Jesi – Riapre le porte il Logical System LAB

Torna il corso gratuito promosso dalla software house marchigiana in collaborazione con Manpower che, al termine della prima edizione, portò all’assunzione di 4 neolaureati

Jesi, 3 settembre 2018 – A distanza di 6 mesi dal termine della prima edizione, Logical System, software house di Jesi leader nell’ITC, è pronta ad accogliere i neolaureati che parteciperanno al secondo corso del LAB interno all’azienda, promosso in collaborazione con Manpower e dedicato a Tecniche di programmazione e Architettura di Base e alle soluzioni software più utilizzate dalle aziende.

Jesi – Le maestranze della Logical System (foto d’archivio)

Si replica dunque l’iniziativa del LAB che, a marzo 2018 portò all’assunzione di 4 ingegneri informatici neo-laureati e per la quale arrivarono oltre 200 richieste di partecipazione da tutto il centro Italia.

Domande che, anche per la seconda edizione del corso (durata 158 ore), saranno selezionate tra quelle che arriveranno entro la prima metà di settembre, dall’agenzia Manpower Group su tutto il territorio nazionale, con particolare focus sulle Marche.

«La squadra di Logical System è in continua crescita – precisa Filippo Moscatelli, presidente Logical System – e, come già successo nella prima edizione, valuteremo le figure che parteciperanno al Lab in vista di uno o più ingressi diretti in azienda di analisti programmatori su tecnologia NAV e tecnologie open source».

Nuove professionalità che potranno aggiungersi ad un team in crescita continua che ad oggi conta oltre 50 professionisti al lavoro nel campo dell’ICT e dell’IoT per un brand che continua ad aumentare fatturato (crescita costante a doppia cifra sin dal 2014) e progetti.

 

redazionale

 


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

FNSI: ecco a voi l’Informazione italiana!

La denuncia, fatta a pagamento, del sindacato dei giornalisti


17 ottobre 2021 – Oggi, sui principali quotidiani nazionali, la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), ha pubblicato – a pagamento – una denuncia su quella che è la situazione in cui versano i giornalisti e l’informazione in Italia. Di seguito, il testo integrale:

Il diritto dei cittadini a essere informati è sotto attacco. I giornalisti sono nel mirino di organizzazioni criminali e neofasciste. Vengono quotidianamente intimiditi, minacciati, picchiati per via del loro lavoro.

Una crisi senza precedenti mette in ginocchio il settore dell’editoria. L’occupazione è sempre più precaria. Migliaia di giornalisti sono costretti a lavorare senza diritti, senza tutele, e con retribuzioni indegne di un Paese civile.

Governo e Parlamento dimenticano l’articolo 21 della Costituzione. Non vogliono fermare le querele bavaglio. Non vogliono norme per l’equo compenso e per contrastare il precariato.

Lasciar affondare l’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani significa dare il via allo smantellamento progressivo dell’autonomia e del pluralismo dell’informazione, pilastro di ogni democrazia. Governo e Parlamento non lascino morire l’informazione italiana”.

Intanto, non è assurdo che FNSI (sindacato unico e unitario dei giornalisti italiani che, a loro nome, stipula con le organizzazioni datoriali dei vari settori dell’informazione i contratti collettivi nazionali di lavoro giornalistico), per una tale denuncia debba pagare uno spazio sui giornali?

Poi, diciamocelo: la denuncia, sacrosanta, purtroppo vera, dai contenuti più che condivisibili, arriva con grave ritardo ad accusare un sistema in atto nel Paese da almeno vent’anni. Certo, meglio tardi che mai, ma adesso la Federazione, in quanto sindacato, si dia una mossa con azioni concrete per sovvertire l’andazzo: non bastano le parole di denuncia, occorrono i fatti!

Articolo 21 della Costituzione

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni”.

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