Masters of Wine sceglie Osimo per gli aspiranti guru del settore

L’accademia londinese sceglie la Cantina Umani Ronchi: dal 2 al 4 marzo lezioni con i massimi esperti di vino. Iscrizioni fino al 10 febbraio

Osimo – Saranno le Marche ad ospitare la settima edizione del corso per aspiranti Masters of Wine, il titolo più ambito per chi lavora nel settore vinicolo, rilasciato dall’omonimo istituto londinese.

Osimo – Umani Ronchi, interno della barricaia

La prestigiosa accademia internazionale, che da quasi 60 anni si occupa di formare i guru mondiali del vino e che dal 2011 ha aperto al bacino italiano, ha scelto la Cantina Umani Ronchi di Osimo per cercare nuove leve nel Belpaese. L’azienda vinicola, che ha fatto conoscere nel mondo le Marche e le sue prestigiose etichette, ospiterà infatti, dal 2 al 4 marzo, grazie alla partnership con l’Istituto Grandi Marchi, una sessione di formazione intensiva finalizzata ad accedere all’esclusivo corso di studi dell’istituto britannico.

Le adesioni per partecipare al corso, che sarà tenuto da selezionati Masters of Wine e professionisti del settore provenienti da tutto il mondo, dovranno arrivare all’Istituto Grandi Marchi entro sabato 10 febbraio.

Il logo Masters of Wine

«Ci piace l’idea che la nostra cantina – afferma Michele Bernetti, amministratore delegato di Umani Ronchi – possa vivere questa tre giorni così internazionale attorno al vino e ci piace immaginare che proprio dall’edizione marchigiana possa uscire il primo Master of Wine italiano. È un’opportunità importante per le Marche del vino, per l’azienda e per il nostro territorio».

Ad oggi i Masters of Wine nel mondo sono 368, appartengono a 29 nazionalità diverse e tra queste manca l’Italia. Grazie alle master class organizzate nel Belpaese, gli aspiranti tricolore al titolo, che attualmente frequentano l’accademia londinese, sono oltre 25.

Con quella marchigiana s’inaugura l’edizione numero sette della master class, il primo step di un lungo e complesso percorso per entrare a far parte dell’èlite dei super esperti internazionali. Per essere ammessi alla tre giorni, articolata in degustazioni tecniche e ore di teoria, rigorosamente in lingua inglese, è necessario avere almeno tre anni di esperienza in ambito vitivinicolo o essere in possesso di una qualifica di settore.

Nella master class saranno approfondite tematiche legate al mondo del vino e al programma d’esame per accedere ai tre anni di studio propedeutici al conseguimento del diploma di Master of Wine. Inoltre, anche quest’anno, tutti coloro che parteciperanno alla master class introduttiva potranno usufruire di uno sconto sulla quota di iscrizione all’esame di accesso allo study programme che partirà a giugno 2018.

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

FNSI: ecco a voi l’Informazione italiana!

La denuncia, fatta a pagamento, del sindacato dei giornalisti


17 ottobre 2021 – Oggi, sui principali quotidiani nazionali, la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), ha pubblicato – a pagamento – una denuncia su quella che è la situazione in cui versano i giornalisti e l’informazione in Italia. Di seguito, il testo integrale:

Il diritto dei cittadini a essere informati è sotto attacco. I giornalisti sono nel mirino di organizzazioni criminali e neofasciste. Vengono quotidianamente intimiditi, minacciati, picchiati per via del loro lavoro.

Una crisi senza precedenti mette in ginocchio il settore dell’editoria. L’occupazione è sempre più precaria. Migliaia di giornalisti sono costretti a lavorare senza diritti, senza tutele, e con retribuzioni indegne di un Paese civile.

Governo e Parlamento dimenticano l’articolo 21 della Costituzione. Non vogliono fermare le querele bavaglio. Non vogliono norme per l’equo compenso e per contrastare il precariato.

Lasciar affondare l’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani significa dare il via allo smantellamento progressivo dell’autonomia e del pluralismo dell’informazione, pilastro di ogni democrazia. Governo e Parlamento non lascino morire l’informazione italiana”.

Intanto, non è assurdo che FNSI (sindacato unico e unitario dei giornalisti italiani che, a loro nome, stipula con le organizzazioni datoriali dei vari settori dell’informazione i contratti collettivi nazionali di lavoro giornalistico), per una tale denuncia debba pagare uno spazio sui giornali?

Poi, diciamocelo: la denuncia, sacrosanta, purtroppo vera, dai contenuti più che condivisibili, arriva con grave ritardo ad accusare un sistema in atto nel Paese da almeno vent’anni. Certo, meglio tardi che mai, ma adesso la Federazione, in quanto sindacato, si dia una mossa con azioni concrete per sovvertire l’andazzo: non bastano le parole di denuncia, occorrono i fatti!

Articolo 21 della Costituzione

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni”.

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