Gianmario Strappati conquista Usa Canada e Sudafrica

Grande successo per il concertista marchigiano e la sua tuba invitato a New York dal Bard College Conservatory of music

Castelfidardo, 27 aprile 2021 – Invitato come solista e guest professor dal prestigioso Bard College Conservatory of music di New York e dall’International Samuel Vargas Music Foundation, Gianmario Strappati ha proposto masterclass e recitals in streaming per Tuba e pianoforte, eseguendo tra l’altro opere a lui dedicate.

Il M° e concertista marchigiano Gianmario Strappati

Numerose le attestazioni di stima da parte dei direttori e degli studenti delle Università americane che hanno partecipato alle lezioni tenute dal concertista marchigiano, insegnante inoltre presso il Centro studi della Filarmonica di Castelfidardo. Un percorso di straordinario successo quello del M° Gianmario Strappati che lo ha portato ad esibirsi presso la University of Free State, Odeion School of Music del Sudafrica con un meraviglioso viaggio musicale dal barocco al contemporaneo.

Lunedì 26 aprile, Strappati e la sua tuba è stato ospite dell’emittente televisiva canadese ICI Television di Montreal. Intervistato da Nick De Vincenzo e Silvana De Flavio, ha parlato della sua attività solistica e didattica svolta nei vari continenti, proponendo inoltre alcune sue interpretazioni per tuba e archi.

Gianmario Strappati è Ambasciatore di Missioni Don Bosco per la musica nel mondo.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Primo Maggio con mascherina

Nessun corteo, nessuna bandiera, nessun concerto, pochi vaccini


1 maggio 2021 – Oggi, esattamente come un anno fa. E questo editoriale potrebbe finire qui. Trecentosessantacinque giorni fa, giorno più giorno meno, uscivamo da una dura segregazione forzata in casa dovuta ad una pandemia ignorata da tutti. Erano i giorni degli striscioni ai balconi che recitavano “andrà tutto bene”, “insieme ce la faremo”. Invece, a distanza di 12 mesi siamo ancora qui a misurare quotidianamente i morti per Covid e le persone in quarantena. A registrare l’evoluzione di un virus che sembra invincibile con la sua capacità di trasformarsi in cento varianti sparse nel mondo sempre più aggressive.

Prima ondata, segregazione in casa, apertura; seconda ondata, chiusure forzate; regioni gialle, arancioni, rosse. Obbligo dell’uso delle mascherine, del lavaggio delle mani, del rispetto delle distanze… Traffici e frodi per una bombola d’ossigeno introvabile, gli speculatori dei respiratori, le terapie intensive al collasso, bare accatastate in un magazzino qualsiasi, morti mai consegnati ai parenti. Variante inglese, brasiliana, indiana… E poi l’arrivo dei vaccini, i ritardi nelle consegne, i furbetti del “vax prima io” o del “no vax”…

A riviverli così, questi ultimi 12 mesi, ci rendiamo conto che il vocabolario non ci appartiene. Fatti, accadimenti, decisioni e comportamenti alieni al genere umano. Invece no, è tutto vero, reale. È successo nel nostro quotidiano, sta succedendo e continuerà a succedere. Alla faccia di chi fa finta di niente o bolla tutto come un enorme complotto ordito per governare e soggiogare il popolo, per togliergli ciò che di più sacro esiste: libertà e lavoro.

Oggi, festa dei lavoratori, la libertà del popolo è legata ad una vaccinazione di massa che va troppo a rilento e i lavoratori, stremati dal rispetto delle regole anticoronavirus e con il fiato corto dietro le mascherine, non hanno nulla da festeggiare. Un po’ perché in tanti il lavoro l’hanno perso, altri perché non hanno più i fondi necessari a sostenere l’attività.

Niente celebrazioni dunque, niente cortei, bandiere al vento o concerti in piazza com’era uso fare fino a un paio d’anni fa. Non ci sono i presupposti. Sarà un Primo Maggio con la mascherina: unico orpello concesso in tempo di pandemia.

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