Imprenditori italiani e cinesi giocano a golf a Sirolo

Un’occasione per lo svolgimento di due ‘business forum’, uno su Turismo ed Export dei prodotti marchigiani, l’altro sul mondo delle Onlus

Sirolo, 31 maggio 2022 – Tutto pronto per il 1° Campionato Nazionale Etb Golf 2022. Venerdì 3 giugno, a partire dalle ore 9:00, presso il Conero Golf Club di Sirolo, le Marche diventano il palcoscenico di un grande appuntamento sportivo che richiama nella regione illustri personalità della Politica, dello Sport e dello Spettacolo.

Uno scorcio del Sirolo Golf Club (foto, Riviera del Conero)

In programma una gara di golf in cui verranno coinvolti i più importanti imprenditori della Comunità cinese e italiana provenienti da tutta la penisola. Con l’occasione si terranno due forum dedicati ad argomenti di particolare interesse per la Regione Marche. Il primo sarà dedicato al B2B, ovvero occasioni di reciproca conoscenza e opportunità per il Turismo e l’Export dei prodotti marchigiani.

Tra i presenti le Autorità della Regione, Vip dell’ambiente cinese e Presidenti di associazioni cinesi. Mission principale è quella di mettere in relazione le due realtà e le prospettive attuali e future che il territorio potrà dare.

Il secondo forum sarà invece dedicato al mondo delle Onlus, le attività che svolgono e le modalità di contatto tra loro. L’opportunità sarà anche quella di aprire una sezione dedicata alla Comunità cinese, per le persone che hanno difficoltà nella lingua italiana.

Sun Wenyu (Angelo)

Il tutto sarà intervallato da apericena dove verranno premiati i vincitori del torneo. Come sottolineato da Sun Wenyu (Angelo) e Zhou Vi, cinesi di terza generazione e promotori dell’iniziativa: «Non si tratta semplicemente di un torneo di golf, bensì di un’opportunità importante che può nascere dalle relazioni tra imprenditoria marchigiana e la Comunità cinese, promuovendo altresì il nostro territorio dal punto di vista turistico e culturale. Una regione, le Marche, tra le più belle d’Italia e con un grande potenziale ancora inespresso».

Realizzare questa iniziativa è stato possibile grazie alla direzione tecnica del torneo, nella figura del dottor Marcello Magagnini, e al professionista di organizzazione eventi Floriano Bini. Saranno presenti Stampa e Tv nazionali, e l’avvenimento sarà ripreso in diretta da Arancia Television.

 

redazionale

© riproduzione riservata


Lascia un commento

Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Meglio essere formica o essere cicala?

Riflessioni a confronto nell’evolversi della società


Camerano, 19 giugno 2022 – La favola di Esopo la conosciamo tutti, sì sì, quella della formica e della cicala. Quella dove si racconta delle formiche che passano tutta l’estate a faticare e a immagazzinare semi e provviste per l’inverno, mentre le cicale se ne fregano delle provviste e dedicano i mesi estivi a godersi il sole e a cantare da mattina a sera. Poi, quando l’estate passa e arriva il freddo dell’inverno, le formiche hanno cibo per superarlo mentre le cicale muoiono di fame.

Morale a parte (è chiaro che Esopo ci tramette la negatività dell’essere cicala), ai giorni nostri, essere formica vale ancora la pena? Voglio dire, visto l’andazzo delle cose, ha ancora senso passare una vita a spaccarsi la schiena per assicurarsi un inverno decedente e sostenibile, oppure è meglio godersela quanto più è possibile, fare ciò che si vuole e non ciò che si deve, tanto alla fine quando viene l’inverno ci sarà qualcuno che penserà anche alle cicale?

Negli ultimi sessant’anni il mondo è cambiato parecchio. Per certi versi in bene, per altri in male. Parecchio in male. I nostri genitori, negli anni ’60 del secolo scorso, hanno iniziato a fare le formiche e, dopo una vita di lavoro, rinunce e tanto sudore, in linea di principio sono riusciti ad avere una casa di proprietà e ad assicurarsi una vecchiaia senza tribolazioni. Ma quelli erano anni in cui le regole esistevano ed erano rispettate. Oggi?

Oggi, ai genitori dell’ultima generazione non basterebbero tre vite vissute nelle rinunce per riuscire a mettere al sicuro la propria vecchiaia né, tantomeno, a garantire serenità ai propri figli; e forse è anche per questo che di figli non se ne fanno più. Allora, visto come stanno le cose, che senso ha essere formica? Meglio essere cicala, se non altro me la sono goduta!

Meglio essere cicala anche perché, quando l’inverno arriva, arriva anche la Naspi, il reddito di cittadinanza, il sussidio di disoccupazione, lo sconto sulle bollette in base al proprio Isee (che più è basso e meglio è). Il lavoro? Ma che, sei matto? Chi me lo fa fare di sudare le proverbiali sette camicie quando, stando a casa in canottiera, mi danno comunque dei soldi per vivere?

Certo, mica tutti sono così… cicale, le eccezioni esistono, ma sono milioni quelli che non fanno eccezione. Quelli che (anziani indigenti a parte) oggi succhiano dal sociale tutto ciò che possono e che dicono: domani si vedrà! Eppoi, sai che domani! Le pensioni spariranno, così come tanti lavori. Magari arriva la terza guerra mondiale e… amen. Il lavoro è sempre più precario e non permette di programmare il futuro. La vita è così breve che va vissuta e non certo subìta. Meglio mille volte cicala che formica!

Eddai, ci risiamo! Eppure, basterebbe così poco. Basterebbe pagare salari equi ed onesti, con denaro che abbia un potere d’acquisto reale e solido, cosicché, dopo aver pagato l’affitto, le bollette, il cibo per la famiglia, la scuola dei propri figli, restasse ancora qualcosa per qualche capriccio. Negli anni ’60 era così, poi è arrivata la globalizzazione e la Terza Repubblica.

Ma negli anni ’60 le cicale si contavano sulle dita di una mano, e venivano additate come esempio negativo. Oggi, nel 2022, è l’esatto opposto; oggi, le cicale vengono osannate sui social. Fare sacrifici, lavorare sodo anche per poco, aspirare ad un traguardo migliore, sono modi di vivere che non ci appartengono più: che siano le formiche a fare fatica!

© riproduzione riservata


link dell'articolo