Soundsick e Bruxa nel week-end dell’On Stage

Castelfidardo – Sabato 3 febbraio, alle 23.00, all`On Stage club di via Soprani, con ingresso gratuito, serata di cartello con due gruppi tutti da ascoltare.

I Soundsick da Fabriano non hanno uguali per la loro forza e sonorità. Il loro progetto nasce da un idea di Ilario Onibokun (voce, chitarra e batteria) e suo fratello Alex (batteria, voce e chitarra). I due hanno origini nigero-italo-venezuelane e suonano insieme fin da bambini.  La loro musica nasce dall’impulso di creare qualcosa di diverso, fuori dagli schemi, tentando di unire il semplice al complesso, ma senza perdere mai di vista la vera essenza della forma, con influenze che vanno dal rock alternativo al crossover, dal progressive, al post rock, ed il grunge con un pizzico di psichedelia.

Nella foto in alto, i Soundsik, in basso a destra i Bruxa

I Bruxa (strega in portoghese) nascono invece nel settembre del 2016 dall`incontro nei bassifondi maceratesi tra Giorgio Baioni (Drunken Butterfly-Tagliabuio), Fabrizio Baioni (Drunken Butterfly-Bushi-Spirale-Cirro), Stefano Giampieri (Pacca de Porcu-Rocko and the Rolls), Gabriel Medina (Hapnea).

Promettono un mix di rock stile Chicago anni `90, con ritmiche incalzanti e sanguinarie ed incursioni melodiche del cantato, introspettivo e lancinante, che scava e rivela le nefandezze del comportamento umano, mettendo a nudo la cruda realtà del quotidiano fatta di degrado e violenza.

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Marchigiani: rabbia, orgoglio e dignità

Un onore appartenere a questo popolo un po’ dorico un po’ piceno


Camerano, 21 settembre 2022 – Non voglio star qui a commentare ciò che è successo nella notte fra giovedì 15 e venerdì 16 settembre 2022 nelle Marche. Né i morti di Ostra, i disastri a Sassoferrato, Pianello, Corinaldo, Cantiano, Senigallia, per citarne solo alcuni. O la reiterata piena del Misa, le responsabilità di chi doveva fare e non ha fatto. O i dispersi… Se ne è parlato e se ne sta parlando, forse anche troppo, su tutti i media social compresi.

No, non commento, sperando, finalmente, che le responsabilità di chi poteva arginare i danni e se n’è fregato saltino fuori e i colpevoli vengano puniti. Magra consolazione però di fronte ai morti, dispersi, feriti o ai rimasti senza un’abitazione.

Di fronte ad un’alluvione con conseguenze così drammatiche come quest’ultima, aspettando che la Magistratura e la Giustizia facciano il loro corso, vorrei sottolineare invece la reazione dei marchigiani. Rabbia sì, tanta, tantissima, perché gran parte dei disastri si sarebbero potuti evitare visti i precedenti del 2014. Ma anche tanto orgoglio e dignità.

Senza tante chiacchiere, senza aspettare inermi gli aiuti che comunque sono arrivati anche da mezza Italia, i marchigiani colpiti dal disastro si sono da subito rimboccati le maniche e, indossati gli stivali e agguantate le pale e le scope, si sono messi immediatamente all’opera per spalare via dal fango strade, garage, cantine e abitazioni allagate.

Mentre Vigili del fuoco, Protezione civile e volontari cercavano i morti e i dispersi, tanti giovani studenti, operai, commercianti, imprenditori e liberi professionisti, uniti dallo stesso intento e tutti insieme, si sono riversati per strada cercando di salvare il salvabile. Con orgoglio e dignità. L’orgoglio e la dignità di un antico popolo di mare avvezzo a fare da sé di fronte agli accidenti della vita. Perché i marchigiani sanno da sempre come si fa a rialzare la testa, con tigna e la forza delle proprie braccia.

Ma c’è anche di più, e questo solo i marchigiani lo possono capire. Vedere gruppi di tifosi dell’Ascoli e dell’Ancona – acerrimi nemici quando si tratta di calcio giocato – lavorare fianco a fianco a Senigallia e Borgo Bicchia pale in mano, sporchi di fango e stremati dalla fatica, dà la vera misura di cosa significhi la solidarietà, l’orgoglio e la dignità di questo popolo un po’ dorico e un po’ piceno (foto, Curva Nord Ancona).

Scene particolari che ad un vecchio cronista di provincia come me fanno sentire fino in fondo, e con sincero orgoglio, il senso d’appartenenza a questa gente. Se questi sono i marchigiani, è un onore per me essere nato in questa regione. Grazie a tutti quelli che in un modo o nell’altro hanno lavorato per far rialzare la testa alle mie Marche!

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