Il Parco del Conero presenta i suoi eventi dell’Estate 2022

Silvetti: “Proseguiamo con il lavoro perché sia un Parco del fare”. Torna la Festa del Parco che mancava dal 2013

Ancona, 9 giugno 2022 – Parte da Ancona l’estate degli eventi nel Parco Naturale del Conero pensati con l’obiettivo di promuovere la valorizzazione di questa area protetta e le sue molte eccellenze: ambientali, naturalistiche, storiche, culturali, paesaggistiche.

La presentazione del ricco programma di eventi è avvenuta nel corso di una conferenza stampa con la presenza di Daniele Silvetti, presidente dell’Ente Parco Naturale del Conero, il direttore Marco Zannini e Filippo Invernizzi, responsabile Ufficio Cultura.

«Puntiamo a portare il Parco del Conero all’attenzione e alla sensibilità di Ancona e dei suoi cittadini – ha detto il presidente Silvetti nella premessa – considerato che il 25% del perimetro del capoluogo di regione ricade all’interno dell’ente parco come la zona Passetto, la Falesia e le Grotte».

Il calendario delle iniziative prevede due macro-iniziative: “Il Parco del Conero al Passetto” in programma sabato 11 giugno nella zona del Passetto di Ancona che funge da evento preliminare, e “Il Festival del Parco” che inizierà giovedì 23 giugno con l’Inaugurazione del Teatro del Conero a Sirolo in Via Peschiera di fronte alla sede legale del Parco, teatro all’aperto capace di 1.000 posti e la partecipazione del giornalista e divulgatore scientifico Roberto Giacobbo. La serata è gratuita, ad ingresso libero senza prenotazione fino alla capienza di 1.000 posti.

Il conduttore televisivo Roberto Giacobbo sarà a Sirolo sabato 23 giugno

Il Festival proseguirà con vari eventi formativi, informativi, culturali nel corso delle due settimane in tutto il territorio del Parco del Conero, culminando con la “Festa del Parco” nel fine settimana venerdì 8, sabato 9, domenica 10 luglio, che mancava dal 2013.

Nel dettaglio il programma:

sabato 11 giugno alle ore 18, presentazione della nuova cartellonistica informativa del Passetto partendo dall’ascensore con la presenza anche della sindaca di Ancona Valeria Mancinelli, dell’assessore all’Ambiente Michele Polenta e del presidente dell’Ente parco Daniele Silvetti. La passeggiata condurrà i presenti ai laghetti dove si terrà un incontro formativo sull’Erpetofauna nel Parco (anfibi e rettili), con la presenza di un gazebo informativo del Parco gestito dagli studenti del IIS Savoia Benincasa.

Alle 19.30 al bar L’Ascensore del Passetto la premiazione dei vincitori del contest “Apericonero”, aperitivo realizzato dagli studenti del IIS Einstein-Nebbia di Loreto in collaborazione con gli Albergatori della Riviera del Conero, Gin del Conero, Lanari, Moroder, Sauro Strologo.

La band anconetana Via Verdi suonerà al Passetto sabato 11 giugno

La sera sarà animata, ore 21.30 Pineta del Passetto, dal concerto dei Via Verdi nel corso del quale il monumento si illuminerà di verde.

giovedì 23 giugno alle ore 21, inaugurazione del Teatro del Conero a Sirolo che apre il Festival del Conero che prevede molti eventi nelle due settimane successive culminando, come già detto, con la Festa del Parco (8-9-10 luglio), durante la quale sono previsti diversi stand gastronomici.

Il ricco programma del Festival prevede iniziative formative, presentazione di libri a tema, un ricco calendario di escursioni a cura della Cooperativa Opera che gestisce il Centro Visite del Parco del Conero, e tante occasioni di riflessione e confronto per cogliere al meglio tutta l’unicità di questa area protetta che va conosciuta per poter essere tutelata e valorizzata.

Marco Zannini

«Il programma – ha aggiunto il direttore Marco Zannini – abbraccia tutto il territorio del Parco, consente un intreccio di eventi gratuiti tra natura, cultura, biodioversità e guarda ad un target molto ampio, dai più piccoli agli adulti, dai residenti ai turisti. Nel corso della Festa del Parco presenteremo anche la nuova carta geologica e quella escursionistica».

Nel periodo considerato ci darà ampio risalto agli eventi culturali con la presentazione di alcuni libri, come quello fissato per domenica 3 luglio a cura di Luca Natali dal titolo: Siro e il mistero delle sue impronte. La scoperta sul Monte Conero delle orme di un antico rettile marino; oltre all’Open Day dell’Archeodromo, sabato 25 giugno, che consentirà d’immergersi nell’antico mondo dei Piceni vissuti in quest’area nel V secolo a.C.

Previsti anche vari momenti musicali con il concerto di Fraska sabato 9 luglio al Teatro del Conero, e le cene a base di prodotti tipici.

Filippo Invernizzi

«Per tutti i turisti e i residenti – ha concluso Filippo Invernizzi, responsabile dell’ufficio cultura – c’è davvero l’imbarazzo della scelta e la possibilità di vivere il Parco a 360 gradi, restando informati attraverso il nostro sito web: www.parcodelconero.org, i profili social ufficiali del Parco e il nostro Centro Visite, gestito dalla Cooperativa Opera per tutta l’attività di visita ed escursioni».

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Meglio essere formica o essere cicala?

Riflessioni a confronto nell’evolversi della società


Camerano, 19 giugno 2022 – La favola di Esopo la conosciamo tutti, sì sì, quella della formica e della cicala. Quella dove si racconta delle formiche che passano tutta l’estate a faticare e a immagazzinare semi e provviste per l’inverno, mentre le cicale se ne fregano delle provviste e dedicano i mesi estivi a godersi il sole e a cantare da mattina a sera. Poi, quando l’estate passa e arriva il freddo dell’inverno, le formiche hanno cibo per superarlo mentre le cicale muoiono di fame.

Morale a parte (è chiaro che Esopo ci tramette la negatività dell’essere cicala), ai giorni nostri, essere formica vale ancora la pena? Voglio dire, visto l’andazzo delle cose, ha ancora senso passare una vita a spaccarsi la schiena per assicurarsi un inverno decedente e sostenibile, oppure è meglio godersela quanto più è possibile, fare ciò che si vuole e non ciò che si deve, tanto alla fine quando viene l’inverno ci sarà qualcuno che penserà anche alle cicale?

Negli ultimi sessant’anni il mondo è cambiato parecchio. Per certi versi in bene, per altri in male. Parecchio in male. I nostri genitori, negli anni ’60 del secolo scorso, hanno iniziato a fare le formiche e, dopo una vita di lavoro, rinunce e tanto sudore, in linea di principio sono riusciti ad avere una casa di proprietà e ad assicurarsi una vecchiaia senza tribolazioni. Ma quelli erano anni in cui le regole esistevano ed erano rispettate. Oggi?

Oggi, ai genitori dell’ultima generazione non basterebbero tre vite vissute nelle rinunce per riuscire a mettere al sicuro la propria vecchiaia né, tantomeno, a garantire serenità ai propri figli; e forse è anche per questo che di figli non se ne fanno più. Allora, visto come stanno le cose, che senso ha essere formica? Meglio essere cicala, se non altro me la sono goduta!

Meglio essere cicala anche perché, quando l’inverno arriva, arriva anche la Naspi, il reddito di cittadinanza, il sussidio di disoccupazione, lo sconto sulle bollette in base al proprio Isee (che più è basso e meglio è). Il lavoro? Ma che, sei matto? Chi me lo fa fare di sudare le proverbiali sette camicie quando, stando a casa in canottiera, mi danno comunque dei soldi per vivere?

Certo, mica tutti sono così… cicale, le eccezioni esistono, ma sono milioni quelli che non fanno eccezione. Quelli che (anziani indigenti a parte) oggi succhiano dal sociale tutto ciò che possono e che dicono: domani si vedrà! Eppoi, sai che domani! Le pensioni spariranno, così come tanti lavori. Magari arriva la terza guerra mondiale e… amen. Il lavoro è sempre più precario e non permette di programmare il futuro. La vita è così breve che va vissuta e non certo subìta. Meglio mille volte cicala che formica!

Eddai, ci risiamo! Eppure, basterebbe così poco. Basterebbe pagare salari equi ed onesti, con denaro che abbia un potere d’acquisto reale e solido, cosicché, dopo aver pagato l’affitto, le bollette, il cibo per la famiglia, la scuola dei propri figli, restasse ancora qualcosa per qualche capriccio. Negli anni ’60 era così, poi è arrivata la globalizzazione e la Terza Repubblica.

Ma negli anni ’60 le cicale si contavano sulle dita di una mano, e venivano additate come esempio negativo. Oggi, nel 2022, è l’esatto opposto; oggi, le cicale vengono osannate sui social. Fare sacrifici, lavorare sodo anche per poco, aspirare ad un traguardo migliore, sono modi di vivere che non ci appartengono più: che siano le formiche a fare fatica!

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