ne è parlato e se ne sta parlando, forse anche troppo, su tutti i media social compresi.

No, non commento, sperando, finalmente, che le responsabilità di chi poteva arginare i danni e se n’è fregato saltino fuori e i colpevoli vengano puniti. Magra consolazione però di fronte ai morti, dispersi, feriti o ai rimasti senza un’abitazione.

Di fronte ad un’alluvione con conseguenze così drammatiche come quest’ultima, aspettando che la Magistratura e la Giustizia facciano il loro corso, vorrei sottolineare invece la reazione dei marchigiani. Rabbia sì, tanta, tantissima, perché gran parte dei disastri si sarebbero potuti evitare visti i precedenti del 2014. Ma anche tanto orgoglio e dignità.

Senza tante chiacchiere, senza aspettare inermi gli aiuti che comunque sono arrivati anche da mezza Italia, i marchigiani colpiti dal disastro si sono da subito rimboccati le maniche e, indossati gli stivali e agguantate le pale e le scope, si sono messi immediatamente all’opera per spalare via dal fango strade, garage, cantine e abitazioni allagate.

Mentre Vigili del fuoco, Protezione civile e volontari cercavano i morti e i dispersi, tanti giovani studenti, operai, commercianti, imprenditori e liberi professionisti, uniti dallo stesso intento e tutti insieme, si sono riversati per strada cercando di salvare il salvabile. Con orgoglio e dignità. L’orgoglio e la dignità di un antico popolo di mare avvezzo a fare da sé di fronte agli accidenti della vita. Perché i marchigiani sanno da sempre come si fa a rialzare la testa, con tigna e la forza delle proprie braccia.

Ma c’è anche di più, e questo solo i marchigiani lo possono capire. Vedere gruppi di tifosi dell’Ascoli e dell’Ancona – acerrimi nemici quando si tratta di calcio giocato – lavorare fianco a fianco a Senigallia e Borgo Bicchia pale in mano, sporchi di fango e stremati dalla fatica, dà la vera misura di cosa significhi la solidarietà, l’orgoglio e la dignità di questo popolo un po’ dorico e un po’ piceno (foto, Curva Nord Ancona).

Scene particolari che ad un vecchio cronista di provincia come me fanno sentire fino in fondo, e con sincero orgoglio, il senso d’appartenenza a questa gente. Se questi sono i marchigiani, è un onore per me essere nato in questa regione. Grazie a tutti quelli che in un modo o nell’altro hanno lavorato per far rialzare la testa alle mie Marche!

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