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Vola il lavoro super precario, quasi il 90% di nuove assunzioni è a tempo

Eleonora Fontana Cgil Marche «Subito, in campo, azioni per contrastare questa tendenza»

Ancona, 21 marzo 2024 – Quasi il 90% delle nuove assunzioni sono attribuibili a tipologie contrattuali precarie. La Cgil Marche ha analizzato i dati Inps 2023 dell’Osservatorio sul precariato, elaborati da Ires Cgil: le aziende marchigiane hanno effettuato 218.374 assunzioni, il 2,1% in meno rispetto al 2022 e il 6,5% in più rispetto al 2021. 

Eleonora Fontana

Rispetto allo scorso anno, i contratti a tempo indeterminato diminuiscono dell’8%. Eleonora Fontana, segretaria Cgil Marche –  «Il lavoro precario continua ad essere una costante delle Marche. La Cgil vuole contrastarla e, per questo, in Commissione regionale lavoro, avanzerà proposte e modifiche per dare concretezza  al piano per le politiche attive per il lavoro».

Nel confronto 2023-2022, le assunzioni totali nelle Marche diminuiscono di più rispetto al Centro Italia (-0,7%) mentre, nell’intero Paese, le nuove assunzioni rimangono pressoché stabili. Sul totale delle nuove assunzioni, quelle a tempo indeterminato sono una quota molto ridotta (11,4%); la tipologia contrattuale maggiormente presente è il contratto a termine (39,4%), seguita dal contratto in intermittente (18,2%).

Il part time incide per il 34,5% dei casi, ma tra le nuove assunte donne il ricorso al tempo parziale rappresenta il 48,6% delle assunzioni. Nelle Marche la quota di contratti a tempo indeterminato sul totale di quelli attivati è nettamente sotto la media del Paese (16,6%): la regione è quartultima per incidenza di contratti a tempo indeterminato sui nuovi rapporti di lavoro. La regione risulta inoltre essere la prima in Italia per la più alta incidenza dei contratti intermittenti (18,2% contro la media nazionale del 9,3%). 

Conclude Fontana: «Le misure di breve durata, messe in campo dalla Regione, come tirocini, borse lavoro e  borse di ricerca, con indennità di poco al di sopra della soglia di povertà, determinano, una volta concluse, un inserimento nel mercato del lavoro con contratti precari, non  classificabili come lavoro di qualità».

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