Il deposito Amazon di Camerano ricerca un magazziniere

Le candidature gestite dall’agenzia Gi Group

Camerano, 15 aprile 2021 – L’agenzia per il lavoro Gi Group ricerca un Magazziniere motivato per il centro logistico di Amazon a Camerano, vicino ad Ancona. La candidatura potrà essere presentata al link:

https://www.gigroup.it/lavoro/aziende-che-assumono/amazon/

L’azienda fa sapere che non servono qualifiche o esperienze di lavoro precedenti, bastano motivazione e atteggiamento giusto del candidato. E aggiunge alcune specifiche:

  • Il salario si colloca nella fascia alta del settore della logistica
  • Per chi non ha esperienza di logistica fornirà tutta la formazione necessaria, purché il candidato ci metta la motivazione
  • Chi viene assunto darà una marcia in più alla sua carriera lavorativa entrando in una delle aziende di logistica più innovative al mondo, dotata delle tecnologie più avanzate
  • Il posto di lavoro ha i più alti standard di sicurezza, con riscaldamento e aria condizionata

Il ruolo all’interno del team

  • Ricevere la merce in entrata nel magazzino
  • Classificare i pacchi in base alle dimensioni e alla destinazione
  • Risolvere gli imprevisti per garantire le consegne ai clienti nei tempi previsti

Cosa rende il candidato idealeBenché non sia indispensabile un’esperienza pregressa nel settore, Amazon spiega che il processo di inserimento potrebbe essere agevolato se:

  • Hai esperienza precedente come magazziniere, carrellista, mulettista, spedizioniere, imballatore, addetto alla logistica, addetto allo smistamento, operatore di magazzino
  • Hai esperienza precedente nel settore del commercio, distribuzione, retail, vendite, ristorazione, industria alimentare e del catering
  • Sei automunito (preferenziale)
  • Dai la disponibilità a lavorare su turni, inclusi notturni e festivi, e/o a fare straordinari
  • Sei maggiorenne e hai una buona conoscenza della lingua italiana, per una buona comprensione delle procedure e per il rispetto delle norme di salute e sicurezza

In ultimo, Amazon tiene a sottolineare quanto tenga al benessere dei suoi dipendenti, fornitori, clienti, e per questo: “Stiamo seguendo rigorosamente le indicazioni fornite dal Governo e dalle autorità sanitarie locali nell’implementare tutte le misure precauzionali in tutti i siti per contenere l’emergenza sanitaria in corso legata al Covid-19”.

 

redazionale

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Primo Maggio con mascherina

Nessun corteo, nessuna bandiera, nessun concerto, pochi vaccini


1 maggio 2021 – Oggi, esattamente come un anno fa. E questo editoriale potrebbe finire qui. Trecentosessantacinque giorni fa, giorno più giorno meno, uscivamo da una dura segregazione forzata in casa dovuta ad una pandemia ignorata da tutti. Erano i giorni degli striscioni ai balconi che recitavano “andrà tutto bene”, “insieme ce la faremo”. Invece, a distanza di 12 mesi siamo ancora qui a misurare quotidianamente i morti per Covid e le persone in quarantena. A registrare l’evoluzione di un virus che sembra invincibile con la sua capacità di trasformarsi in cento varianti sparse nel mondo sempre più aggressive.

Prima ondata, segregazione in casa, apertura; seconda ondata, chiusure forzate; regioni gialle, arancioni, rosse. Obbligo dell’uso delle mascherine, del lavaggio delle mani, del rispetto delle distanze… Traffici e frodi per una bombola d’ossigeno introvabile, gli speculatori dei respiratori, le terapie intensive al collasso, bare accatastate in un magazzino qualsiasi, morti mai consegnati ai parenti. Variante inglese, brasiliana, indiana… E poi l’arrivo dei vaccini, i ritardi nelle consegne, i furbetti del “vax prima io” o del “no vax”…

A riviverli così, questi ultimi 12 mesi, ci rendiamo conto che il vocabolario non ci appartiene. Fatti, accadimenti, decisioni e comportamenti alieni al genere umano. Invece no, è tutto vero, reale. È successo nel nostro quotidiano, sta succedendo e continuerà a succedere. Alla faccia di chi fa finta di niente o bolla tutto come un enorme complotto ordito per governare e soggiogare il popolo, per togliergli ciò che di più sacro esiste: libertà e lavoro.

Oggi, festa dei lavoratori, la libertà del popolo è legata ad una vaccinazione di massa che va troppo a rilento e i lavoratori, stremati dal rispetto delle regole anticoronavirus e con il fiato corto dietro le mascherine, non hanno nulla da festeggiare. Un po’ perché in tanti il lavoro l’hanno perso, altri perché non hanno più i fondi necessari a sostenere l’attività.

Niente celebrazioni dunque, niente cortei, bandiere al vento o concerti in piazza com’era uso fare fino a un paio d’anni fa. Non ci sono i presupposti. Sarà un Primo Maggio con la mascherina: unico orpello concesso in tempo di pandemia.

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