Crisi Tecnowind Fabriano – Regione Marche all’azienda: fate i nomi degli acquirenti!

La Giunta regionale chiede formalmente di conoscere i nomi dei privati interessati all’acquisizione dello stabilimento fabrianese

Ancona – Tecnowind, l’assessore regionale Angelo Sciapichetti, in risposta all’interrogazione del consigliere Enzo Giancarli sulla situazione dell’industria di Fabriano, ha riferito che: «la Regione ha chiesto formalmente di conoscere i nomi dei privati che hanno presentato manifestazione di interesse per l’acquisizione dello stabilimento fabrianese dell’azienda».

L’assessore regionale Angelo Sciapichetti

Immediata la risposta di Giancarli affidata ad una nota. «Ringrazio l’assessore Sciapichetti e la Regione che sono entrati nel problema e lo stanno seguendo da vicino – scrive Giancarli – So che la situazione è delicata e complicata e che l’acquisizione è la questione centrale. Spero che da parte nostra si possa partecipare con ogni strumento di nostra competenza per supportare il progetto di rilancio di questa azienda che dà lavoro a 260 persone».

Giancarli sta insistendo per far ottenere ai lavoratori della Tecnowind una proroga degli ammortizzatori sociali. «La solidarietà scadrà tra due mesi esatti, il prossimo 17 dicembre – ha ricordato Giancarli – a pochi giorni da Natale. Mi auguro che le tantissime famiglie che vivono del lavoro della Tecnowind possano trovarsi a Natale con la proroga degli ammortizzatori sociali, è una questione di diritti, dignità ed umanità».

Il consigliere regionale Enzo Giancarli

L’Amministrazione regionale ha partecipato a 5 incontri al Mise, oggi (17 ottobre), ci sarà un ulteriore confronto al ministero dello Sviluppo economico con i vertici dell’azienda. L’attuale proprietà aveva comunicato, al tavolo della scorsa settimana, la presenza di privati interessati a rilevare lo stabilimento fabrianese, ma non aveva rivelato i nomi delle aziende, nonostante le ripetute richieste di Regione Marche e ministero.

Oggi, in base a quanto riferito da Angelo Sciapichetti, la Giunta regionale ha invitato formalmente il Cda di Tecnowind a comunicare quali siano le società pronte all’acquisizione dello stabilimento. Un passo necessario per poter avviare un confronto con esse sul possibile piano industriale di rilancio e sulle prospettive occupazionali.

 

redazionale


Lascia un commento

Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

FNSI: ecco a voi l’Informazione italiana!

La denuncia, fatta a pagamento, del sindacato dei giornalisti


17 ottobre 2021 – Oggi, sui principali quotidiani nazionali, la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), ha pubblicato – a pagamento – una denuncia su quella che è la situazione in cui versano i giornalisti e l’informazione in Italia. Di seguito, il testo integrale:

Il diritto dei cittadini a essere informati è sotto attacco. I giornalisti sono nel mirino di organizzazioni criminali e neofasciste. Vengono quotidianamente intimiditi, minacciati, picchiati per via del loro lavoro.

Una crisi senza precedenti mette in ginocchio il settore dell’editoria. L’occupazione è sempre più precaria. Migliaia di giornalisti sono costretti a lavorare senza diritti, senza tutele, e con retribuzioni indegne di un Paese civile.

Governo e Parlamento dimenticano l’articolo 21 della Costituzione. Non vogliono fermare le querele bavaglio. Non vogliono norme per l’equo compenso e per contrastare il precariato.

Lasciar affondare l’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani significa dare il via allo smantellamento progressivo dell’autonomia e del pluralismo dell’informazione, pilastro di ogni democrazia. Governo e Parlamento non lascino morire l’informazione italiana”.

Intanto, non è assurdo che FNSI (sindacato unico e unitario dei giornalisti italiani che, a loro nome, stipula con le organizzazioni datoriali dei vari settori dell’informazione i contratti collettivi nazionali di lavoro giornalistico), per una tale denuncia debba pagare uno spazio sui giornali?

Poi, diciamocelo: la denuncia, sacrosanta, purtroppo vera, dai contenuti più che condivisibili, arriva con grave ritardo ad accusare un sistema in atto nel Paese da almeno vent’anni. Certo, meglio tardi che mai, ma adesso la Federazione, in quanto sindacato, si dia una mossa con azioni concrete per sovvertire l’andazzo: non bastano le parole di denuncia, occorrono i fatti!

Articolo 21 della Costituzione

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni”.

© riproduzione riservata


link dell'articolo