Il tour virtuoso della fisarmonica

Ieri a Milano, domani si apre il WoW Folk festival, poi la trasferta in Albania

Castelfidardo, 9 maggio – Le note dello strumento ad ancia si intrecciano e rincorrono a più latitudini. Con l’anteprima in programma domattina (giovedì 10 maggio ore 10.00) in Piazza della Repubblica si apre la seconda edizione del Wow Folk Festival all’insegna dei talenti più giovani e genuini. Ad esibirsi sono infatti gli allievi delle classi III, IV e V elementare dell’I.C. Mazzini che partecipano al laboratorio di organetto realizzato in collaborazione con la civica scuola di musica “Soprani”.

Un centinaio di virgulti diretti dal Maestro Roberto Lucanero, organizzati in due orchestrine da 14 elementi e cinque gruppi di propedeutica protagonisti di un percorso culturale di musica e danza che attinge al repertorio tradizionale marchigiano.

In serata, sempre domani, il Wow Folk Festival si trasferisce al circolo Boccascena di Via Montebello (ore 21.30), dove “Il canto alla rovescia” di Massimiliano Di Carlo, musicista, ricercatore e divulgatore del patrimonio musicale di tradizione orale tra Marche e Abruzzi, permetterà un’immersione in sonorità antiche e attuali al tempo stesso, in una commistione di storie, aneddoti, danze e riferimenti al fenomeno dei suoni armonici.

Massimiliano Di Carlo

E se il WoW Folk Festival regalerà un crescendo di eventi fino a lunedì 14 – festa dei Santi Patroni – ieri la fisarmonica ha vissuto un’altra giornata prestigiosa a Milano, dove ha partecipato al progetto di solidarietà per il Comune di Loro Piceno colpito dal terremoto sotto l’egida della Regione Marche “Oltre la polvere, l’arte che unisce”.

Tramite l’associazione culturale “Marcosignori”, Castelfidardo ha portato al Museo diocesano Carlo Maria Martini la propria tradizione e qualità veicolando le anime dello strumento grazie ai maestri Giuliano Cameli (organetto), Mirco Patarini (fisarmonica classica), Antonino De Luca (jazz) e Valentino Lorenzetti (fisarmonica elettronica)

Non finisce qui perché la prossima settimana la fisarmonica suonerà ad Ancona a Tipicità in blu e dal 25 al 30 maggio sarà in Albania in collaborazione con il Consolato Generale d’Italia Valona con un tour promozionale per aprire un ponte al di là dell’Adriatico.

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Marchigiani: rabbia, orgoglio e dignità

Un onore appartenere a questo popolo un po’ dorico un po’ piceno


Camerano, 21 settembre 2022 – Non voglio star qui a commentare ciò che è successo nella notte fra giovedì 15 e venerdì 16 settembre 2022 nelle Marche. Né i morti di Ostra, i disastri a Sassoferrato, Pianello, Corinaldo, Cantiano, Senigallia, per citarne solo alcuni. O la reiterata piena del Misa, le responsabilità di chi doveva fare e non ha fatto. O i dispersi… Se ne è parlato e se ne sta parlando, forse anche troppo, su tutti i media social compresi.

No, non commento, sperando, finalmente, che le responsabilità di chi poteva arginare i danni e se n’è fregato saltino fuori e i colpevoli vengano puniti. Magra consolazione però di fronte ai morti, dispersi, feriti o ai rimasti senza un’abitazione.

Di fronte ad un’alluvione con conseguenze così drammatiche come quest’ultima, aspettando che la Magistratura e la Giustizia facciano il loro corso, vorrei sottolineare invece la reazione dei marchigiani. Rabbia sì, tanta, tantissima, perché gran parte dei disastri si sarebbero potuti evitare visti i precedenti del 2014. Ma anche tanto orgoglio e dignità.

Senza tante chiacchiere, senza aspettare inermi gli aiuti che comunque sono arrivati anche da mezza Italia, i marchigiani colpiti dal disastro si sono da subito rimboccati le maniche e, indossati gli stivali e agguantate le pale e le scope, si sono messi immediatamente all’opera per spalare via dal fango strade, garage, cantine e abitazioni allagate.

Mentre Vigili del fuoco, Protezione civile e volontari cercavano i morti e i dispersi, tanti giovani studenti, operai, commercianti, imprenditori e liberi professionisti, uniti dallo stesso intento e tutti insieme, si sono riversati per strada cercando di salvare il salvabile. Con orgoglio e dignità. L’orgoglio e la dignità di un antico popolo di mare avvezzo a fare da sé di fronte agli accidenti della vita. Perché i marchigiani sanno da sempre come si fa a rialzare la testa, con tigna e la forza delle proprie braccia.

Ma c’è anche di più, e questo solo i marchigiani lo possono capire. Vedere gruppi di tifosi dell’Ascoli e dell’Ancona – acerrimi nemici quando si tratta di calcio giocato – lavorare fianco a fianco a Senigallia e Borgo Bicchia pale in mano, sporchi di fango e stremati dalla fatica, dà la vera misura di cosa significhi la solidarietà, l’orgoglio e la dignità di questo popolo un po’ dorico e un po’ piceno (foto, Curva Nord Ancona).

Scene particolari che ad un vecchio cronista di provincia come me fanno sentire fino in fondo, e con sincero orgoglio, il senso d’appartenenza a questa gente. Se questi sono i marchigiani, è un onore per me essere nato in questa regione. Grazie a tutti quelli che in un modo o nell’altro hanno lavorato per far rialzare la testa alle mie Marche!

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