Ancona – Bilancio 2017 in attivo per le principali partecipate

Il sindaco Valeria Mancinelli: “abbiamo lavorato nell’interesse dei cittadini”

Ancona – A detta del sindaco Valeria Mancinelli il bilancio è in attivo per le principali società partecipate del Comune di Ancona. Multiservizi, Anconambiente, Conerobus, Marche Teatro, Mobilità&Parcheggi, Ancona Entrate non hanno registrato perdite nel 2017.

A differenza di qualche anno fa, quando la Giunta Mancinelli appena insediata si era trovata a fare i conti con situazioni in alcuni casi  particolarmente pesanti, oggi le aziende che offrono ai cittadini servizi di interesse pubblico pare godano tutte di buona salute e stanno chiudendo i bilanci 2017 in utile.

Un risultato frutto di un intenso lavoro svolto nei primi cinque anni di mandato  dell’Amministrazione che, attraverso un lungo e faticoso percorso di risanamento, è riuscita a portare le principali partecipate in attivo.

Valeria Mancinelli sindaco di Ancona

«Abbiamo ridotto gli sprechi – spiega il sindaco –  ed eliminato i costi inutili, senza licenziare nessuno ed anzi, a volte, incrementando la spesa per i servizi erogati. Tutto questo è stato possibile mettendo nei consigli di amministrazione e ai vertici delle aziende persone capaci, di comprovata esperienza, senza rispondere a logiche di spartizione delle poltrone che non ci sono mai appartenute».

Le performance positive del 2017, se verranno confermate alla chiusura definitiva dei bilanci, rappresentano il presupposto per intraprendere azioni di miglioramento, potenziare i servizi ai cittadini e raccogliere le sfide future.

«C’è ancora molto da fare – sottolinea la prima cittadina – Il risanamento di un’azienda non può essere fine a se stesso. Deve tenere conto dello scenario che cambia, ma guardare al futuro non sarebbe possibile con una gestione disastrata delle finanze aziendali. Di questo sono soddisfatta. Quello che si predica a livello nazionale, su una sana gestione delle partecipate, noi lo abbiamo messo in atto, praticato con fatica e con il lavoro di ogni giorno nell’interesse dei cittadini».

 

redazionale

 


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Femminicidio e violenza di genere

104 le vittime in Italia nel 2022. Quattro nelle Marche


Camerano, 2 dicembre 2022 – “Il Rapporto annuale sulla violenza di genere rappresenta uno strumento necessario dal quale partire per affrontare un fenomeno sempre più complesso. I numeri sono il primo strumento per comprendere la portata di un fenomeno che, purtroppo, non accenna a rallentare”. Lo ha detto il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli sottolineando la valenza del Report annuale sulla violenza di genere nelle Marche per il 2021

Sono 104 le vittime in Italia nel 2022. Numeri spaventosi di vite spezzate, che coinvolgono anche il presente e il futuro di centinaia di minori. In due anni, si contano infatti 169 orfani per femminicidio, un terzo dei quali rimasto orfano anche del padre“, ha evidenziato Acquaroli.

(foto: Ikon Images / AGF – Copyright: Gary Waters)

Un fenomeno, quello della violenza di genere, che non accenna a rallentare e che si manifesta sotto moltissime forme, di cui l’omicidio resta la più ingiustificabile e orrenda punta dell’iceberg: violenza fisica, violenza psicologica, violenza sessuale, violenza economica, molestie e stalking, revenge porn, fino ad arrivare alle violenze legate a tratta e sfruttamento, stupro di guerra, mutilazioni.

Nel 2021, nelle Marche, si sono rivolte ai Centri Anti-Violenza 663 utenti (il 91% delle quali risulta essere un nuovo accesso). Ben 180 in più dell’anno precedente. Nel 2020 erano 483. Nel 2019 erano 471. Sono quattro le vittime che nelle Marche hanno perso efferatamente la vita nel corso del 2022.

Al di là dei numeri, comunque e sempre inaccettabili, che registrano un malessere in certi maschietti fatto di mancanza di rispetto, incapacità nell’accettare i ruoli, limiti culturali profondi e, in qualche caso, addirittura disprezzo per l’altro, sul fronte dei femminicidi resta ancora parecchia strada da percorrere: da parte delle istituzioni, delle forze dell’ordine, delle associazioni di categoria, della scuola.

Non è semplice, e non è detto che si arrivi davvero ad eliminare il problema. Troppo diffuso il fenomeno, troppo complicati certi rapporti interpersonali, troppo poche le forze dell’ordine messe in campo per affrontarlo. Questo però non significa che non si debba fare di tutto e di più per limitarlo quanto più possibile.

Ai maschietti, a certi maschietti, dico che se ne devono fare una ragione: una donna, la tua donna, non è una tua proprietà. Non puoi essere tu a scegliere – a pretendere – quel che deve fare, quello che può dire, come si deve vestire, chi frequentare, come vivere. Ma, peggio ancora, non puoi pretendere – pena l’eliminazione – che debba amare sempre e solo te. Tu maschietto, devi sapertelo guadagnare il rispetto e l’amore di una donna (vale per entrambi), e c’è un solo modo a tua disposizione per non riuscirci mai e fallire: dare per scontato che tu sei Dio. Mentre, in realtà, sei solo un piccolo uomo incapace di relazionarti con le sconfitte che la vita ti pone di fronte continuamente.

Chiudo con le parole pronunciate a Fano il 25 novembre scorso da Ignazio La Russa, attuale presidente del Senato: “Per arginare questo fenomeno serve un atto culturale. La società veramente pretende che il rispetto di una donna non abbia eccezioni. Un reato commesso nei confronti di una donna, perché ella è una donna, è un abominio nel senso vero del termine. Non bisogna offrire alibi, non bisogna mai offrire vie di fuga. Quando si uccide una donna, bisogna dire è stata uccisa senza ragione una donna, cominciamo a dire questo e avremo fatto un passo avanti”.

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