Marche: aumenta il lavoro ma cresce soprattutto quello precario

Giuseppe Santarelli: "Nulli gli effetti del decreto dignità", Dati al III Trimestre 2018

Marche, 12 dicembre 2018 – Nei primi nove mesi del 2018, le aziende marchigiane hanno assunto 173mila persone, l’8,5% in più rispetto allo stesso periodo 2017.

Secondo i dati dell’Osservatorio sul precariato dell’INPS, elaborati dall’Ires Cgil Marche, la maggior parte dei neo assunti ha un contratto a termine o precario (90,4%), solo il 9,6% è stato assunto con un contratto a tempo indeterminato.

Tra le tipologie di lavoro precario, quella che registra un maggior incremento  è il contratto in somministrazione che aumenta in un solo anno del 15,7% e arriva a toccare quota 36mila attivazioni. Cresce ancora il contratto intermittente (+4,1%) e in nove mesi del 2018 arriva a toccare 25mila nuove assunzioni.  La forma più utilizzata è quella del contratto a termine (70mila) e cresce rispetto allo stesso periodo del 2017 del 6,1%. 

Giuseppe Santarelli, segretario regionale Cgil

Continua la crescita del contratto di apprendistato che aumenta del 12,7% attestandosi a oltre 8mila unità. I contratti a tempo indeterminato crescono del 13% ma nel complesso delle assunzioni mantengono il loro peso residuale inalterato. Le cessazioni di rapporti di lavoro, nello stesso periodo sono state oltre 154mila e aumentano dell’11,6%, aumentando di 16mila.

Tra le varie forme di contratto, l’unica ad avere un saldo negativo tra assunzioni e cessazioni è il tempo indeterminato, con 7mila contratti: ciò significa che i contratti stabili attivati nel 2018 sono molto meno di quelli cessati. Tra le altre forme di lavoro, tutte registrano invece un saldo positivo,  in primo luogo il tempo determinato che aumenta come saldo di oltre 14mila contratti.  

Le Marche continuano ad essere tra le ultime regioni d’Italia per numero di contratti a tempo indeterminato attivati nei primi nove mesi del 2018.

Le assunzioni a tempo indeterminato crescono ovunque, sopratutto nelle regioni del sud per effetto degli sgravi contributivi inseriti nella legge di bilancio 2018 ma, nelle Marche, costituiscono una percentuale più bassa delle assunzioni totali (solo il 9,6%), ben sette punti al di sotto della media nazionale (16,2%).

Dichiara Giuseppe Santarelli, segretario regionale Cgil : Nonostante il lamento continuo del sistema delle imprese rispetto ai contenuti del decreto dignità, continuano ad aumentare i contratti a termine e precari, altro che superamento del Jobs act”. 

La Cgil, continua Santarelli,  “aveva detto subito che le misure del Governo non sarebbero bastate ad arginare questo problema perché è evidente come ci sia bisogno di una riforma strutturale del mercato del lavoro e  non di singole misure, prive di una visione organica. Quello della precarietà  – conclude Santarelli – è un tema che si combatte cancellando le tipologie di lavoro precario, che servono alle imprese per tenere sotto ricatto i lavoratori e per competere solo sul costo del lavoro. Come dimostrano i dati, prima si prendono gli sgravi poi finiti questi si licenziano i lavoratori”. 

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

I riti del Natale per scacciare le solitudini

Luminarie, alberi di Natale, presepi e pranzi in famiglia


Camerano, 8 dicembre 2022 – Ma cos’è che davvero ci spinge l’8 dicembre a decorare le nostre case con luminarie sulle siepi o sulle ringhiere dei balconi, alberi di Natale e presepi? Cosa ci muove davvero, quando corriamo per negozi con la lista dei regali da fare a mogli, mariti, figli, parenti vari, amici, vicini di casa? O, sempre con la lista in mano, ci fiondiamo nei centri commerciali per acquistare una montagna di leccornie che addolciranno e arricchiranno i pranzi della Vigilia, di Natale, di Capodanno?

Certo, c’è chi risolve tutto prenotando un tavolo al ristorante, ma non è la stessa cosa del passare le festività in famiglia, perché al ristorante certi riti familiari non si possono consumare, e le persone hanno un estremo bisogno di riti. Li cercano, li organizzano, li consumano i riti a seconda delle situazioni per non sentirsi soli. Per sentirsi coppia, famiglia, comunità. Per sentirsi vivi, necessari, per sentirsi amati. E quando ami qualcuno glielo devi dire guardandolo/la negli occhi, sfiorandolo/la con una carezza.

La popolazione mondiale sta per raggiungere gli otto miliardi di esseri umani con, in alcuni casi, sovraffollamenti difficili da gestire. Nonostante ciò, gli esseri umani si sentono sempre più soli – si comportano e vivono, sempre più, coniugando le più svariate forme della solitudine. E forse è proprio per questo che rincorrono e coltivano i riti come quello del Natale, per scacciare – almeno per qualche giorno – quella endemica angoscia prodotta dalla solitudine che non confesseranno mai, ma che si portano dentro dalla nascita nascosta fra l’anima ed il cuore.

Con l’avvento dei social, poi, le solitudini hanno subito un’impennata. Si passa sempre più tempo davanti ad uno schermo e una tastiera, a dialogare con una fotografia. Non si va più per negozi, e regali e prodotti si acquistano nella solitudine di una cameretta scegliendo attraverso un’immagine e confermando l’acquisto con un click. Nessun rumore, nessun odore o profumo, niente scambio di pareri o d’informazioni con un venditore o una commessa, solo un click.

Siamo sempre più maledettamente soli. Più lo siamo, meno accettiamo di confessarlo: difficile trovare le parole per comunicare agli altri un malessere così profondo; forse non esistono parole per dire a voce, guardandosi negli occhi: “abbiamo bisogno di noi, di viverci, di confidarci, di fidarci”. Così, senza parole, esorcizziamo l’angoscia prodotta dalla solitudine affidandoci all’esternazione delle luminarie, all’accensione dell’albero di Natale, all’acquisto dei regali e all’organizzazione di pranzi e cene. Consapevoli, nel profondo, che dopo Santo Stefano la magia svanirà. Ma va bene così. Sappiamo fin troppo bene che la felicità è effimera e dura pochi istanti. Allora, godiamoci questo istante possibilmente in famiglia. Per non sentirsi soli, per sentirsi vivi!

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