Marche – Previsioni meteo di sabato 3, domenica 4 e lunedì 5 febbraio

Evoluzione: il transito di un fronte freddo determinerà per la giornata di sabato fenomeni di instabilità ed in brusco calo delle temperature, seguirà poi tempo più stabile, che assieme all’aria più fredda favorirà gelate diffuse per irraggiamento notturno.

Previsioni per sabato 3 febbraio*

Cielo: nuvoloso o molto nuvoloso con attenuazione della copertura dalla serata
Precipitazioni: nella prima parte della giornata rovesci o temporali sparsi in particolare sul settore centro settentrionale della regione. Residui fenomeni nel pomeriggio. Il limite delle nevicate sarà inizialmente attorno ai 1000m per scendere fino a 400-500m nel pomeriggio, quando ormai i fenomeni sono in esaurimento.
Temperature: in diminuzione
Venti: nord-occidentali moderati con raffiche fino a vento forte lungo la costa
Mare: molto mosso
Fenomeni Particolari: nessuno

Previsioni per domenica 4 febbraio*

Cielo: sereno o poco nuvoloso
Precipitazioni: assenti
Temperature: minime in diminuzione e massime in lieve aumento
Venti: nord-occidentali di brezza tesa nelle zone interne e moderati lungo la costa
Mare: mosso
Fenomeni Particolari: durante la notte ed al primo mattino gelate diffuse nei fondovalle e nelle zone pianeggiati

Previsioni per lunedì 5 febbraio*

Cielo: sereno o poco nuvoloso per transito di velature
Precipitazioni: assenti
Temperature: minme in ulteriore diminuzione e massime in lieve aumento
Venti: di brezza tesa sud-orientali
Mare: poco mosso
Fenomeni Particolari: gelate diffuse durante la notte ed al primo mattino

Tendenza per i giorni successivi: condizioni stabili ancora per la giornata di martedì, poi l’indebolimento della struttura anticiclonica favorirà fenomeni di debole instabilità per i giorni seguenti.

*Bollettini meteo a cura della Protezione civile Regione Marche

temperature previste per sabato 3 febbraio

LocalitàPreviste ore 5:00Previste ore 14:00
Ancona75
Ascoli Piceno510
Camerino66
Fabriano68
Fermo109
Jesi65
Macerata106
Monte Bove Sud0-2
Montefano63
Montemonaco66
Monte Prata00
Osimo54
Pesaro26
Pintura di Bolognola43
P.to S.Elpidio68
S.Benedetto59
Senigallia34
Urbino51

temperature previste per domenica 4 febbraio

LocalitàPreviste ore 5:00Previste ore 14:00
Ancona57
Ascoli Piceno110
Camerino24
Fabriano07
Fermo710
Jesi39
Macerata710
Monte Bove Sud-3-5
Montefano47
Montemonaco24
Monte Prata-3-3
Osimo37
Pesaro27
Pintura di Bolognola00
P.to S.Elpidio48
S.Benedetto210
Senigallia17
Urbino25

 

 

redazionale


Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Quel tocco di rossetto che spaventò l’Italia

77 anni fa le donne conquistavano il diritto al voto


Camerano, 01 febbraio 2023 – In questo mese, 77 anni fa, esattamente il 23 febbraio 1946, la Consulta Nazionale approvava il decreto legislativo che dava alle donne, per la prima volta in Italia, il diritto di votare e quello di essere elette. Diritto che le stesse poterono esercitare, sempre nel 1946, quando vennero chiamate al voto alle prime elezioni amministrative del dopoguerra.

Non si pensi che raggiungere questo diritto sia stato facile per le donne, la loro battaglia per il diritto al voto (suffragio universale), risale addirittura al 1861, l’anno dell’Unità d’Italia. E una volta acquisito, quel diritto, non è che la società tutta l’accolse con favore: occorreva un cambio di mentalità che s’era radicato negli uomini per centinaia d’anni.

Basti ricordare, come segno della disabitudine al voto femminile, quel che pubblicò il Corriere della Sera nell’edizione del 2 giugno 1946 commentando la partecipazione delle donne all’elezione dei deputati dell’Assemblea costituente e del Referendum istituzionale Monarchia-Repubblica, nell’articolo intitolato “Senza rossetto nella cabina elettorale” con il quale invitava le donne a presentarsi presso il seggio senza rossetto sulle labbra.

La motivazione era spiegata così: “Siccome la scheda deve essere incollata e non deve avere alcun segno di riconoscimento, le donne nell’umettare con le labbra il lembo da incollare potrebbero, senza volerlo, lasciarvi un po’ di rossetto e in questo caso rendere nullo il loro voto. Dunque, il rossetto lo si porti con sé, per ravvivare le labbra fuori dal seggio“.

Sì, oggi tutto ciò suona parecchio stonato anche perché, come facevi a capire a chi apparteneva quella macchia di rossetto? O che il colore del pigmento si poteva associare a questo o a quello schieramento? Oggi le schede elettorali per fortuna si piegano.

Sono passati 77 anni dal raggiungimento del diritto di voto per le donne. Molte, nel corso degli anni, sono state elette in Parlamento nelle due Camere, poche, pochissime, assise nella poltrona del presidente di questo o quel ramo, sfondando quel “tetto di cristallo” appannaggio riservato agli uomini per tanto, troppo tempo.

Ricordando l’attuale presidente del Consiglio Giorgia Meloni, la prima donna in questo ruolo nella storia d’Italia capace di sfondare quel tetto – e che le ha citate nel suo discorso d’insediamento, vorrei ricordarne alcune di queste eroine: Rosalie Montmasson, testarda al punto da partire con i Mille che fecero l’Italia; Alfonsina Strada, prima donna a competere nel ciclismo in gare maschili.

Eroine nella Cultura come Maria Montessori o Grazia Deledda premio Nobel per la Letteratura. Eroine nella Politica dei giorni nostri: Tina Anselmi, Nilde Jotti, Rita Levi Montalcini; e ancora, Oriana Fallaci enorme firma del giornalismo, Samantha Cristoforetti astronauta.

Chissà cosa sarebbe successo all’Italia e alle italiane se, 77 anni fa, quel diritto al voto fosse stato loro negato. Non credo granché, dal momento che do per scontato che comunque a quel diritto sarebbero arrivate. Semplicemente perché era scritto nelle stelle, e solo l’ottusità, il maschilismo e la paura della perdita di potere dell’uomo, l’ha ritardato nell’evoluzione sociale italiana.

Di una cosa però sono convinto: laddove le donne hanno primeggiato, sfondando quel tetto di cristallo, il mondo che hanno governato e le società che hanno gestito sono migliorate parecchio, colorandosi di quel tocco di rosso tanto vituperato nel 1946: un tocco di rossetto!

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