Castelfidardo – Tutto il programma dell’evento di mercoledì 21 giugno, solstizio d’estate

Festa della musica, concerti dall’alba al tramonto

Castelfidardo – In attesa della presentazione del Pif 2017 e della Coupe Mondial di fisarmonica, la città della musica e dell’ingegno mette a punto il programma della festa della musica, che mercoledì prossimo, 21 giugno, invaderà la città di note nel solstizio d’estate in sincronia con il circuito europeo promosso dal Mibact.

IL PROGRAMMA

Si può ben dire che sarà una giornata di suoni dall’alba al tramonto, visto che i primi raggi di luce baceranno all’Occhio di Horus (giardini di Porta Marina, affacciati sulla costa adriatica), il duo Etnopolis, che alle 5,00 inaugurerà il programma con un delicato concerto al sorgere del sole. Protagonisti Luca Ciarla al violino e Antonino De Luca alla fisarmonica, dal cui talento e creatività fioriranno sorprendenti contaminazioni jazz.

Dalle 16.00, le performance live accenderanno i Sound Art Corners, le isole sonore sparse nel centro storico dove solisti e band esprimeranno estro ed improvvisazioni melodiche, mentre gli ambulanti del mercatino a km utile “mercastello” faranno da cornice green all’evento con prodotti tipici attenti all’eco e al solidale.

Castelfidardo Ecco come si presenta uno dei tanti spazi dedicati a Sound art corners 8foto di repertorio)

Alle 19,00, in piazza della Repubblica, “Gazebo voice road to Sanremo”, il concorso canoro volto a selezionare i candidati di “Area Sanremo”: in scena interpreti tra i 16 e i 35 anni suddivisi nelle categorie solista, duetto e band.

Dalle 19.00 alle 24.00, presso il Circolo terza Repubblica (zona piazza Trento Trieste), Castelfidardo Hardcore Crew Djset and acoustic live.

Alle 21.30 in piazza della Repubblica, andrà in scena Alessandro Menichelli jazz solo, pianista innovativo che abbina con abilità al repertorio classico, musica moderna e linguaggio jazz, un’ecletticità che lo ha portato a dialogare con grandi artisti internazionali e a intessere una fitta attività discografica e concertistica.

 

redazionale


Lascia un commento

Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Primo Maggio con mascherina

Nessun corteo, nessuna bandiera, nessun concerto, pochi vaccini


1 maggio 2021 – Oggi, esattamente come un anno fa. E questo editoriale potrebbe finire qui. Trecentosessantacinque giorni fa, giorno più giorno meno, uscivamo da una dura segregazione forzata in casa dovuta ad una pandemia ignorata da tutti. Erano i giorni degli striscioni ai balconi che recitavano “andrà tutto bene”, “insieme ce la faremo”. Invece, a distanza di 12 mesi siamo ancora qui a misurare quotidianamente i morti per Covid e le persone in quarantena. A registrare l’evoluzione di un virus che sembra invincibile con la sua capacità di trasformarsi in cento varianti sparse nel mondo sempre più aggressive.

Prima ondata, segregazione in casa, apertura; seconda ondata, chiusure forzate; regioni gialle, arancioni, rosse. Obbligo dell’uso delle mascherine, del lavaggio delle mani, del rispetto delle distanze… Traffici e frodi per una bombola d’ossigeno introvabile, gli speculatori dei respiratori, le terapie intensive al collasso, bare accatastate in un magazzino qualsiasi, morti mai consegnati ai parenti. Variante inglese, brasiliana, indiana… E poi l’arrivo dei vaccini, i ritardi nelle consegne, i furbetti del “vax prima io” o del “no vax”…

A riviverli così, questi ultimi 12 mesi, ci rendiamo conto che il vocabolario non ci appartiene. Fatti, accadimenti, decisioni e comportamenti alieni al genere umano. Invece no, è tutto vero, reale. È successo nel nostro quotidiano, sta succedendo e continuerà a succedere. Alla faccia di chi fa finta di niente o bolla tutto come un enorme complotto ordito per governare e soggiogare il popolo, per togliergli ciò che di più sacro esiste: libertà e lavoro.

Oggi, festa dei lavoratori, la libertà del popolo è legata ad una vaccinazione di massa che va troppo a rilento e i lavoratori, stremati dal rispetto delle regole anticoronavirus e con il fiato corto dietro le mascherine, non hanno nulla da festeggiare. Un po’ perché in tanti il lavoro l’hanno perso, altri perché non hanno più i fondi necessari a sostenere l’attività.

Niente celebrazioni dunque, niente cortei, bandiere al vento o concerti in piazza com’era uso fare fino a un paio d’anni fa. Non ci sono i presupposti. Sarà un Primo Maggio con la mascherina: unico orpello concesso in tempo di pandemia.

© riproduzione riservata


link dell'articolo

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy. Chiudendo questo banner, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie. Maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi