Sicurezza sul Lavoro, cosa fare?

Sul tema, un video esplicativo

articolo promozionale

Ancona, 18 luglio 2018 – La sicurezza sul lavoro è un tema ricorrente che cattura la nostra attenzione soprattutto quando a fare notizia sono gli incidenti che lasciano molta tristezza.

Nonostante leggi, decreti, accordi e regolamenti in cui sono elencate e descritte tutte le misure di tutela e gli obblighi da parte dei datori di lavoro e dei lavoratori, ad oggi la situazione non sembra migliorare.

Le norme non bastano? Occorrono maggiori controlli? Cosa c’è che non funziona?

La sicurezza sul lavoro fa pensare ad un processo nel quale le persone coinvolte diventano esperte a svolgere determinate attività conoscendone i rischi, affrontando perciò in modo più preparato e cosciente le situazioni di pericolo che possono incontrare svolgendo la propria attività lavorativa.

Sembra, quindi, che la sicurezza sul lavoro sia fortemente supportata dal cambiamento dei comportamenti rivolti alla sicurezza, visti non come imposti, ma accettati quale parte integrante della propria attività.

(Video esplicativo)

L’accettazione di un comportamento condiviso presuppone un completo coinvolgimento delle persone nelle attività. Persone che accomunate dalla stessa visione di prevenzione, non solo a livello teorico ma anche a livello pratico, assumono un atteggiamento proattivo verso l’obiettivo di avviare ed applicare pratiche per il miglioramento della sicurezza dei lavoratori, sia nei contesti operativi interni, sia al di fuori degli stessi.

È fondamentale quindi, che tutto il personale delle aziende: datore di lavoro, i quadri, il management, i singoli lavoratori, ognuno nel proprio ambito di competenza, comprendano i problemi connessi alla sicurezza ed alla tutela della salute. In tutto questo, la formazione del personale gioca un ruolo fondamentale per far comprendere il contesto operativo e legislativo in cui operare.

La sicurezza sul lavoro non è mai troppa, scopri di più sui requisiti della formazione obbligatoria.

www.corsisalutesicurezzalavoro.it

 

redazionale


Lascia un commento

Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

FNSI: ecco a voi l’Informazione italiana!

La denuncia, fatta a pagamento, del sindacato dei giornalisti


17 ottobre 2021 – Oggi, sui principali quotidiani nazionali, la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), ha pubblicato – a pagamento – una denuncia su quella che è la situazione in cui versano i giornalisti e l’informazione in Italia. Di seguito, il testo integrale:

Il diritto dei cittadini a essere informati è sotto attacco. I giornalisti sono nel mirino di organizzazioni criminali e neofasciste. Vengono quotidianamente intimiditi, minacciati, picchiati per via del loro lavoro.

Una crisi senza precedenti mette in ginocchio il settore dell’editoria. L’occupazione è sempre più precaria. Migliaia di giornalisti sono costretti a lavorare senza diritti, senza tutele, e con retribuzioni indegne di un Paese civile.

Governo e Parlamento dimenticano l’articolo 21 della Costituzione. Non vogliono fermare le querele bavaglio. Non vogliono norme per l’equo compenso e per contrastare il precariato.

Lasciar affondare l’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani significa dare il via allo smantellamento progressivo dell’autonomia e del pluralismo dell’informazione, pilastro di ogni democrazia. Governo e Parlamento non lascino morire l’informazione italiana”.

Intanto, non è assurdo che FNSI (sindacato unico e unitario dei giornalisti italiani che, a loro nome, stipula con le organizzazioni datoriali dei vari settori dell’informazione i contratti collettivi nazionali di lavoro giornalistico), per una tale denuncia debba pagare uno spazio sui giornali?

Poi, diciamocelo: la denuncia, sacrosanta, purtroppo vera, dai contenuti più che condivisibili, arriva con grave ritardo ad accusare un sistema in atto nel Paese da almeno vent’anni. Certo, meglio tardi che mai, ma adesso la Federazione, in quanto sindacato, si dia una mossa con azioni concrete per sovvertire l’andazzo: non bastano le parole di denuncia, occorrono i fatti!

Articolo 21 della Costituzione

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni”.

© riproduzione riservata


link dell'articolo