Civitanova M. – Nasce il “Banco Marchigiano”

Il nuovo Istituto di Credito regionale avrà valenza giuridica dal prossimo 15 dicembre. “In tutto il panorama delle Bcc nazionali, si tratta in assoluto del primo progetto di Banca che intende diventare Banca di sistema regionale”, dice con orgoglio il DG Moreschi.

Civitanova Marche, 26 ottobre 2018 – Banco Marchigiano.

È questo il nome della nuova Banca di sistema regionale presentata ufficialmente oggi.

“In tutto il panorama delle Bcc nazionali, si tratta in assoluto del primo progetto di Banca che intende diventare Banca di sistema regionale – dice con orgoglio e determinazione il DG Marco Moreschi – Siamo consapevoli dell’enorme sfida che ci poniamo – continua Moreschi – ma siamo anche consapevoli di avere i numeri e le potenzialità per farcela”.

Una pagina storica per l’economia del territorio.

La nuova Banca nasce di fatto dall’ampliamento territoriale esponenziale della Bcc di Civitanova Marche e Montecosaro in questo 2018 in cui, dopo le aperture delle tre filiali in territorio anconetano (Castelfidardo, Osimo e Loreto) dei mesi scorsi, e dopo la prossima incorporazione della Bcc pesarese di Suasa, sarà definitivamente destinata ad uscire dai confini territoriali storici del maceratese e del fermano e acquisirà a tutti gli effetti una dimensione regionale che si dovrà rispecchiare anche nella ragione sociale stessa della Banca.

La presentazione del Banco Marchigiano, che manterrà la sede in Viale Matteotti a Civitanova Marche, è avvenuta nel corso di un convegno che si è tenuto presso la rinnovata sala conferenze “Mauro Fratini” della Bcc civitanovese e al quale sono intervenuti, oltre ai vertici della Bcc di Civitanova e della Bcc di Suasa, il professore emerito di politica economica Pietro Alessandrini e il rappresentante di Cassa Centrale Banca Andrea Bologna.

Presenti anche esponenti di Banca d’Italia, rappresentanti della Regione Marche, le Istituzioni e i sindaci del territorio in cui sarà operativo il nuovo Banco Marchigiano, associazioni di categoria, esponenti politici regionali e nazionali, tra cui il parlamentare della Lega eletto nel territorio maceratese, Tulio Patassini.

“Da questa aggregazione – dice l’attuale presidente della Bcc di Civitanova e futuro presidente del Banco Marchigiano, Sandro Palombini – nascerà un nuovo Istituto che avrà tutte le caratteristiche per promuovere il coinvolgimento dei Soci nella vita della nuova istituzione, per proseguire il percorso storico di sostegno finanziario alla nostra clientela e per diventare l’interlocutore di riferimento sui territori di competenza”.

Il Banco Marchigiano verrà definitivamente approvato dall’Assemblea straordinaria dei Soci della Bcc di Civitanova il prossimo 11 novembre, che seguirà l’analoga assise che si terrà a Castelleone di Suasa il giorno prima, il 10 novembre. Le due Assemblee voteranno il progetto industriale di fusione per incorporazione nella Bcc di Civitanova della Bcc di Suasa, il nuovo nome, logo e veste grafica.

Civitanova M. – A sx nella foto, accanto al Presidente Sandro Palombini, Gabriele Magrini Alunno, Direttore Banca d’Italia Ancona

Molto importante, a proposito della doppia Assemblea straordinaria del 10 e 11 novembre, sarà il punto all’ordine del giorno che prevede l’approvazione del nuovo statuto sociale per l’ingresso nel Gruppo Bancario cooperativo che fa capo a Cassa Centrale Banca SpA.

“La ratifica finale di un percorso molto lungo, articolato e complesso – dice Marco Bindelli, Amministratore Delegato della Bcc di Civitanova per i rapporti con il Credito Cooperativo – che ci ha visti protagonisti fin dalle primissime battute iniziali quando ci siamo fatti promotori, contro i pronostici dei più, del doppio Gruppo Bancario Nazionale e della holding guidata da Cassa Centrale Banca. Ora siamo a un passo da questa nuova realtà che va nella direzione del rilancio della competitività della nostra banca nei nuovi scenari di mercato, entrando a far parte di quello che diventerà uno dei principali Gruppi Bancari italiani, con il rispetto della territorialità e dei principi del mutualismo”.

Il nuovo Banco Marchigiano

Province coperte: 4 (Pesaro, Ancona, Macerata e Fermo)

Filiali: 24

Dipendenti: 162

Soci: quasi 9 mila (8.897)

Popolazione coperta: 928.368 (60% della popolazione)

Popolazione complessiva nelle Marche: 1.538.055

Aziende attive nella zona di competenza: 86.759 (57% del totale)

Aziende nelle Marche: 150.877

Patrimonio netto: 79,3 milioni di euro

Mezzi amministrati: 931 milioni di euro

 

redazionale

 

 

 


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Primarie del centrosinistra ad Ancona

Lo scontro politico per scegliere il candidato sindaco è fra Ida Simonella e Carlo Maria Pesaresi


Camerano, 23 novembre 2022 – A solleticare questo paneburro&marmellata – ultimamente non è semplice trovare argomenti stimolanti – è stato un lungo post su Facebook di Ezio Gabrielli pubblicato qualche giorno fa e intitolato “Si torna a respirare!”. Consiglio di leggerlo. Argomento: le primarie del centrosinistra ad Ancona per scegliere il candidato sindaco alle Amministrative del 2023.

Due sono i candidati: Ida Simonella, appoggiata apertamente e senza tanti fronzoli dal sindaco uscente Valeria Mancinelli, e Carlo Maria Pesaresi. Quest’ultimo, nelle grazie di Ezio Gabrielli: lo ammette con forza nel suo post di cui, tra l’altro, condivido quasi in toto l’analisi.

Sono 17 i seggi scelti per le primarie sparsi in città, ai quali domenica 27 novembre potranno accedere dalle ore 8.00 alle 20.00 (tranne i seggi 9 e 12 aperti dalle 8.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 20.00), tutti gli anconetani dai 16 anni in su, previo un minimo contributo in denaro che pare essere volontario.

La feroce critica di Gabrielli al doppio mandato consumato dalla Mancinelli, la condivido. Non conosco personalmente lui, o i due candidati in lizza, o la Sindaca uscente, per cui posso dire la mia senza vincoli di sorta.

«L’impegno di Carlo Pesaresi di questi giorni ha imposto a tutto il centrosinistra, comprese le parti più recalcitranti e settarie, di rimettersi in moto rianimando un sistema linfatico di relazione che l’approccio Mancinelliano della delega in bianco – ed è questa la critica più feroce che deve essere rivolta a quel gruppo dirigente – aveva inaridito», scrive Gabrielli. E ancora: «Il centrosinistra ha realmente creduto che si potesse presidiare un territorio con l’idea dell’uomo/donna forte a cui delegare le scelte… e lo scorso settembre ci siamo, anche nella nostra città, ritrovati con un corpo rattrappito (incapace financo di fare una iniziativa elettorale con tutti i candidati alla Camera, Senato e Primarie), bloccato dall’anoressia di confronto e di idee e così, ritrovarci con una manciata di voti di distanza dal centrodestra».

«Abbiamo governato bene – continua Gabrielli – ma abbiamo manifestato limiti; nelle dinamiche complesse (esempio fra tutte la costruzione dell’azienda unica provinciale dei rifiuti, obbiettivo principale che era stato dato alla Mancinelli sette anni fa), la politica della delega e della semplificazione arrogante non ha funzionato; un tempo siamo stati un capoluogo di regione ma abbiamo perso, in favore di una visione “paesana”, la capacità di esercitare quel ruolo».

Su “abbiamo governato bene” caro Gabrielli, dissento. L’Ancona di oggi non è migliore di quella presa in mano dalla Mancinelli dieci anni fa. Ancona capoluogo di regione, oggi, è una bestemmia. Basta fare un giro a Fano, Pesaro Urbino, Civitanova o Ascoli per capire e toccare con mano quanta vita sociale ed economica in più ci sia in quelle realtà rispetto alla dorica. Invito i lettori ad esprimersi su questo concetto.

In ultimo, al di là delle manovre di partito e degli eventuali interessi in gioco, personalmente m’interessa poco chi sarà il candidato Sindaco di Ancona del centrosinistra. Che sia Simonella o che sia Pesaresi – dalle voci di corridoio, il vincitore delle primarie del centrosinistra si dovrà misurare con il candidato di centrodestra Daniele Silvetti, attuale presidente dell’Ente Parco del Conero, ma non c’è nulla di ufficiale – quel che davvero m’interessa, e credo sia così anche per la gran parte degli anconetani, è che il nuovo Sindaco di Ancona abbia le capacità necessarie, e la giusta visione, per riportare Ancona al centro della regione Marche sul piano politico, geografico, sociale, industriale, culturale e turistico. Un gran lavoro, non lo nego, ma è un lavoro che va fatto se Ancona vuole restare a pieno titolo capoluogo di regione.

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