14 Apr Alessio Torino torna in libreria con “Il palio delle rane”
Esce il settimo libro dello scrittore marchigiano, che questa volta ci sorprende con un romanzo in versi
Ancona, 14 aprile 2025 – Alessio Torino, nato a Cagli 1975, insegna Lingua e Letteratura latina all’Università Carlo Bo di Urbino, è curatore del Festival Urbino e le città del libro, che c’è dal 2014 e quest’anno si terrà dal 9 all’11 maggio (www.urbinocittàlibro.it), ma soprattutto è uno dei migliori autori italiani della sua generazione.

Alessio Torino e il suo ultimo libro Il palio delle rane
Ha esordito nel 2010 con il romanzo Undici decimi, uscito per una piccola casa editrice di Ancona, Pequod. Il romanzo, molto apprezzato dal critico letterario Claudio Magris, si aggiudica il prestigioso Premio Bagutta opera prima e successivamente il Premio Frontino Montefeltro.
Alessio Torino si è poi costruito nel tempo un curriculum da scrittore vero, novecentesco diremmo. Ha pubblicato racconti su riviste prestigiose come la benemerita Nuovi Argomenti (che Mondadori edita dal 1953), il suo secondo romanzo, Tetano, è invece stato per i tipi di Minimum fax nel 2011 e sempre con la casa editrice romana ha poi dato alle stampe Urbino, Nebraska (2013) e Tina (2016).
Poi il passaggio alla grande editoria con l’approdo a Mondadori, sotto l’egida di uno dei più grandi editor che abbiamo in Italia, Alberto Rollo, per tanti anni direttore letterario della casa editrice Feltrinelli, che adesso si occupa di narrativa italiana a Segrate. Nel 2020 è uscito Al centro del mondo e nel 2023 Cuori in piena. C’è stata poi un’incursione nella narrativa per ragazzi, nel 2024 ha pubblicato Passare il fiume, per Orecchio Acerbo, con le illustrazioni del grande Simone Massi, suo conterraneo di Pergola, che è uno dei più importanti autori italiani di cinema d’animazione (ha vinto più di 300 premi nel mondo).
La settimana scorsa, Mondadori appunto, ha mandato in libreria il suo settimo romanzo Il palio delle rane.

Il Palio della Rana di Fermignano
In un paese nel cuore dell’Appennino, Luceoli, si celebra tutti gli anni il Palio delle Rane (con evidente riferimento al Palio della rana di Fermignano), una manifestazione in costume, colorata e insaporita da piatti degni della festa, e che necessita di regole, passione, dedizione. La Raniera, cuore semplice e protagonista del libro, è la Gran Custode del Palio. Durante tutto il resto dell’anno si deve prendere cura dei piccoli anfibi, li nutre, li prepara al gran giorno. E questo succede ormai da tanto tempo. Ma ecco che, a terremotare le sue consuetudini e le sue certezze, arriva uno strano accademico, Das Lubbert, che di quelle rane si sente fratello. Scopriamo allora che il cuore della Raniera non era così semplice come si poteva credere e quella che sembrava una fiaba finisce per incrinarsi fino a diventare un confronto serrato con la natura umana e quella animale. Ce la faranno la Raniera e Das Lubbert a rovesciare le regole del gioco?
Il palio delle rane si distingue dalla precedente produzione dell’autore perché, sorprendentemente, è un romanzo in versi. Nel panorama letterario, italiano e non solo, questo genere vanta dei precedenti a dir poco illustri come La ragazza Carla di Elio Pagliarani o La camera da letto di Attilio Bertolucci ma anche, più recentemente, Qualcosa sui Lehman di Stefano Massini o Charlotte del francese David Foenkinos.
Una vera e propria sfida per l’autore urbinate che per la prima volta si affaccia, come ha scritto Daniele Piccini recensendo il libro su La Lettura, «in questa piccola terra di nessuno (il romanzo in versi n.d.r.), dove qualcuno ogni tanto soffia sulle braci e riaccende il fuoco della sperimentazione».

Undici decimi, il libro d’esordio di Alessio Torino
Ma Alessio Torino è ormai un autore affermato e poi, nel suo percorso, non ha avuto fretta (il primo libro è uscito che aveva 35 anni). Bene ha fatto, visto che adesso sta raccogliendo i frutti di quello che potremmo definire il suo lento apprendistato.
Le sue storie sono tutte ambientate in luoghi solo apparentemente d’invenzione che sono invece facilmente riconoscibili in quei territori appenninici che stanno al confine tra il nord ovest delle Marche e l’Umbria, dove in effetti vive e che per questo conosce così bene. Li si potrebbe arditamente accostare addirittura alla Contea di Yoknapatawpha di faulkneriana memoria, uno dei posti più celebri e affascinanti della geografia letteraria del secolo scorso. Sì, perché anche quello di Alessio Torino è un microcosmo con la sua varietà di tipi, di funzioni, di aggregati sociali e di realtà naturali. Qualcosa di unico, forse, nel panorama attuale della letteratura italiana.











