Bilancio preventivo 2020, approvazione entro il 31 dicembre

Le linee guida e le tracce del bilancio partecipativo spiegate dall’assessore Foria

Castelfidardo, 15 novembre 2019 – Approvazione della manovra di bilancio in Consiglio nel mese di dicembre, entro la scadenza naturale di fine anno, in modo tale da iniziare il prossimo esercizio nella pienezza della gestione e della disponibilità economica, seguendo il virtuoso esempio che sta caratterizzando per il terzo anno consecutivo l’Amministrazione fidardense.

Il percorso che porta alla redazione del principale strumento finanziario di programmazione è partito da lontano, seguendo la formula della democrazia diretta per condividere con la popolazione e i vari organismi di rappresentanza, comitati di quartiere, sindacati e associazioni, le scelte che incidono nel quotidiano.

Chiare le linee guida. “Si lavora incessantemente per evitare ogni aumento della tassazione e per mantenere alto e garantire tutti gli stanziamenti per il sociale, la sicurezza e il mondo della scuola – spiega l’assessore Sergio Foria, che si sta adoperando anche per “rimodulare e implementare gli investimenti per le manutenzioni ordinarie e straordinarie (sfalci, parchi e giardini, scuole, ecc.) con una più attenta attività di programmazione degli interventi”.

Castelfidardo – L’assessore al Bilancio Sergio Foria

E poi ancora: “ Verrà pienamente reintegrato tutto il personale comunale, ridottosi a causa dei pensionamenti, al fine di assicurare il mantenimento di tutti i servizi e in particolare implementando di una unità il personale al settore lavori pubblici. Per quanto riguarda il Cimitero – continua Foria – con l’Amministratore della Società Partecipata Pluriservizi si stanno completamente riorganizzando le attività, compresa la manutenzione ordinaria e straordinaria del cimitero stesso”.

Nella fase propedeutica del bilancio partecipativo che ha riunito un gruppo di cittadini con la tecnica dell’open space technology, sono in effetti emerse idee ed istanze volte al completamento di alcune opere e al sostegno dell’attività dei quartieri. Una delle proposte avanzate riguarda l’integrazione in zona Figuretta, nella zona attigua al   campetto di basket in corso di costruzione, di una casetta ecologica in legno attrezzata con bagni e spogliatoi al servizio di tutti gli abitanti. Un ambiente che potrebbe essere destinato anche ad ospitare una nuova sede del comitato di quartiere.

La seconda progettazione verte invece sulla richiesta di aiuti di natura economica. o di fornitura di attrezzature, per l’organizzazione di feste, sagre ed eventi di quartiere, bruscamente ridotti negli ultimi tempi soprattutto a causa delle nuove stringenti normative in tema di sicurezza. Il gruppo di lavoro, ha concretamente suggerito l’acquisto di una cucina mobile, di una serie di gazebo di diverse misure e di un nuovo palco a norma, da mettere a disposizione dei quartieri in base ad un regolamento di utilizzo e custodia.

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Scarpe e panchine rosse per colpa di anime nere

Giornata internazionale contro la violenza sulle donne


Camerano, 25 novembre 2021 – Si celebra oggi, in tutto il mondo civile, la giornata internazionale contro la violenza sulle donne, data simbolo scelta perché in questo giorno del 1960 a Santo Domingo tre sorelle – Patria, Minerva, Maria Teresa Mirabal – vennero uccise e gettate in un burrone dagli agenti del dittatore Rafael Leonidas Trujillo. Data ripresa il 25 novembre 1981 quando si organizzò il primo Incontro Internazionale Femminista delle donne latinoamericane e caraibiche, e da quel giorno divenne data simbolo. Istituzionalizzata definitivamente dall’Onu nel 1999.

Sono dunque quarant’anni esatti che il mondo, prendendo a simbolo una data, ha ufficializzato e condannato la brutalità dell’uomo, del maschio, nei confronti delle donne. Una violenza fatta di soprusi, ricatti continui, botte spesso sfociate in delitti, che per la verità esiste da sempre ad ogni latitudine e si perde nella notte dei tempi.

Nel mondo la violenza contro le donne interessa una donna su tre.

In Italia i dati ISTAT mostrano che il 31,5% delle donne ha subìto nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale. Le forme più gravi di violenza sono esercitate da partner, parenti o amici. Gli stupri sono stati commessi nel 62,7% dei casi da partner.

In Italia, circa ogni tre giorni una donna viene uccisa in quello che viene definito il fenomeno dei femmicidi. Secondo il Rapporto Istat 2018 sulle vittime di omicidi pubblicato dal Ministero degli Interni, il 54,9% degli omicidi di donne sono commessi da un partner o ex partner, il 24,8% da parenti, nell’1,5% dei casi da un’altra persona che la vittima conosceva (amici, colleghi, ecc.)

Oggi in tutta Italia, ogni Comune, Provincia, Regione, Associazione di categoria, denuncia il fenomeno dei femminicidi e dice no alla violenza sulle donne. Lo fa con eventi ed iniziative d’ogni sorta tutte accomunate dal colore rosso: facciate dei palazzi e monumenti illuminati di rosso, panchine colorate di rosso, scarpe rosse abbandonate sul selciato delle piazze. Un simbolo, quello delle scarpe rosse, ideato nel 2009 dall’artista messicana Elina Chauvet con l’opera Zapatos Rojas. Installazione apparsa per la prima volta davanti al consolato messicano di El Paso, in Texas, per ricordare le centinaia di donne rapite, stuprate e uccise a Ciudad Juarez.

Questo colore rosso riporta alla mente il colore del sangue versato dalle tante donne vittime di femminicidio, contrapposto al nero dell’anima dei loro stupratori, violentatori e assassini. L’anima nera di quei maschi mai cresciuti che considerano la donna una loro proprietà esclusiva, al punto da arrivare ad uccidere la propria compagna o ex, quando si rendono conto d’averla persa definitivamente. La proprietà, ovviamente, mica la donna, che è soltanto colpevole di avergli detto o dimostrato che lei non è proprietà di nessuno se non di se stessa.

Domani, spento il colore rosso, resterà il nero di quelle anime perse e una statistica da aggiornare. Si lavorerà per aiutare quelle donne e quei figli scampati alla violenza ma, soprattutto, si dovrà trovare il modo per insegnare agli stalker che una donna non è un oggetto, che una storia d’amore può finire, che un femminicidio non può affermare una supremazia che non è mai esistita se non nella loro testa. E bisogna trovarlo, quel modo, prima che la perdano del tutto la testa.

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