Ancona Jazz – Concerto di Peter Bernstein Quartet

Domenica 14 novembre all'Auditorium della Mole. Il 21 dicembre torna il Gospel al Teatro delle Muse

Ancona, 13 novembre 2021 – Ancona Jazz riprende la sua attività autunnale ad Ancona e lo fa in grande, con l’appuntamento fissato per domenica 14 novembre (h 18.30) all’Auditorium della Mole Vanvitelliana con lo strepitoso chitarrista americano Peter Bernstein.

Peter Bernstein

La formazione: Peter Bernstein, chitarra; Sullivan Fortner, pianoforte; Doug Weiss, contrabbasso; Roberto Gatto, batteria. Ingresso: euro 15 posto unico, ridotto euro 10 per giovani fino a 21 anni, over 65, soci Coop. Biglietteria aperta in loco dalle 17.30, biglietti in vendita anche online su www.vivaticket.it con costo di diritti di prevendita.

Un po’ di storia

Quando Peter Bernstein si esibì per la prima volta ad Ancona Jazz, nel 2002, il suo nome era in forte ascesa nell’ambiente jazzistico di New York. A distanza di vent’anni, Bernstein è diventato l’uomo di punta di un jazz senza compromessi, legato alla tradizione dello strumento (si pensi all’opera, soprattutto, di Grant Green) ma innovativo nel pensiero, negli arrangiamenti, nella costruzione di un repertorio. Il chitarrista, sempre fedele al suo modello del 1981, è presente in moltissimi dischi, sia leader (etichette Criss Cross, Smalls Live, Smoke Sessions) e sia da sideman, accanto ai nomi contemporanei più prestigiosi, da Larry Goldings a Brad Mehldau, da Grant Stewart a Sam Yael, e storici come Lou Donaldson e Dr. Lonnie Smith. Nel suo stile convivono a meraviglia passato e presente in un ambito espressivo di spiccata modernità.  

JP & Soul Voices

Con grande gioia Ancona Jazz annuncia il ritorno del gospel (dopo la pausa dello scorso anno causa Covid) per il giorno 21 dicembre (h 21.15) al Teatro delle Muse con gli imperdibili JP & Soul Voices.

A dicembre, inoltre, Ancona Jazz propone altri due appuntamenti, al Teatro Sperimentale: il 9 dicembre (h 20.30) il Jeb Patton Trio e il 18 dicembre (h 20.30) con il George Cables Quartet. I biglietti per i concerti di dicembre saranno in prevendita a breve.

Per l’accesso ai concerti è richiesto il Green Pass/Certificazione verde Covid-19.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Elezione Presidente della Repubblica, 1ª chiama

Nessun accordo: 672 schede bianche


Camerano, 24 gennaio 2022 – Partita alle ore 15.00, a Roma, la prima votazione per eleggere il quattordicesimo Capo dello Stato della Repubblica Italiana. Il numero totale degli elettori fra Deputati, Senatori compresi quelli a vita, Rappresentanti delle Regioni, è sceso da 1.009 a 1.008: alla vigilia delle votazioni è venuto a mancare il deputato di Forza Italia Vincenzo Fasano. Quorum dei due terzi, dunque, almeno per questa prima votazione, fissato a quota 672. Domani, martedì 25 gennaio la Camera eleggerà a Montecitorio, al suo posto, Rossella Sessa, sempre di Forza Italia.

La prima chiama odierna è partita all’insegna di una grande incertezza: vuoi perché i leader politici non sono stati in grado di presentare candidati ufficiali, vuoi per il clima particolare in cui si muovono i Grandi elettori dovuto alla pandemia in corso.

Proprio a causa del virus, infatti, il presidente della Camera Roberto Fico – padrone di casa – ha stravolto le procedure di voto. Ha fatto sparire lo storico catafalco coperto di drappi rossi all’interno del quale si votava da sempre, e lo ha fatto sostituire con tre moderne strutture tipo cabina elettorale rigorosamente rosse (foto).

All’interno dell’emiciclo, ha disposto che i votanti debbano essere non più di cinquanta alla volta, ovviamente oltre ai commessi in servizio, cancellando in un sol colpo quell’atmosfera che si respirava in passato fatta da un’aula stracolma, da capannelli di parlamentari che discutevano fra i banchi cercando intese improbabili dell’ultimo minuto. In più, sempre grazie al Covid, ha relegato i parlamentari risultati positivi, circa una trentina, in un seggio speciale adiacente alla Camera dei deputati, in Via della Missione, facendoli votare in modalità drive-in.

Mentre in aula si procedeva alle votazioni secondo la chiama stabilita per ordine alfabetico, all’esterno dell’emiciclo i vari leader si sono mossi con frenesia per trovare quell’accordo su un nome condiviso che fino ad oggi non sono stati in grado di trovare. Esplicativo, in tal senso, il commento dell’editorialista de La Stampa Marcello Sorgi: «Ma perché non si sono messi d’accordo prima? Hanno avuto tutto il tempo per farlo!»

Fra i più attivi, in giornata, il leader della Lega Matteo Salvini che ha avuto dapprima un colloquio con il presidente del Consiglio Mario Draghi, poi con il segretario del PD Enrico Letta, poi con il presidente del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte.

Il lungo pomeriggio elettivo si chiude a Roma con lo spoglio delle schede, terminato alle 21.05. Come da previsioni più che annunciate, le schede bianche sono state 672 (prima dell’ennesima verifica); forse un caso, ma è lo stesso numero del quorum. Niente di fatto, dunque. Tutto rimandato a domani per la seconda chiama. Fra i votati oggi, Marta Cartabia (9), Paolo Maddalena (36), Umberto Bossi (6), Sergio Mattarella (16), Berlusconi (7). Ma pure nomi come Pierferdinando Casini e Walter Veltroni, il conduttore Rai Amadeus e il giornalista Bruno Vespa, oltre all’improbabile presidente della Lazio Lotito.

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