Logical System: un Lab che prevede l’inserimento diretto in azienda

Al via il 6 febbraio il corso gratuito della software house. Oltre 200 le richieste di partecipazione alle lezioni arrivate all’azienda di Jesi

Jesi – Il talento chiama, Logical System risponde. La software house di Jesi, apre le porte alle nuove leve dell’Information Technology con il primo appuntamento previsto dal “Lab” interno all’azienda. A inaugurarlo sarà, martedì 6 febbraio, un corso di formazione sui generis: per la prima volta la sede di Viale dell’Industria accoglierà un massimo di 10 candidati, reclutati dall’agenzia Manpower Group e selezionati tra le oltre 200 richieste pervenute da tutto il territorio nazionale, con particolare focus sulle Marche, a cui sarà data l’opportunità di apprendere le “Tecniche di programmazione e Architettura di Base” e le soluzioni software più utilizzate dalle aziende italiane.

Filippo Moscatelli

«Al termine del corso saranno consegnati ufficialmente gli attestati di partecipazione. Inoltre è previsto l’ingresso diretto in azienda di nuove risorse come analista programmatore su tecnologia NAV e open source. La figura più idonea ai prossimi obiettivi di Logical System – precisa il presidente Filippo Moscatelli, che aggiunge – Non escludiamo che le assunzioni siano più di una e la posizione rimarrà aperta per tutto l’anno: prevediamo infatti ulteriori nomine nei prossimi mesi».

Jesi – Le maestranze della Logical System

Il corso gratuito, della durata massima di 108 ore, sarà tenuto dal personale qualificato di Logical System. Gli argomenti, nel dettaglio, saranno: tecniche di programmazione e architettura di base; overview sui processi aziendali; overview sulle soluzioni a supporto dei processi aziendali; ERP (enterprise resource planning); CRM (customer relationship management); KDM (knowledge document management; MES (manufacturing execution system e industria 4.0); MPM (multi project management).

Numerose le domande giunte all’azienda e all’agenzia Manpower Group, che farà la preselezione di 14 esaminandi. Giovedì 1 febbraio, negli uffici Logical System, presentazione dei candidati e test psico attitudinali per la valutazione degli aspiranti dai quali usciranno i 10 partecipanti al corso. Al termine delle lezioni, annuncio ufficiale del candidato/i che saranno inseriti nel team Logical.

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

FNSI: ecco a voi l’Informazione italiana!

La denuncia, fatta a pagamento, del sindacato dei giornalisti


17 ottobre 2021 – Oggi, sui principali quotidiani nazionali, la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), ha pubblicato – a pagamento – una denuncia su quella che è la situazione in cui versano i giornalisti e l’informazione in Italia. Di seguito, il testo integrale:

Il diritto dei cittadini a essere informati è sotto attacco. I giornalisti sono nel mirino di organizzazioni criminali e neofasciste. Vengono quotidianamente intimiditi, minacciati, picchiati per via del loro lavoro.

Una crisi senza precedenti mette in ginocchio il settore dell’editoria. L’occupazione è sempre più precaria. Migliaia di giornalisti sono costretti a lavorare senza diritti, senza tutele, e con retribuzioni indegne di un Paese civile.

Governo e Parlamento dimenticano l’articolo 21 della Costituzione. Non vogliono fermare le querele bavaglio. Non vogliono norme per l’equo compenso e per contrastare il precariato.

Lasciar affondare l’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani significa dare il via allo smantellamento progressivo dell’autonomia e del pluralismo dell’informazione, pilastro di ogni democrazia. Governo e Parlamento non lascino morire l’informazione italiana”.

Intanto, non è assurdo che FNSI (sindacato unico e unitario dei giornalisti italiani che, a loro nome, stipula con le organizzazioni datoriali dei vari settori dell’informazione i contratti collettivi nazionali di lavoro giornalistico), per una tale denuncia debba pagare uno spazio sui giornali?

Poi, diciamocelo: la denuncia, sacrosanta, purtroppo vera, dai contenuti più che condivisibili, arriva con grave ritardo ad accusare un sistema in atto nel Paese da almeno vent’anni. Certo, meglio tardi che mai, ma adesso la Federazione, in quanto sindacato, si dia una mossa con azioni concrete per sovvertire l’andazzo: non bastano le parole di denuncia, occorrono i fatti!

Articolo 21 della Costituzione

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni”.

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