Reddito di cittadinanza, una ghiotta opportunità

Borse lavoro della durata di sei mesi: ultimi 15 giorni per fare domanda. Almeno 14 le aziende aderenti al progetto

Castelfidardo – Rush finale per richiedere il “reddito di cittadinanza”. C’è tempo fino al 16 giugno per partecipare al progetto che prevede l’attivazione di borse lavoro per una durata di sei mesi.

La sperimentale formula concepita dall’Amministrazione in un’ottica di inclusione attiva, si sostanzia infatti in una importante opportunità per reinserirsi in un ambiente lavorativo ove potrebbero poi maturare le condizioni per una eventuale assunzioni diretta.

Quattordici le realtà del territorio che hanno offerto la disponibilità ad ospitare i candidati, i quali devono preventivamente sostenere il colloquio ed essere selezionati dalle aziende stesse. Per la maggior parte si tratte di imprese con sede a Castelfidardo come Ve.ca. srl, Caltec hobby legno, Cisel, Elezinco, Elits, Elica, Poldo service, Silga, E.M.C.motors, ma hanno aderito anche la Cooperativa “Terra e vita” di Recanati, la “Sangermano 18” s.a.s. di Camerano e “Madonna delle api” di Osimo.

Si sottolinea che possono aderire tutte le aziende, anche quelle che non hanno ancora anticipato la disponibilità.

Il borsista percepirà un rimborso di € 434,00 mensili lordi a fronte di un impegno di 20 ore settimanali, con oneri a carico del Comune e costi INAIL e assicurativi a carico del soggetto ospitante. L’iniziativa si rivolge a cittadini di età compresa fra i 30 e i 65 anni in situazioni di difficoltà a causa della perdita dell’occupazione, con residenza continuativa a Castelfidardo da almeno 10 anni.

È inoltre necessario essere iscritti al Centro per l`Impiego da almeno un anno, non essere percettori di indennità ed essere in possesso di una certificazione ISEE, calcolata secondo le nuove disposizioni normative, non superiore ad € 25.000.

Il bando completo e il modulo di domanda sono pubblicati sul sito del Comune o disponibili presso i “Servizi Socio Educativi” di via Battisti contattabili tramite email baldonimaila@comune.castelfidardo.an.it e telefono 0717829332.

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Crisi di Governo e disobbedienza dei ristoranti

Venerdì 15 gennaio migliaia di locali in mezza Italia rialzano le saracinesche


Camerano – 14 gennaio 2021 – Devo smentire me stesso. Due giorni fa, da questo stesso spazio, avevo scritto: “Il Governo Conte 2 sta per crollare sotto la mannaia renziana di un’Italia Viva che con due Ministre e una insignificante manciata di voti si permette il lusso di volerne decidere le sorti. Probabilmente è un bluff, alla fine Renzi dimostrerà di non avere le palle per andare fino in fondo. Incasserà il massimo possibile e troverà le giuste scuse per lasciare le Ministre dove stanno. Ovviamente, il tutto all’insegna del bene dell’Italia e degli italiani” (Corriere del Conero, Il caos agitato della pandemia, 12 gennaio 2021)

I fatti, dopo 48 ore, hanno dimostrato che mi sbagliavo: Matteo Renzi, ieri, (foto) ha ritirato le due Ministre di Italia Viva aprendo, di fatto, la crisi di governo e sfidando apertamente il premier Giuseppe Conte alle uniche due alternative possibili: dimettersi o andare in Parlamento a cercare i numeri per una maggioranza che, allo stato attuale, non esiste. Ma in politica, specialmente in Italia, mai dire mai: troppi salti del grillo e della quaglia, troppi passi all’indietro a mo’ dei gamberi.

Dunque, smentendomi piacevolmente, Matteo Renzi le palle ha dimostrato d’averle, eccome! Ma pure tanto coraggio che, in questo tempo di pandemia, per il PD e i 5 Stelle viene considerato pazzia pura: “Con il Paese in grave difficoltà per via del Covid, le terapie intensive affollate, i contagi che continuano a crescere, i ristori da designare, la campagna vaccinale appena partita da gestire, aprire una crisi di governo è pura follia”, è il loro mantra.

Ha ragione Renzi, o hanno ragione loro? A guardarla dall’esterno, avrebbero ragione entrambi. Renzi, perché quel che chiede, e non stiamo qui a ribadirlo, è sacrosanto, concreto e rispondente al vero; PD e 5 Stelle perché, per come è messo il Paese in questa fase, non si può perdere tempo in litigi politici e partitici quando invece andrebbe speso tutto nel gestire e risolvere i problemi pandemici a livello sociale, sanitario, economico, lavorativo.

Certo è che il quadro, nel suo insieme, al momento è un miscuglio di colori indecifrabili e il titolo del mio editoriale di due giorni fa: “il caos agitato della pandemia”, lo descrive benissimo. Il presidente Mattarella ha fretta di risolvere la crisi, profondamente consapevole dei guasti che produrrebbe al Paese se dovesse prolungarsi oltre misura. Renzi, viaggia a muso duro e in punta di unghie sul filo della lama di un rasoio: potrebbe incassare parecchio o sparire del tutto. Il centrodestra non fa sconti e vorrebbe subito elezioni anticipate. Il Premier, dopo aver accentrato ogni decisione e alzato muri intorno a sé, o riesce nella magia di mettere in piedi un Conte ter o dovrà rimettere il mandato nelle mani di Mattarella.

Tutto questo mentre il Paese, esausto, sfinito, sfiduciato e impaurito, non ne può più. E arrivano le prime ribellioni serie. Domani, venerdì 15, nelle Marche, in Toscana, in Emilia Romagna, migliaia di ristoratori hanno deciso per la disobbedienza totale ai Dpcm contiani e, costi-quel-che-costi-ormai-chi-se-ne-frega, rialzeranno le saracinesche dei loro locali senza più limiti d’orario. Pur rispettando tutte le direttive su distanziamento, sanificazione, mascherine e via dicendo. Mentre i politici a Roma litigano, gli italiani dell’Italia reale e in sofferenza reagiscono come possono e si ribellano. Non per salvarsi la poltrona, ma per salvarsi la vita.

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