Recanati – Ron ha cantato Lucio: l’eternità dell’artista a Lunaria

La sua voce ha toccato il cuore dei 4000 presenti

Recanati, 7 luglio 2018 – «L’eternità di Lucio è in questa serata, dove ognuno può cantare una canzone insieme agli altri, il paradiso che Lucio ha sempre cercato non era poi così lontano, era nel cuore della gente che gli voleva bene»

Cosi Ron ha salutato i 4000 presenti a Lunaria, la rassegna estiva di Musicultura nella sua seconda serata in piazza Giacomo Leopardi, dove ha celebrato, in uno spettacolo teatrale scritto con Vincenzo Incenzo, l’amato amico  Lucio Dalla.

Recanati – Piazza Leopardi, concerto di Ron che ha cantato e ricordato Lucio Dalla

«Quando ho conosciuto Lucio avevo 16 anni – ha ricordato Ron –  fui chiamato dalla mia casa discografica per sentire Occhi di Ragazza, Lucio arrivò con quattro ore di ritardo tutto ingessato, aveva solamente gli occhialini tondi e un po’ di barba fuori… e io ho cominciato a ridere…»

Ron, applauditissimo, ha offerto al pubblico un toccante omaggio dell’ “allievo” al “maestro ”, sull’onda artistica ed emotiva del lungo sodalizio che li ha legati. La sua voce limpida e trasparente si è alzata in volo sulla grande piazza Giacomo Leopardi, accarezzando il cuore dei presenti e regalando un ritratto musicale vivo, vero, autentico e nel  contempo unico ed originale di Lucio Dalla.

Recanati – Forti le emozioni trasmesse al pubblico da Ron

Musica, immagini, testimonianze video di tanti amici, racconti e aneddoti di Ron sul  grande artista, attraverso le sue citta, le sue passioni, la sua leggerezza e il suo carattere folle, partendo da Lucio bambino in un viaggio sentimentale e leggero che racconta  un percorso meraviglioso di vita dell’ artista che quest’anno avrebbe compiuto 75 anni.

Un intenso e vibrante  live con cui Ron ha omaggiato l’amico e collega eseguendo dal vivo alcuni dei brani più importanti che i due hanno scritto insieme, e molti altri brani appartenenti al repertorio di Dalla.

Recanati – I quattromila spettatori che hanno gremito Piazza Leopardi

l’inedito sanremese Almeno Pensami, Premio della Critica al Festival di Sanremo; 4/3/1943, Futura, Piazza Grande in una coinvolgente versione partenopea riarrangiata con le mandole napoletane e le chitarre battenti: «Era il mondo che Lucio amava di piu – ha detto Ron Napoli era come New York per Lucio, mi è piaciuto molto mettere questo vestito nuovo” a Piazza Grande»

Tra le perle della serata Ron ha offerto al pubblico la prima stesura del testo di Com’è profondo il mare, con la sola voce di Dalla, un’interpretazione inedita e bellissima del brano che forse più di ogni altro somigliava al grande artista scomparso.

Prossimi appuntamenti con LUNARIA 2018

12 luglio LE VIBRAZIONI

19 luglio LOREDANA BERTÈ

23 luglio LO STATO SOCIALE

Recanati, Piazza Leopardi (21.30)

Ingresso libero

 

redazionale


Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Ancona e i perseguitati politici antifascisti

Ricostituita nelle Marche l’ANPPIA memoria storica con presidente Gianluca Quacquarini


Camerano, 26 gennaio 2023 – Arriva una nota in redazione a firma Gianluca Quacquarini consigliere comunale dorico in orbita Articolo Uno, già iscritto al M5 stelle e ancora prima nel PD: “Ricostituita ad Ancona l’ANPPIA, Associazione Nazionale Perseguitati Politici Italiani Antifascisti, ed io sono stato eletto presidente di questa ricostituita federazione”.

Lì per lì, ignorando del tutto l’esistenza di questa Associazione, sono stato assalito dallo sgomento. Ma come, nel 2023 stiamo ancora a parlare di perseguitati politici antifascisti? In oltre vent’anni di mestiere, dal 2000 ad oggi, non ne ho mai incontrato uno. A cosa diavolo serve ricostituire una simile associazione? E ancora, a cosa diavolo serve essere degli anti qualcosa se quel qualcosa è finito nel 1946?

Gianluca Quacquarini

Mio nonno poteva essere un antifascista, dal momento che fu mandato al fronte nella Prima Guerra Mondiale (1915-1918) come un ‘ragazzo del ‘99” (nati nel 1899). E dunque testimone adulto dell’era fascista (1919-1943). Mio padre poteva essere un antifascista, dal momento che vide la luce nel 1928, alla caduta del regime di Mussolini aveva 15 anni e dunque sapeva cosa significasse esserlo. Un pensiero reso concreto dal fatto che per tutta la vita mio padre tenne nel cassetto del comodino in camera da letto la tessera del PCI, anche quando il PCI non esisteva più.

Loro sì, ma io? E con me tutti quelli della mia età o più giovani come appunto Quacquarini… Per me e per loro che senso ha, oggi, parlare di perseguitati politici antifascisti? Nessuno, ma rispondo solo per me. Per il semplice motivo che sono cresciuto in un’epoca in cui questi perseguitati semplicemente non esistevano. Appartenevano ad un passato per me remoto. Occhio però a giudicare, perché da quando ho iniziato a capire la storia ho sempre condannato il regime di Mussolini, e conosciuto a fondo la storia dei perseguitati politici antifascisti, da Sandro Pertini in testa e soci illustri, suoi compagni di lotta.

Così, sempre per capire, ho fatto qualche ricerca e finalmente ho capito. L’ANPPIA, che ha sede a Roma sin dal 1946, ha uno Statuto, un Comitato esecutivo con tanto di Revisori dei conti e un Collegio dei Probiviri; edita un giornale bimestrale: L’antifascista, fondato guarda tu proprio da Sandro Pertini, e ha sempre dedicato molta parte delle sue energie alla ricerca e diffusione della conoscenza della storia dell’Antifascismo e dei suoi protagonisti, attraverso pubblicazioni, convegni, mostre, attività nelle scuole e molto altro.

Quel che vale per la Shoah, dunque, vale anche per l’ANPPIA: la memoria storica è importante, mai dimenticare quei perseguitati dal fascismo che hanno fatto la galera e subìto l’esilio – in alcuni casi pagando con la propria vita – per costruire l’Italia democratica, liberale e repubblicana di oggi.

Dunque, il senso di questa ricostituzione sta tutto qui: ricordare la storia per non dimenticare, un monito affinché non si ripetano più certe storture del passato, assolutiste e sanguinarie. Del passato, però! Perché oggi proprio grazie a quegli eroi certe reminiscenze sono state cancellate, non ci appartengono più. E certi gruppetti nostalgici lasciano il tempo che trovano e non vale neppure la pena citarli.  Meglio così, per un attimo avevo pensato che mi fosse sfuggito qualcosa!

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