Nelle Marche è povera una famiglia su undici

Cgil Marche: “Contro la povertà serve il lavoro”

Ancona, 21 luglio 2018 – Nel suo recente rapporto sulla povertà in Italia nel 2017, l’Istat stima che 1 milione e 778 mila famiglie, e 5 milioni di persone, vivono in condizioni di povertà assoluta, ovvero, non sono in grado di sostenere la spesa per beni e servizi essenziali a uno standard di vita accettabile.

Si tratta rispettivamente del 6,9% e dell’8,4% del totale delle famiglie e della popolazione italiana, percentuali entrambi in crescita rispetto all’anno precedente. In crescita anche la povertà relativa che in Italia riguarda oltre 3 milioni e 171 mila famiglie e 9 milioni e 368 mila persone. Si tratta di famiglie e persone con consumi al di sotto di una soglia che, per una famiglia con due componenti, è pari alla spesa media mensile pro-capite a livello nazionale.

La povertà relativa, cosi come quella assoluta, è più diffusa soprattutto tra le famiglie con 4 o più componenti, soprattutto quelle con figli minori, tra le persone con bassi titoli di studio, tra i disoccupati e gli operai e tra i cittadini stranieri.Nelle Marche, nel 2017, le famiglie in condizioni di povertà relativa sono l’8,8% del totale e sono sostanzialmente stabili rispetto a un anno fa (8,9%), ma al di sopra della media delle regioni del Centro (7,9%).

Daniela Barbaresi, segretaria generale Cgil Marche

“Si tratta di dati drammatici che rendono evidente come sia ancora diffusa la condizione di disagio di tante persone” – dichiara Daniela Barbaresi, Segretaria generale della Cgil Marche – Peraltro, la povertà non accenna a scendere nonostante l’occupazione torni complessivamente a salire. Segno questo del peggioramento delle condizioni di lavoro e di reddito di tanti lavoratori e soprattutto lavoratrici”.

Nelle Marche, infatti, continua a crescere esponenzialmente il lavoro precario e quello a tempo parziale, in gran parte involontario, che hanno eroso progressivamente il lavoro stabile e a tempo pieno, e non garantiscono condizioni di reddito adeguato: i contratti part time interessano un lavoratore su 3, con una retribuzione media lorda annua che non arriva a 11mila euro.

Aggiunge Barbaresi: “Purtroppo i dati sulla povertà confermano come ormai anche avere un lavoro non sia sufficiente a garantire una vita dignitosa e anche per questo è urgente affrontare il tema della qualità del lavoro e delle retribuzioni: dunque, anziché pensare di estendere l’utilizzo dei voucher, una delle forme di lavoro peggiori e meno tutelate, occorre chiedersi come incrementare salari, produttività, consumi e investimenti”.

Secondo l’Istat, nelle Marche ci sono complessivamente 358.352 persone a rischio di povertà o di esclusione sociale; si tratta di coloro vivono in famiglie con un reddito equivalente inferiore al 60 per cento del reddito mediano disponibile, coloro che vivono in condizioni di grave deprivazione materiale, ovvero coloro non riescono a sostenere spese impreviste, sono in arretrato nei pagamenti di mutuo, affitto, bollette, o non riescono a riscaldare adeguatamente l’abitazione, o coloro che vivono in famiglie a intensità lavorativa molto bassa.

I minori a rischio di povertà o esclusione sociale nelle Marche sono 163.232 di cui 38.745 in condizioni di grave deprivazione materiale.Una misura importante di contrasto alla povertà è costituita dal REI: secondo i dati dell’Inps relativi al primo trimestre 2018, nelle Marche risultano 1.340 nuclei familiari percettori del Reddito di inclusione (REI) con un totale di 3.341 persone coinvolte e un importo medio percepito di 256,74 euro mensili.

Patrizio Francesconi, responsabile Dipartimento Welfare della Cgil Marche

Peraltro, occorre ricordare che dal 1° luglio è stata ampliata la platea dei beneficiari del REI poiché, per averne diritto, non è più necessario avere in famiglia almeno un minore, un disabile, una donna in gravidanza o un disoccupato over 55.Il Rei non mira solo a dare un sostegno economico ai nuclei di persone in condizioni di povertà, ma anche un servizio di inserimento o reinserimento nel mondo del lavoro: un diritto di cittadinanza che va garantito attraverso il potenziamento della rete territoriale dei servizi sociali diffusi nel territorio e dei centri per l’impiego e sostenuto da organici dedicati e stabili, in grado di supportare al meglio persone in condizioni di disagio.

Patrizio Francesconi responsabile Dipartimento Welfare della Cgil Marche “Auspichiamo, così come richiesto nel confronto del 29 giugno scorso sul Piano Regionale di contrasto alla povertà che la Regione Marche a breve andrà ad approvare, che le risorse messe a disposizione dei Comuni/ATS, oltre 5,5 milioni di euro, siano utilizzati in modo efficiente ed efficace finalizzati alla presa in carico dei soggetti beneficiari del REI per rispondere positivamente al diritto di uscita dalla povertà”

 

redazionale

 


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Primarie del centrosinistra ad Ancona

Lo scontro politico per scegliere il candidato sindaco è fra Ida Simonella e Carlo Maria Pesaresi


Camerano, 23 novembre 2022 – A solleticare questo paneburro&marmellata – ultimamente non è semplice trovare argomenti stimolanti – è stato un lungo post su Facebook di Ezio Gabrielli pubblicato qualche giorno fa e intitolato “Si torna a respirare!”. Consiglio di leggerlo. Argomento: le primarie del centrosinistra ad Ancona per scegliere il candidato sindaco alle Amministrative del 2023.

Due sono i candidati: Ida Simonella, appoggiata apertamente e senza tanti fronzoli dal sindaco uscente Valeria Mancinelli, e Carlo Maria Pesaresi. Quest’ultimo, nelle grazie di Ezio Gabrielli: lo ammette con forza nel suo post di cui, tra l’altro, condivido quasi in toto l’analisi.

Sono 17 i seggi scelti per le primarie sparsi in città, ai quali domenica 27 novembre potranno accedere dalle ore 8.00 alle 20.00 (tranne i seggi 9 e 12 aperti dalle 8.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 20.00), tutti gli anconetani dai 16 anni in su, previo un minimo contributo in denaro che pare essere volontario.

La feroce critica di Gabrielli al doppio mandato consumato dalla Mancinelli, la condivido. Non conosco personalmente lui, o i due candidati in lizza, o la Sindaca uscente, per cui posso dire la mia senza vincoli di sorta.

«L’impegno di Carlo Pesaresi di questi giorni ha imposto a tutto il centrosinistra, comprese le parti più recalcitranti e settarie, di rimettersi in moto rianimando un sistema linfatico di relazione che l’approccio Mancinelliano della delega in bianco – ed è questa la critica più feroce che deve essere rivolta a quel gruppo dirigente – aveva inaridito», scrive Gabrielli. E ancora: «Il centrosinistra ha realmente creduto che si potesse presidiare un territorio con l’idea dell’uomo/donna forte a cui delegare le scelte… e lo scorso settembre ci siamo, anche nella nostra città, ritrovati con un corpo rattrappito (incapace financo di fare una iniziativa elettorale con tutti i candidati alla Camera, Senato e Primarie), bloccato dall’anoressia di confronto e di idee e così, ritrovarci con una manciata di voti di distanza dal centrodestra».

«Abbiamo governato bene – continua Gabrielli – ma abbiamo manifestato limiti; nelle dinamiche complesse (esempio fra tutte la costruzione dell’azienda unica provinciale dei rifiuti, obbiettivo principale che era stato dato alla Mancinelli sette anni fa), la politica della delega e della semplificazione arrogante non ha funzionato; un tempo siamo stati un capoluogo di regione ma abbiamo perso, in favore di una visione “paesana”, la capacità di esercitare quel ruolo».

Su “abbiamo governato bene” caro Gabrielli, dissento. L’Ancona di oggi non è migliore di quella presa in mano dalla Mancinelli dieci anni fa. Ancona capoluogo di regione, oggi, è una bestemmia. Basta fare un giro a Fano, Pesaro Urbino, Civitanova o Ascoli per capire e toccare con mano quanta vita sociale ed economica in più ci sia in quelle realtà rispetto alla dorica. Invito i lettori ad esprimersi su questo concetto.

In ultimo, al di là delle manovre di partito e degli eventuali interessi in gioco, personalmente m’interessa poco chi sarà il candidato Sindaco di Ancona del centrosinistra. Che sia Simonella o che sia Pesaresi – dalle voci di corridoio, il vincitore delle primarie del centrosinistra si dovrà misurare con il candidato di centrodestra Daniele Silvetti, attuale presidente dell’Ente Parco del Conero, ma non c’è nulla di ufficiale – quel che davvero m’interessa, e credo sia così anche per la gran parte degli anconetani, è che il nuovo Sindaco di Ancona abbia le capacità necessarie, e la giusta visione, per riportare Ancona al centro della regione Marche sul piano politico, geografico, sociale, industriale, culturale e turistico. Un gran lavoro, non lo nego, ma è un lavoro che va fatto se Ancona vuole restare a pieno titolo capoluogo di regione.

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