MeteoMarche – Nevicate intorno ai mille metri

Previsioni per lunedì 28 e martedì 29 dicembre. Temperature in aumento. Mare molto mosso o mosso

Marche, 27 dicembre 2020 – Evoluzione: dopo il miglioramento previsto per la giornata di domenica, i flussi tenderanno a disporsi da sud-ovest, favorendo il transito di una struttura di precipitazione la cui interazione con l’appennino determinerà la formazione di venti di Garbino

Previsioni per lunedì 28 dicembre 2020*

Cielo: nuvoloso o molto nuvoloso, con probabIli schiarite in serata
Precipitazioni: sparse dalla tarda mattinata e nelle ore pomeridiane, diffuse nelle zone interne, anche a carattere di rovescio. Limite delle nevicate attorno ai 1000-1200 m
Temperature: in aumento nei valori massimi
Venti: forti sud-occidentali
Mare: molto mosso
Fenomeni Particolari: nessuno

Temperature previste 28/12

Località
Previste ore 5:00
Previste ore 14:00
Ancona
5
10
Ascoli Piceno
5
13
Camerino
6
5
Fabriano
6
6
Fermo
6
11
Jesi
6
9
Macerata
6
11
Monte Bove Sud
-2
-4
Montefano
6
8
Montemonaco
6
4
Monte Prata
-1
-4
Osimo
8
10
Pesaro
5
9
Pintura di Bolognola
2
1
P.to S.Elpidio
6
13
S.Benedetto
6
13
Senigallia
5
9
Urbino
4
6

Previsioni per martedì 29 dicembre 2020*

Cielo: parzialmente nuvoloso, con maggiori addensamenti nelle zone interne della regione
Precipitazioni: sparse a ridosso dei rilievi, localmente a carattere di rovescio. Limite delle nevicate attorno ai 1200 m.
Temperature: in aumento
Venti: moderati sud-occidentali, forti nelle zone interne
Mare: mosso
Fenomeni Particolari: nessuno

Tendenza per i giorni successivi: ancora condizioni di variabilità nella parte centrale della settimana, ma con basso rischio di fenomeni

*Previsioni e bollettini a cura della Protezione Civile Marche

 

redazionale

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

FNSI: ecco a voi l’Informazione italiana!

La denuncia, fatta a pagamento, del sindacato dei giornalisti


17 ottobre 2021 – Oggi, sui principali quotidiani nazionali, la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), ha pubblicato – a pagamento – una denuncia su quella che è la situazione in cui versano i giornalisti e l’informazione in Italia. Di seguito, il testo integrale:

Il diritto dei cittadini a essere informati è sotto attacco. I giornalisti sono nel mirino di organizzazioni criminali e neofasciste. Vengono quotidianamente intimiditi, minacciati, picchiati per via del loro lavoro.

Una crisi senza precedenti mette in ginocchio il settore dell’editoria. L’occupazione è sempre più precaria. Migliaia di giornalisti sono costretti a lavorare senza diritti, senza tutele, e con retribuzioni indegne di un Paese civile.

Governo e Parlamento dimenticano l’articolo 21 della Costituzione. Non vogliono fermare le querele bavaglio. Non vogliono norme per l’equo compenso e per contrastare il precariato.

Lasciar affondare l’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani significa dare il via allo smantellamento progressivo dell’autonomia e del pluralismo dell’informazione, pilastro di ogni democrazia. Governo e Parlamento non lascino morire l’informazione italiana”.

Intanto, non è assurdo che FNSI (sindacato unico e unitario dei giornalisti italiani che, a loro nome, stipula con le organizzazioni datoriali dei vari settori dell’informazione i contratti collettivi nazionali di lavoro giornalistico), per una tale denuncia debba pagare uno spazio sui giornali?

Poi, diciamocelo: la denuncia, sacrosanta, purtroppo vera, dai contenuti più che condivisibili, arriva con grave ritardo ad accusare un sistema in atto nel Paese da almeno vent’anni. Certo, meglio tardi che mai, ma adesso la Federazione, in quanto sindacato, si dia una mossa con azioni concrete per sovvertire l’andazzo: non bastano le parole di denuncia, occorrono i fatti!

Articolo 21 della Costituzione

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni”.

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