Ancona – Nasce “Spazio nuove idee”

CNA e Informagiovani di Ancona al fianco di chi ha un’idea e vuole farla diventare un’impresa

Ancona, 12 novembre 2020 – Forse mai come in questo momento c’è bisogno di nuove idee. La rivoluzione sociale, economica e sanitaria che il mondo sta attraversando da mesi ci pone sempre davanti alla stessa domanda: come sarà il futuro? E il futuro non può che passare dall’esplorazione di nuove idee.

Con questo spirito CNA e Informagiovani Ancona hanno pensato e deciso, anche un po’ controcorrente, di aprire uno spazio per le nuove idee. Un nuovo progetto, una goccia nel mare del futuro, ma un’opportunità per tutti coloro che, soprattutto in questo periodo, covano l’idea di un futuro diverso, di costruire una nuova impresa.

L’iniziativa, che si inserisce nel programma 202/2021 di Creaimpresa, si pone fin da subito al servizio di chi vuole compiere i primi passi nel mondo imprenditoriale, ma non ha ben chiaro quali siano le prime mosse, con un’attenzione particolare per i giovani, grazie alla partecipazione e al contributo dell’Informagiovani di Ancona.

“Spazio Nuove Idee” è quindi la formula con la quale avere un primo approccio alle tematiche della creazione di impresa. Un approccio fisico e digitale.

In presenza

Ogni quarto lunedì del mese un consulente di CNA Ancona sarà presente presso lo sportello Informagiovani di Ancona, a disposizione di chiunque abbia bisogno di informazioni o anche solo per soddisfare curiosità su questi temi. Come prendere appuntamento? Basta andare presso l’ufficio Informagiovani di Ancona, Piazza Roma 1, raccontare la propria idea e prendere un appuntamento con il consulente CNA.

Online

Ogni primo e terzo lunedì del mese, una diretta online sui canali Facebook di CNA Ancona e Informagiovani Ancona per raccontare la storia di chi ce l’ha fatta. E soprattutto come!

Francesca Casci Ceccacci del panificio senigalliese Pandefrà

L’iniziativa, che partirà il prossimo 16 novembre, ha l’obiettivo di informare, formare e accompagnare chi ha in mente di trasformare le proprie competenze in un’impresa e fare in modo che una scelta così coraggiosa sia anche consapevole, chiara e di successo.

Primo ospite? Francesca Casci Ceccacci del panificio senigalliese Pandefrà. Giovane imprenditrice partita alla ricerca di produttori locali che rispettano la biodiversità e che non chiedono alla natura di forzare il suo corso, e arrivata ad essere una delle migliori panetterie d’Italia per Gambero Rosso.

Per info: www.an.cna.it/crea-impresa; www.informagiovaniancona.com

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

FNSI: ecco a voi l’Informazione italiana!

La denuncia, fatta a pagamento, del sindacato dei giornalisti


17 ottobre 2021 – Oggi, sui principali quotidiani nazionali, la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), ha pubblicato – a pagamento – una denuncia su quella che è la situazione in cui versano i giornalisti e l’informazione in Italia. Di seguito, il testo integrale:

Il diritto dei cittadini a essere informati è sotto attacco. I giornalisti sono nel mirino di organizzazioni criminali e neofasciste. Vengono quotidianamente intimiditi, minacciati, picchiati per via del loro lavoro.

Una crisi senza precedenti mette in ginocchio il settore dell’editoria. L’occupazione è sempre più precaria. Migliaia di giornalisti sono costretti a lavorare senza diritti, senza tutele, e con retribuzioni indegne di un Paese civile.

Governo e Parlamento dimenticano l’articolo 21 della Costituzione. Non vogliono fermare le querele bavaglio. Non vogliono norme per l’equo compenso e per contrastare il precariato.

Lasciar affondare l’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani significa dare il via allo smantellamento progressivo dell’autonomia e del pluralismo dell’informazione, pilastro di ogni democrazia. Governo e Parlamento non lascino morire l’informazione italiana”.

Intanto, non è assurdo che FNSI (sindacato unico e unitario dei giornalisti italiani che, a loro nome, stipula con le organizzazioni datoriali dei vari settori dell’informazione i contratti collettivi nazionali di lavoro giornalistico), per una tale denuncia debba pagare uno spazio sui giornali?

Poi, diciamocelo: la denuncia, sacrosanta, purtroppo vera, dai contenuti più che condivisibili, arriva con grave ritardo ad accusare un sistema in atto nel Paese da almeno vent’anni. Certo, meglio tardi che mai, ma adesso la Federazione, in quanto sindacato, si dia una mossa con azioni concrete per sovvertire l’andazzo: non bastano le parole di denuncia, occorrono i fatti!

Articolo 21 della Costituzione

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni”.

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