Al via l’aggregazione tra Bcc Civitanova e Banca di Suasa

Cambia radicalmente la mappa del Credito marchigiano: nascerà la più grande Bcc regionale. Accordo tra i due Cda. Presto il protocollo d’intesa

Civitanova Marche – Storica doppia seduta del Consiglio di Amministrazione della Bcc di Civitanova Marche e Montecosaro e di quello della Banca di Suasa, Istituto di credito cooperativo con sede a San Michele al Fiume, frazione di Mondavio, provincia di Pesaro Urbino.

I due organi collegiali hanno infatti deliberato di avviare il progetto di aggregazione che, in tempi rapidi, porterà alla fusione tra l’Istituto di viale Matteotti e quello pesarese che, con le sue nove filiali, copre anche il territorio fanese e quello dell’alto anconetano, Senigallia compresa.

«È il secondo fondamentale passo – dice il presidente civitanovese Sandro Palombinidopo l’apertura della sede distaccata di Castelfidardo e delle due Filiali di Loreto e Osimo di qualche settimana fa, per la creazione della Bcc più grande delle Marche. La Banca che nascerà da questa fusione – continua Palombini – sarà la più estesa dal punto di vista della copertura territoriale, operativa in quattro provincie su cinque: Macerata, Fermo, Ancona e Pesaro Urbino, e con il maggior numero di soci – a regime, infatti, toccherà quota diecimila il totale della compagine sociale – che sono la vera linfa vitale del Credito Cooperativo».

In primo piano da sinistra: i due presidenti Sandro Palombini (Civitanova) e Maurizio Minucci (Suasa); dietro, i due dg Marco Moreschi (Civitanova) e Giorgio Tonelli (Suasa) e l’Amministratore Delegato della Bcc di Civitanova Marco Bindelli.

Sullo spirito cooperativo punta molto anche il presidente della Banca Suasa, Maurizio Minucci: «Daremo vita ad una realtà del Credito cooperativo unica sia a livello regionale che nazionale. Sempre fermamente ancorati ai valori della cooperazione, della solidarietà e del mutualismo che Suasa ha saputo esprimere anche attraverso la costituzione della Cassa Mutua, l’ente associativo per il benessere di soci e clienti».

Al doppio accordo deliberato dai due Cda seguirà l’immediato avvio di tutti gli atti propedeutici al progetto di aggregazione e, a breve, un protocollo d’intesa che definirà bene i dettagli della fusione e le tappe della road map.

Il tutto avverrà sotto l’egida di Cassa Centrale Banca che, va ricordato, lo scorso 19 aprile ha presentato a Banca d’Italia l’istanza per diventare la Capogruppo del costituendo Gruppo Bancario Cooperativo cui sia Civitanova che Suasa hanno convintamente aderito.

La fusione delle due Banche modificherà radicalmente la mappa marchigiana del credito con un nuovo player che opererà su un territorio molto vasto.

E i dati aggregati di quella che sarà la nuova Banca fotografano un Istituto di credito che mostra i muscoli nel perimetro Marche: sarà di oltre due miliardi di euro il montante per oltre un miliardo di euro di mezzi amministrati. Le filiali saranno venticinque distribuite in quattro provincie; i dipendenti 160, mentre i soci, come detto, saranno circa 10 mila.

L’epocale cambio di marcia per la BCC di Civitanova Marche e Montecosaro verrà accompagnato anche da una modifica (già affidata a una società specializzata nel settore) del logo e della denominazione per inglobare nel brand che verrà anche i nuovi territori di competenza.

In conclusione, un progetto che avrà tempi brevi di realizzazione nel rispetto dei termini di legge.

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Marchigiani: rabbia, orgoglio e dignità

Un onore appartenere a questo popolo un po’ dorico un po’ piceno


Camerano, 21 settembre 2022 – Non voglio star qui a commentare ciò che è successo nella notte fra giovedì 15 e venerdì 16 settembre 2022 nelle Marche. Né i morti di Ostra, i disastri a Sassoferrato, Pianello, Corinaldo, Cantiano, Senigallia, per citarne solo alcuni. O la reiterata piena del Misa, le responsabilità di chi doveva fare e non ha fatto. O i dispersi… Se ne è parlato e se ne sta parlando, forse anche troppo, su tutti i media social compresi.

No, non commento, sperando, finalmente, che le responsabilità di chi poteva arginare i danni e se n’è fregato saltino fuori e i colpevoli vengano puniti. Magra consolazione però di fronte ai morti, dispersi, feriti o ai rimasti senza un’abitazione.

Di fronte ad un’alluvione con conseguenze così drammatiche come quest’ultima, aspettando che la Magistratura e la Giustizia facciano il loro corso, vorrei sottolineare invece la reazione dei marchigiani. Rabbia sì, tanta, tantissima, perché gran parte dei disastri si sarebbero potuti evitare visti i precedenti del 2014. Ma anche tanto orgoglio e dignità.

Senza tante chiacchiere, senza aspettare inermi gli aiuti che comunque sono arrivati anche da mezza Italia, i marchigiani colpiti dal disastro si sono da subito rimboccati le maniche e, indossati gli stivali e agguantate le pale e le scope, si sono messi immediatamente all’opera per spalare via dal fango strade, garage, cantine e abitazioni allagate.

Mentre Vigili del fuoco, Protezione civile e volontari cercavano i morti e i dispersi, tanti giovani studenti, operai, commercianti, imprenditori e liberi professionisti, uniti dallo stesso intento e tutti insieme, si sono riversati per strada cercando di salvare il salvabile. Con orgoglio e dignità. L’orgoglio e la dignità di un antico popolo di mare avvezzo a fare da sé di fronte agli accidenti della vita. Perché i marchigiani sanno da sempre come si fa a rialzare la testa, con tigna e la forza delle proprie braccia.

Ma c’è anche di più, e questo solo i marchigiani lo possono capire. Vedere gruppi di tifosi dell’Ascoli e dell’Ancona – acerrimi nemici quando si tratta di calcio giocato – lavorare fianco a fianco a Senigallia e Borgo Bicchia pale in mano, sporchi di fango e stremati dalla fatica, dà la vera misura di cosa significhi la solidarietà, l’orgoglio e la dignità di questo popolo un po’ dorico e un po’ piceno (foto, Curva Nord Ancona).

Scene particolari che ad un vecchio cronista di provincia come me fanno sentire fino in fondo, e con sincero orgoglio, il senso d’appartenenza a questa gente. Se questi sono i marchigiani, è un onore per me essere nato in questa regione. Grazie a tutti quelli che in un modo o nell’altro hanno lavorato per far rialzare la testa alle mie Marche!

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