Numana – Bando comunale per l’affidamento del servizio di Tesoreria

Scadenza presentazione offerte ore 12 del 27 novembre

Numana – Il Comune indice una gara a procedura aperta per l’affidamento del servizio di Tesoreria. Per contatti, rivolgersi in Municipio, P.zza del Santuario, 24, CAP 60026 – Tel. 071/9339831-32 – Fax 071/9339861, pagina web: http://www.comune.numana.an.it – PEC: comune.numana@emarche.it

La documentazione per l’accesso e la partecipazione alla gara è disponibile sul sito internet del Comune sezione amministrazione trasparente – bandi di gara e contratti – albo pretorio

Il luogo principale della prestazione dei servizi è lo stesso Comune. L’importo a base gara è pari a € 38.400,00 Iva esclusa, ed è determinato sul compenso massimo annuale a favore del Tesoriere di €. 9.600,00, Iva esclusa, se dovuta. Il valore stimato dell’appalto, comprensivo dell’eventuale rinnovo è pari ad € 76.800,00.

Trattandosi di un servizio di natura intellettuale che non viene svolto nei locali del Comune, non sussistono rischi interferenziali da valutare. Pertanto gli oneri di sicurezza sono pari a 0,00.

La durata del servizio è di 4 anni con decorrenza dalla data di stipula della convenzione ovvero, se precedente, di attivazione del servizio. Su richiesta del Comune, l’aggiudicatario è tenuto ad attivare il servizio anche nelle more della stipula del contratto. Alla scadenza il Comune si riserva la facoltà, per non più di una volta, al rinnovo del contratto nei confronti del medesimo soggetto ai sensi dell’art. 210 del D.Lgs. 267/2000.

Il criterio di aggiudicazione si basa sull’offerta economicamente più vantaggiosa, individuata sulla base del miglior rapporto qualità/prezzo secondo i criteri e pesi compresi nel bando.

Le offerte – la scadenza della loro presentazione è fissata per le ore 12 del 27 novembre 2017 – vanno indirizzate al Comune di Numana – P.zza del Santuario, 24 – 60026 Numana (AN)

L’apertura delle buste è fissata per il 30 novembre 2017.

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Mascherine usa e getta: nuovo rifiuto 2.2

Una stima parla di quasi due miliardi che finiranno quest’anno negli oceani del mondo


Camerano, 5 aprile 2021 – L’allarme arriva dal Regno Unito, dove una recente analisi condotta dalla North London Waste Authority ha evidenziato come ogni settimana in quel Paese vengano usate e gettate via 102 milioni di mascherine usa e getta. Per rendere l’idea, ricoprirebbero un campo di calcio per ben 232 volte, come scrive la giornalista Francesca Mancuso su greenMe.

Purtroppo è vero: le mascherine usa e getta, quelle che ci proteggono dal virus, sono diventate il rifiuto più importante nell’arco dell’ultimo anno e mezzo. Un rifiuto, per intenderci, che ha superato di gran lunga quello delle bottiglie e dei sacchetti di plastica di cui stiamo per liberarci. Un rifiuto, insieme ai guanti in lattice, che la gente abbandona ovunque: per strada, nelle piazze, nei giardini pubblici, nei campi, lungo i sentieri di montagna, in spiaggia, in alto mare.

Un rifiuto che nessuno smaltisce per paura di un eventuale contagio o, più semplicemente, per menefreghismo. Una negligenza imperdonabile che, a livello trasversale, va imputata sia alla maleducazione delle persone sia all’indifferenza degli enti e delle imprese che dovrebbero smaltirle. Tanto che lo studio britannico, nell’invitare ad affrontare il problema che ormai è mondiale, suggerisce di rivederne la produzione invitando ad utilizzare prodotti biodegradabili.

Un problema serio, dunque, che riguarda tutti e che va risolto al più presto. Ho provato, nel mio piccolo, a testare quanto serio possa essere davvero. L’ho fatto, semplicemente, fotografando le mascherine abbandonate lungo il percorso che faccio abitualmente a Camerano, dove vivo, portando a spasso il mio cane. Un percorso di circa un chilometro e mezzo lungo un tratto di Via Loretana, l’area cani nei giardinetti di Via Scandalli, il parco degli orti. Risultato: ne ho incrociate una trentina. In foto la testimonianza di parte di esse.

Considerato che in Italia i Comuni sono oltre settemila, non è così empirico dire che in totale, in un solo chilometro e mezzo di essi, si siano accumulate come rifiuto oltre 237mila mascherine. Se si moltiplica il dato per tutti i possibili chilometri e mezzo percorribili in ogni Comune, si arriverà ad una cifra stratosferica di mascherine abbandonate sul territorio nazionale. Stimiamo, al ribasso, non meno di una decina di milioni? Sono convinto siano di più.

Una stima dello studio britannico parla di quasi due miliardi di mascherine che quest’anno finiranno negli oceani del mondo. Che facciamo, le lasciamo lì? Educare ad un sano e corretto smaltimento due miliardi di cretini, lo vedo poco percorribile. Chiamare a raccolta Greta Thunberg e i suoi seguaci ambientalisti, altrettanto. Finirà come con la plastica: spenderemo miliardi di euro per sbarazzarcene, e tutto grazie alla stupidità e alla maleducazione di tante persone. Le stesse che ogni giorno si lamentano dell’immane spesa pubblica destinata all’ambiente.

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