Cittadinanza onoraria a Coba, icona pop della fisarmonica

Bilancio positivo dell’ultima edizione del PIF 2017 all'insegna della promozione e della partecipazione

Castelfidardo – Scorrono i titoli di coda su un’entusiasmante edizione del PIF, le note di Diatessaron, orecchiabile brano d’obbligo composto dal maestro Biancamano e le emozioni della finale live rimangono nella memoria, ma la fisarmonica continua a suonare.

Come annunciato sul palco dell’Astra dall’assessore Ruben Cittadini, i prossimi prestigiosi appuntamenti a marchio Pif sono già in calendario: sabato 7 ottobre il conferimento della cittadinanza onoraria (alle 11 al Salone degli Stemmi) ed il concerto di Coba (21.15, teatro Astra), l’artista giapponese che vanta di milioni di dischi venduti, una notorietà planetaria e un fans club che lo seguirà anche in questa occasione.

Castelfidardo – Cittadinanza onoraria e un concerto all’Astra per Coba, il celeberrimo artista giapponese 

Nel ponte dell’8 dicembre, torna il Jazz Accordion Festival, che farà vibrare nei club e nei locali fidardensi la veste jazzistica dello strumento ad ancia. Nell’ottica di valorizzare i talenti, gli effetti del Premio Internazionale di fisarmonica si riverberano in una serie di concerti premio, un’operazione di scouting che porta ad offrire borse di studio ed una decina di concerti-premio nelle più importanti rassegne internazionali.

Partecipazione e soddisfazione le parole chiave anche nel bilancio del direttore artistico Christian Riganelli: “Il Pif corona i sacrifici di un anno di cui va dato atto ad ogni componente organizzativa: ringrazio il maestro Biancamano e la giuria tutta i cui lavori si sono svolti nella serenità e nella trasparenza, tutti i Conservatori le cui classi di musica da camera e d’insieme hanno dato vita ad una validissima Academy che ha presentato con organici differenti un programma eterogeneo di trascrizioni, arrangiamenti e prime esecuzioni molto interessanti“.

E fra le cose che rimarranno, un posto speciale spetta a “Le memorie di un mantice”, documentario realizzato grazie al sostegno della legge regionale sulla fisarmonica, che sarà d’ora in poi patrimonio della città, parteciperà a festival di settore e avrà una sua “prima” all’Astra.

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

FNSI: ecco a voi l’Informazione italiana!

La denuncia, fatta a pagamento, del sindacato dei giornalisti


17 ottobre 2021 – Oggi, sui principali quotidiani nazionali, la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), ha pubblicato – a pagamento – una denuncia su quella che è la situazione in cui versano i giornalisti e l’informazione in Italia. Di seguito, il testo integrale:

Il diritto dei cittadini a essere informati è sotto attacco. I giornalisti sono nel mirino di organizzazioni criminali e neofasciste. Vengono quotidianamente intimiditi, minacciati, picchiati per via del loro lavoro.

Una crisi senza precedenti mette in ginocchio il settore dell’editoria. L’occupazione è sempre più precaria. Migliaia di giornalisti sono costretti a lavorare senza diritti, senza tutele, e con retribuzioni indegne di un Paese civile.

Governo e Parlamento dimenticano l’articolo 21 della Costituzione. Non vogliono fermare le querele bavaglio. Non vogliono norme per l’equo compenso e per contrastare il precariato.

Lasciar affondare l’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani significa dare il via allo smantellamento progressivo dell’autonomia e del pluralismo dell’informazione, pilastro di ogni democrazia. Governo e Parlamento non lascino morire l’informazione italiana”.

Intanto, non è assurdo che FNSI (sindacato unico e unitario dei giornalisti italiani che, a loro nome, stipula con le organizzazioni datoriali dei vari settori dell’informazione i contratti collettivi nazionali di lavoro giornalistico), per una tale denuncia debba pagare uno spazio sui giornali?

Poi, diciamocelo: la denuncia, sacrosanta, purtroppo vera, dai contenuti più che condivisibili, arriva con grave ritardo ad accusare un sistema in atto nel Paese da almeno vent’anni. Certo, meglio tardi che mai, ma adesso la Federazione, in quanto sindacato, si dia una mossa con azioni concrete per sovvertire l’andazzo: non bastano le parole di denuncia, occorrono i fatti!

Articolo 21 della Costituzione

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni”.

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