Bcc Civitanova – Ottimi i risultati della semestrale di giugno

Sulla fusione con Suasa depositato in Banca d’Italia il progetto industriale. Il presidente Palombini: “Siamo proiettati concretamente verso una dimensione regionale”

Civitanova M., 11 agosto 2018 – Il Consiglio di Amministrazione di Bcc Civitanova Marche e Montecosaro ha approvato il risultato economico patrimoniale al primo semestre 2018 caratterizzato da importanti performance.

I risultati conseguiti corroborano la solidità della Banca ma in particolare segnano un’importante inversione di tendenza nei confronti dell’attività, caratteristica che contribuisce in modo positivo alla capacità di produrre reddito e sostenere le iniziative dei propri territori pur in un contesto economico ancora critico.

il direttore generale Marco Moreschi al centro, tra il presidente della Bcc Civitanova Sandro Palombini e il vicepresidente Marco Bindelli.

«Sottolineo con soddisfazione i risultati ottenuti dalla nostra Banca e dal nostro nuovo direttore generale, Marco Moreschi – evidenzia il presidente Sandro Palombiniinseriti in un quadro di deciso sviluppo della Banca dopo le recentissime aperture delle tre nuove filiali di Castelfidardo, Osimo e Loreto, ed il deposito in Banca d’Italia del progetto industriale di fusione con la Bcc di Suasa che proietta concretamente la Bcc di Civitanova verso la costruzione di una realtà regionale».

A tal proposito, prossimo cruciale appuntamento quello dell’Assemblea straordinaria d’autunno in cui la compagine sociale sarà chiamata ad esprimersi sul progetto aggregativo e sulla scelta del nuovo nome coerente con il percorso intrapreso.

I risultati patrimoniali al 30 giugno 2018

«Al 30 giugno – illustra i dati il dg Marco Moreschi, al vertice della Bcc di Civitanova dal luglio dello scorso anno – il totale dei mezzi amministrati ammonta a 654 milioni di euro in crescita del 2,4% caratterizzati da una raccolta diretta stabile e una indiretta in crescita dell’8,5%; forte la crescita della voce risparmio gestito per un +20%.

Gli impieghi, pari a 297 milioni di euro, crescono del 4,1% con la parte a breve che si caratterizza per la prima volta per una crescita del 13,3%. I numeri segnano pertanto una crescita armonica di tutte le componenti legate all’attività caratteristica.

Si richiama come l’elevata incertezza sulle prospettive di ripresa hanno indotto la Banca ad adottare una politica estremamente rigorosa nella valutazione dei crediti deteriorati. Al 30 giugno 2018 la percentuale di copertura di tutto il credito deteriorato è del 65%; a tal proposito si evidenzia come dopo il perfezionamento della cessione di un importante stock di sofferenze nello scorso mese di luglio la Banca abbia raggiunto una percentuale di credito deteriorato sul totale degli impieghi vicino al 10%, in linea con i migliori standard di riferimento del sistema bancario nazionale.

Il rapporto tra impieghi e raccolta è pari al 70%.

Civitanova M. La sede della Bcc in Viale Matteotti

I risultati economici al 30 giugno 2018

Il margine d’interesse da attività caratteristica segna un andamento in crescita dell’11% ed, unitamente ad una crescita del 5% dei ricavi da servizi, oltre a confermare un quadro di assoluta positività evidenzia la volontà della Banca di porsi come interlocutore di riferimento dei propri territori.

Il margine d’intermediazione pari a 10,8 mln è in crescita del 14% così come il risultato netto della gestione finanziaria è in crescita dell’11%.

In flessione le spese amministrative grazie all’importante lavoro di revisione di tutti i centri di costo che porta ad una contrazione delle spese ordinarie del 3,3%; in flessione anche le spese per il personale del 7% quale risultato del recente efficientamento della struttura organizzativa e del nuovo modello distributivo.

L’utile dell’operatività corrente al lordo delle imposte ammonta a 3,4 milioni di euro.

L’utile netto si attesta a 2,8 milioni di euro».

 

di Nico Coppari 


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Primarie del centrosinistra ad Ancona

Lo scontro politico per scegliere il candidato sindaco è fra Ida Simonella e Carlo Maria Pesaresi


Camerano, 23 novembre 2022 – A solleticare questo paneburro&marmellata – ultimamente non è semplice trovare argomenti stimolanti – è stato un lungo post su Facebook di Ezio Gabrielli pubblicato qualche giorno fa e intitolato “Si torna a respirare!”. Consiglio di leggerlo. Argomento: le primarie del centrosinistra ad Ancona per scegliere il candidato sindaco alle Amministrative del 2023.

Due sono i candidati: Ida Simonella, appoggiata apertamente e senza tanti fronzoli dal sindaco uscente Valeria Mancinelli, e Carlo Maria Pesaresi. Quest’ultimo, nelle grazie di Ezio Gabrielli: lo ammette con forza nel suo post di cui, tra l’altro, condivido quasi in toto l’analisi.

Sono 17 i seggi scelti per le primarie sparsi in città, ai quali domenica 27 novembre potranno accedere dalle ore 8.00 alle 20.00 (tranne i seggi 9 e 12 aperti dalle 8.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 20.00), tutti gli anconetani dai 16 anni in su, previo un minimo contributo in denaro che pare essere volontario.

La feroce critica di Gabrielli al doppio mandato consumato dalla Mancinelli, la condivido. Non conosco personalmente lui, o i due candidati in lizza, o la Sindaca uscente, per cui posso dire la mia senza vincoli di sorta.

«L’impegno di Carlo Pesaresi di questi giorni ha imposto a tutto il centrosinistra, comprese le parti più recalcitranti e settarie, di rimettersi in moto rianimando un sistema linfatico di relazione che l’approccio Mancinelliano della delega in bianco – ed è questa la critica più feroce che deve essere rivolta a quel gruppo dirigente – aveva inaridito», scrive Gabrielli. E ancora: «Il centrosinistra ha realmente creduto che si potesse presidiare un territorio con l’idea dell’uomo/donna forte a cui delegare le scelte… e lo scorso settembre ci siamo, anche nella nostra città, ritrovati con un corpo rattrappito (incapace financo di fare una iniziativa elettorale con tutti i candidati alla Camera, Senato e Primarie), bloccato dall’anoressia di confronto e di idee e così, ritrovarci con una manciata di voti di distanza dal centrodestra».

«Abbiamo governato bene – continua Gabrielli – ma abbiamo manifestato limiti; nelle dinamiche complesse (esempio fra tutte la costruzione dell’azienda unica provinciale dei rifiuti, obbiettivo principale che era stato dato alla Mancinelli sette anni fa), la politica della delega e della semplificazione arrogante non ha funzionato; un tempo siamo stati un capoluogo di regione ma abbiamo perso, in favore di una visione “paesana”, la capacità di esercitare quel ruolo».

Su “abbiamo governato bene” caro Gabrielli, dissento. L’Ancona di oggi non è migliore di quella presa in mano dalla Mancinelli dieci anni fa. Ancona capoluogo di regione, oggi, è una bestemmia. Basta fare un giro a Fano, Pesaro Urbino, Civitanova o Ascoli per capire e toccare con mano quanta vita sociale ed economica in più ci sia in quelle realtà rispetto alla dorica. Invito i lettori ad esprimersi su questo concetto.

In ultimo, al di là delle manovre di partito e degli eventuali interessi in gioco, personalmente m’interessa poco chi sarà il candidato Sindaco di Ancona del centrosinistra. Che sia Simonella o che sia Pesaresi – dalle voci di corridoio, il vincitore delle primarie del centrosinistra si dovrà misurare con il candidato di centrodestra Daniele Silvetti, attuale presidente dell’Ente Parco del Conero, ma non c’è nulla di ufficiale – quel che davvero m’interessa, e credo sia così anche per la gran parte degli anconetani, è che il nuovo Sindaco di Ancona abbia le capacità necessarie, e la giusta visione, per riportare Ancona al centro della regione Marche sul piano politico, geografico, sociale, industriale, culturale e turistico. Un gran lavoro, non lo nego, ma è un lavoro che va fatto se Ancona vuole restare a pieno titolo capoluogo di regione.

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