Il sabato free entry dell`On Stage

Il 31 marzo alle 22.00 la proposta Rock Party Plus

Castelfidardo – Entrata libera sabato 31 marzo all’On Stage di Via Soprani con il live dei Brain Washing Machine, dj Torres e Zullo, in collaborazione con Decibel Social Club, Davide Torresj Rock Fighters Globtel Telefonia.

Il nome dei The Brain Washing Machine non è nuovo tra gli addetti ai lavori. Già incontrata la band veneta in occasione dell’uscita del loro primo album ufficiale, Seven Years Later, pubblicato come autoprodotto nel 2013. L’impressione era stata ampiamente positiva e così i pareri di chi già aveva avuto modo di osservare la band in sede live.

A distanza di quattro anni i ‘Nostri’ tornano alla ribalta con un nuovo lavoro, ancora senza etichetta ma non per questo privi di quella spinta e quel piglio in grado di fare la differenza. I The Brain Washing Machine, che nel frattempo non hanno effettuato alcun cambiamento in formazione, hanno avuto modo e tempo di crescere, di imparare dai loro pochi -anzi, pochissimi- errori di gioventù e sfornare un album sulla scia del precedente, anche se dotato di alcuni spunti differenti, dall’alto di una proposta che spazia con una naturalezza disarmante tra heavy, alternative, hard rock, stoner, crossover e che proprio a questa eterogeneità deve i propri maggiori punti di forza.

Dieci i brani facenti parte di Connections e, salvo pochissime eccezioni, tutti in grado di lasciare a loro modo il segno. Questo secondo studio album dimostra al meglio tutte le loro potenzialità, quelle di una band in ottimo stato di forma e capace di sfornare musica originale, personale, senza scadere mai troppo né nel citazionismo di altri gruppi del settore né nel cosiddetto autocitazionismo, dato che rispetto all’album d’esordio abbiamo a che fare con un lavoro differente, per quanto comunque possa risultare similare in molti aspetti, che mantiene inalterata in special modo l’attitudine da rocker esperti e sicuri di sé.

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

I riti del Natale per scacciare le solitudini

Luminarie, alberi di Natale, presepi e pranzi in famiglia


Camerano, 8 dicembre 2022 – Ma cos’è che davvero ci spinge l’8 dicembre a decorare le nostre case con luminarie sulle siepi o sulle ringhiere dei balconi, alberi di Natale e presepi? Cosa ci muove davvero, quando corriamo per negozi con la lista dei regali da fare a mogli, mariti, figli, parenti vari, amici, vicini di casa? O, sempre con la lista in mano, ci fiondiamo nei centri commerciali per acquistare una montagna di leccornie che addolciranno e arricchiranno i pranzi della Vigilia, di Natale, di Capodanno?

Certo, c’è chi risolve tutto prenotando un tavolo al ristorante, ma non è la stessa cosa del passare le festività in famiglia, perché al ristorante certi riti familiari non si possono consumare, e le persone hanno un estremo bisogno di riti. Li cercano, li organizzano, li consumano i riti a seconda delle situazioni per non sentirsi soli. Per sentirsi coppia, famiglia, comunità. Per sentirsi vivi, necessari, per sentirsi amati. E quando ami qualcuno glielo devi dire guardandolo/la negli occhi, sfiorandolo/la con una carezza.

La popolazione mondiale sta per raggiungere gli otto miliardi di esseri umani con, in alcuni casi, sovraffollamenti difficili da gestire. Nonostante ciò, gli esseri umani si sentono sempre più soli – si comportano e vivono, sempre più, coniugando le più svariate forme della solitudine. E forse è proprio per questo che rincorrono e coltivano i riti come quello del Natale, per scacciare – almeno per qualche giorno – quella endemica angoscia prodotta dalla solitudine che non confesseranno mai, ma che si portano dentro dalla nascita nascosta fra l’anima ed il cuore.

Con l’avvento dei social, poi, le solitudini hanno subito un’impennata. Si passa sempre più tempo davanti ad uno schermo e una tastiera, a dialogare con una fotografia. Non si va più per negozi, e regali e prodotti si acquistano nella solitudine di una cameretta scegliendo attraverso un’immagine e confermando l’acquisto con un click. Nessun rumore, nessun odore o profumo, niente scambio di pareri o d’informazioni con un venditore o una commessa, solo un click.

Siamo sempre più maledettamente soli. Più lo siamo, meno accettiamo di confessarlo: difficile trovare le parole per comunicare agli altri un malessere così profondo; forse non esistono parole per dire a voce, guardandosi negli occhi: “abbiamo bisogno di noi, di viverci, di confidarci, di fidarci”. Così, senza parole, esorcizziamo l’angoscia prodotta dalla solitudine affidandoci all’esternazione delle luminarie, all’accensione dell’albero di Natale, all’acquisto dei regali e all’organizzazione di pranzi e cene. Consapevoli, nel profondo, che dopo Santo Stefano la magia svanirà. Ma va bene così. Sappiamo fin troppo bene che la felicità è effimera e dura pochi istanti. Allora, godiamoci questo istante possibilmente in famiglia. Per non sentirsi soli, per sentirsi vivi!

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