Gianmario Strappati al Festival di Haskovo e Bezisten Hall di Yambol

Continua la tournée europea per il Maestro fidardense e la sua tuba. Prossimi impegni in Lombardia e a Praga

Castelfidardo, 27 ottobre 2021 – Numerosi applausi, richieste di bis e standing ovation per i recital in Bulgaria del concertista fidardense Gianmario Strappati.

Gianmario Strappati, concerto ad Haskovo in Bulgaria

Il solista di tuba, Ambasciatore di Missioni Don Bosco per la musica nel mondo, si è esibito all’International Music Festival Nedyalka Simeonova presso il Teatro Ivan Dimitrov di Haskovo interpretando con grande maestria musiche di A. Marcello, V. Bellini, L. Boccherini, M. De Federicis, V. Monti, W.A. Mozart.

Questo terzo tour in Bulgaria del concertista marchigiano, insegnante tra l’altro presso il Centro studi della Filarmonica di Castelfidardo, ha proposto nei giorni seguenti recital per tuba e archi presso l’affascinante Bezisten Hall di Yambol, antico museo della civiltà e della storia ottomana.

Un itinerario concertistico straordinario e ricco di appuntamenti per Strappati, nel quale ha proposto le più belle pagine della musica barocca, romantica, moderna e virtuosistica italiana, accompagnato dagli archi della Dianopolis Chamber orchestra, Concertmaster Krassimira Sultanova.

Dopo gli impegni in Bulgaria, il M° Gianmario Strappati continuerà la sua tournée in Europa con concerti e masterclass. Dapprima in Lombardia e poi a Praga ospite dell’Istituto italiano di cultura.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Marchigiani: rabbia, orgoglio e dignità

Un onore appartenere a questo popolo un po’ dorico un po’ piceno


Camerano, 21 settembre 2022 – Non voglio star qui a commentare ciò che è successo nella notte fra giovedì 15 e venerdì 16 settembre 2022 nelle Marche. Né i morti di Ostra, i disastri a Sassoferrato, Pianello, Corinaldo, Cantiano, Senigallia, per citarne solo alcuni. O la reiterata piena del Misa, le responsabilità di chi doveva fare e non ha fatto. O i dispersi… Se ne è parlato e se ne sta parlando, forse anche troppo, su tutti i media social compresi.

No, non commento, sperando, finalmente, che le responsabilità di chi poteva arginare i danni e se n’è fregato saltino fuori e i colpevoli vengano puniti. Magra consolazione però di fronte ai morti, dispersi, feriti o ai rimasti senza un’abitazione.

Di fronte ad un’alluvione con conseguenze così drammatiche come quest’ultima, aspettando che la Magistratura e la Giustizia facciano il loro corso, vorrei sottolineare invece la reazione dei marchigiani. Rabbia sì, tanta, tantissima, perché gran parte dei disastri si sarebbero potuti evitare visti i precedenti del 2014. Ma anche tanto orgoglio e dignità.

Senza tante chiacchiere, senza aspettare inermi gli aiuti che comunque sono arrivati anche da mezza Italia, i marchigiani colpiti dal disastro si sono da subito rimboccati le maniche e, indossati gli stivali e agguantate le pale e le scope, si sono messi immediatamente all’opera per spalare via dal fango strade, garage, cantine e abitazioni allagate.

Mentre Vigili del fuoco, Protezione civile e volontari cercavano i morti e i dispersi, tanti giovani studenti, operai, commercianti, imprenditori e liberi professionisti, uniti dallo stesso intento e tutti insieme, si sono riversati per strada cercando di salvare il salvabile. Con orgoglio e dignità. L’orgoglio e la dignità di un antico popolo di mare avvezzo a fare da sé di fronte agli accidenti della vita. Perché i marchigiani sanno da sempre come si fa a rialzare la testa, con tigna e la forza delle proprie braccia.

Ma c’è anche di più, e questo solo i marchigiani lo possono capire. Vedere gruppi di tifosi dell’Ascoli e dell’Ancona – acerrimi nemici quando si tratta di calcio giocato – lavorare fianco a fianco a Senigallia e Borgo Bicchia pale in mano, sporchi di fango e stremati dalla fatica, dà la vera misura di cosa significhi la solidarietà, l’orgoglio e la dignità di questo popolo un po’ dorico e un po’ piceno (foto, Curva Nord Ancona).

Scene particolari che ad un vecchio cronista di provincia come me fanno sentire fino in fondo, e con sincero orgoglio, il senso d’appartenenza a questa gente. Se questi sono i marchigiani, è un onore per me essere nato in questa regione. Grazie a tutti quelli che in un modo o nell’altro hanno lavorato per far rialzare la testa alle mie Marche!

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