Il Coro “Vox Phoenicis” al Sacro Cuore di Gesù di Loreto

Aprirà le celebrazioni della Parrocchia con il concerto"Jesu dulcis memoria"

Loreto – Il Vox Phoenicis inaugurerà con il concerto “Jesu dulcis memoria” le celebrazioni per la festa della Parrocchia Sacro Cuore di Gesù di Loreto.

Martedì 20 giugno 2017 alle ore 21.15, nella chiesa parrocchiale lauretana, il Coro “Vox Phoenicis” diretto da Carlo Paniccià presenterà un repertorio vocale a cappella di musica sacra che commenterà uno degli inni più belli della liturgia della Chiesa il cui testo è stato attribuito a San Bernardo di Clairvaux (1090-1153).

Loreto – Il Coro Vox Phoenicis (foto di repertorio)

Una ulteriore ed innovativa proposta musicale del coro che, come per l’anno precedente, coglie l’occasione della festa della Parrocchia per concludere il corso di orientamento musicale di tipo corale che l’associazione “Vox Phoenicis” ha attivato nello scorso mese di ottobre e che ha permesso di inserire nel suo organico nuovi cantori e offrire un adeguato avviamento alla lettura musicale e alla pratica corale integrandolo con approfondimenti sulla storia della musica.

Dopo la felice esperienza dell’esecuzione del Llibre vermell de Montserrat che ha suscitato molto interesse, il Vox Phoenicis prosegue con questa nuova proposta musicale calibrata appositamente: un’occasione da non perdere!

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Marchigiani: rabbia, orgoglio e dignità

Un onore appartenere a questo popolo un po’ dorico un po’ piceno


Camerano, 21 settembre 2022 – Non voglio star qui a commentare ciò che è successo nella notte fra giovedì 15 e venerdì 16 settembre 2022 nelle Marche. Né i morti di Ostra, i disastri a Sassoferrato, Pianello, Corinaldo, Cantiano, Senigallia, per citarne solo alcuni. O la reiterata piena del Misa, le responsabilità di chi doveva fare e non ha fatto. O i dispersi… Se ne è parlato e se ne sta parlando, forse anche troppo, su tutti i media social compresi.

No, non commento, sperando, finalmente, che le responsabilità di chi poteva arginare i danni e se n’è fregato saltino fuori e i colpevoli vengano puniti. Magra consolazione però di fronte ai morti, dispersi, feriti o ai rimasti senza un’abitazione.

Di fronte ad un’alluvione con conseguenze così drammatiche come quest’ultima, aspettando che la Magistratura e la Giustizia facciano il loro corso, vorrei sottolineare invece la reazione dei marchigiani. Rabbia sì, tanta, tantissima, perché gran parte dei disastri si sarebbero potuti evitare visti i precedenti del 2014. Ma anche tanto orgoglio e dignità.

Senza tante chiacchiere, senza aspettare inermi gli aiuti che comunque sono arrivati anche da mezza Italia, i marchigiani colpiti dal disastro si sono da subito rimboccati le maniche e, indossati gli stivali e agguantate le pale e le scope, si sono messi immediatamente all’opera per spalare via dal fango strade, garage, cantine e abitazioni allagate.

Mentre Vigili del fuoco, Protezione civile e volontari cercavano i morti e i dispersi, tanti giovani studenti, operai, commercianti, imprenditori e liberi professionisti, uniti dallo stesso intento e tutti insieme, si sono riversati per strada cercando di salvare il salvabile. Con orgoglio e dignità. L’orgoglio e la dignità di un antico popolo di mare avvezzo a fare da sé di fronte agli accidenti della vita. Perché i marchigiani sanno da sempre come si fa a rialzare la testa, con tigna e la forza delle proprie braccia.

Ma c’è anche di più, e questo solo i marchigiani lo possono capire. Vedere gruppi di tifosi dell’Ascoli e dell’Ancona – acerrimi nemici quando si tratta di calcio giocato – lavorare fianco a fianco a Senigallia e Borgo Bicchia pale in mano, sporchi di fango e stremati dalla fatica, dà la vera misura di cosa significhi la solidarietà, l’orgoglio e la dignità di questo popolo un po’ dorico e un po’ piceno (foto, Curva Nord Ancona).

Scene particolari che ad un vecchio cronista di provincia come me fanno sentire fino in fondo, e con sincero orgoglio, il senso d’appartenenza a questa gente. Se questi sono i marchigiani, è un onore per me essere nato in questa regione. Grazie a tutti quelli che in un modo o nell’altro hanno lavorato per far rialzare la testa alle mie Marche!

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