Allerta neve: sabato 13 febbraio Ancona chiude tutte le scuole

Compresi nidi e università. Le ordinanze in vigore

Ancona, 12 febbraio 2021 – Scuole di ogni ordine e grado, compresi nidi e università, resteranno chiuse sabato 13 febbraio per via dell’allerta meteo diramata dalla Protezione Civile dalle 18.00 di oggi alle 24.00 di domani e che prevede già da stasera nevicate, in particolare nelle zone collinari. Proprio per evitare disagi e difficoltà (soprattutto per gli studenti provenienti dalle frazioni o dall’entroterra) le sedi scolastiche domani resteranno chiuse. La decisione è stata assunta questa mattina dal sindaco Valeria Mancinelli a seguito di incontri svoltisi con la Prefettura e la Protezione Civile e diverse istituzioni interessate.

Intanto, il Comune ha pronto il piano di intervento che prevede già da questa sera l’avvio della salatura delle strade che potrebbero essere più soggette a gelo.

Attivo anche il piano in caso di neve: le previsioni indicano per le prossime ore l’arrivo di freddo e precipitazioni nevose. Saranno prioritariamente garantiti l’accesso agli ospedali e i collegamenti con la grande viabilità.

Il piano neve – operativo dal 15 novembre al 15 aprile – suddivide il territorio comunale in 14 zone con 12 ditte convenzionate con l’Amministrazione comunale oltre a due squadre del magazzino comunale disponibili per il pronto intervento.

LE ORDINANZE IN VIGORE

  • nel periodo di vigenza dell’obbligo i ciclomotori a due ruote e i motocicli, possono circolare solo in assenza di neve o ghiaccio sulla strada e di fenomeni nevosi in atto.
  • vige l’obbligo di circolazione con pneumatici da neve o mezzi antisdrucciolevoli a bordo dei veicoli transitanti lungo le strade provinciali nel periodo 15 novembre 2020 – 15 aprile 2021.
  • in tutte le aree urbane del territorio comunale in caso di precipitazioni nevose e ghiaccio obbligo di utilizzo di pneumatici invernali o sistemi antisdrucciolo.

In tutte le aree urbane, commerciali ed artigianali del territorio comunale:
i proprietari, gli Amministratori di Condomini, i titolari di esercizi pubblici o commerciali o utilizzatori, a qualsiasi titolo, di edifici privati e loro pertinenze o terreni a qualunque scopo oggetto delle rispettive responsabilità, per tutto il fronte sulla strada pubblica degli immobili indicati, sui marciapiedi, o se il marciapiede non esiste sulle aree soggette a pubblico passaggio, sono obbligati (laddove trattasi di aree pubbliche) ovvero invitati (nel caso trattasi di aree private):

  • allo sgombero della neve, alla rottura e/o copertura con materiale adatto del ghiaccio, nonché ad evitare lo spandimento di acqua che possa provocarne il congelamento;
  • obbligati ad accumulare la neve od il ghiaccio in modo da non impedire la circolazione veicolare e pedonale, evitando di ostruire gli scarichi e i pozzetti stradali;
  • ad aprire varchi in attraversamento della neve accumulata ai bordi della strada, in corrispondenza di caditoie prospicienti i fabbricati per facilitare il deflusso delle acque di scioglimento della neve;
  • ad abbattere eventuali festoni di neve e/o lame di ghiaccio pendenti dai cornicioni dei tetti, dalle grondaie, sui balconi o terrazzi o su altre sporgenze che proiettano sulla pubblica via, nonché tutti i blocchi di neve o ghiaccio che possano scivolare, al fine di salvaguardare l’incolumità di pedoni o recare, in genere, pregiudizio per persone o cose.

La neve o il ghiaccio accumulato su marciapiede o area pubblica non dovrà ostruire il passaggio dei pedoni e dei mezzi;

  • è vietato il deposito, sui marciapiedi, sulle vie e strade, o comunque su suolo pubblico, della neve accumulata in cortili o luoghi privati;
  • i titolari e/o utilizzatori dei passi carrai debbono provvedere alla rimozione della neve dai rispettivi spazi di competenza;
  • i proprietari e/o possessori e/o utilizzatori di aree in cui insistano piante o alberi, che a causa della neve possano minacciare pericolo o pregiudizio per persone e cose in transito sulla pubblica via, sono obbligati a provvedere alla rimozione della neve, al taglio dei rami e/o all’abbattimento degli alberi pericolosi. Nel caso in cui i rami o gli alberi, sotto il peso della neve, si siano rotti o spezzati e ingombrino o minaccino il pubblico passaggio, i medesimi soggetti di cui al precedente capoverso debbono provvedere a tagliare i rami o l’intero albero.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

FNSI: ecco a voi l’Informazione italiana!

La denuncia, fatta a pagamento, del sindacato dei giornalisti


17 ottobre 2021 – Oggi, sui principali quotidiani nazionali, la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), ha pubblicato – a pagamento – una denuncia su quella che è la situazione in cui versano i giornalisti e l’informazione in Italia. Di seguito, il testo integrale:

Il diritto dei cittadini a essere informati è sotto attacco. I giornalisti sono nel mirino di organizzazioni criminali e neofasciste. Vengono quotidianamente intimiditi, minacciati, picchiati per via del loro lavoro.

Una crisi senza precedenti mette in ginocchio il settore dell’editoria. L’occupazione è sempre più precaria. Migliaia di giornalisti sono costretti a lavorare senza diritti, senza tutele, e con retribuzioni indegne di un Paese civile.

Governo e Parlamento dimenticano l’articolo 21 della Costituzione. Non vogliono fermare le querele bavaglio. Non vogliono norme per l’equo compenso e per contrastare il precariato.

Lasciar affondare l’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani significa dare il via allo smantellamento progressivo dell’autonomia e del pluralismo dell’informazione, pilastro di ogni democrazia. Governo e Parlamento non lascino morire l’informazione italiana”.

Intanto, non è assurdo che FNSI (sindacato unico e unitario dei giornalisti italiani che, a loro nome, stipula con le organizzazioni datoriali dei vari settori dell’informazione i contratti collettivi nazionali di lavoro giornalistico), per una tale denuncia debba pagare uno spazio sui giornali?

Poi, diciamocelo: la denuncia, sacrosanta, purtroppo vera, dai contenuti più che condivisibili, arriva con grave ritardo ad accusare un sistema in atto nel Paese da almeno vent’anni. Certo, meglio tardi che mai, ma adesso la Federazione, in quanto sindacato, si dia una mossa con azioni concrete per sovvertire l’andazzo: non bastano le parole di denuncia, occorrono i fatti!

Articolo 21 della Costituzione

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni”.

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