Torna a Osimo la Nuova Coppa Pianisti

Al via da giovedì 5 dicembre la IX edizione del Festival. Musicisti dalle più prestigiose Accademie mondiali e una rassegna di concerti di altissimo livello

Osimo, 2 dicembre 2019 – Al via da giovedì 5 dicembre, per concludersi con la serata finale del 9,  la IX edizione della Nuova Coppa Pianisti a Osimo.

Il prestigioso e sempre più apprezzato festival verrà ospitato dal Teatro La Nuova Fenice, palcoscenico che unisce alla bellezza estetica una eccellente acustica. A far da regia la direzione artistica dell’ottimo concertista Maestro Gianluca Luisi,  pianista di fama internazionale e infaticabile sostenitore delle giovani e giovanissime generazioni di musicisti, alle quali offre con La Nuova Coppa Pianisti una opportunità in più di esibizione e conoscenza.

Il Maestro Gianluca Luisi

Lo spirito della manifestazione – sottolinea Luisi – non è tanto la vittoria finale quanto la possibilità di dare ai ragazzi particolarmente virtuosi una vetrina in più in un contesto di altissimo livello, affacciandosi al mondo della musica professionale”.

I premi prevedono concerti con l’Orchestra Filarmonica della Marche, l’incisione di un cd con una etichetta prestigiosa, una somma in denaro che varia per primo, secondo e terzo classificato, masterclass. Quest’anno, l’organizzazione è riuscita a coprire le spese di alloggio e pasti per diversi musicisti, uno sforzo economico sostenuto anche grazie ai numerosi sponsor sensibili alla musica e ai giovani.

Il favore nei confronti della manifestazione che richiama pianisti da tutto il mondo lo forniscono i numeri. Quest’anno 106 partecipanti nella sezione “grandi”, ovvero di età compresa fra i 16 e i 36 anni provenienti dalle più accreditate accademie musicali, Shangai, Parigi, Londra, Stati Uniti.

Come sempre la provenienza geografica dei concorrenti è varia, oltre che da Australia, Corea, Cina, Giappone, Stati Uniti e molti Paesi europei, nella edizione che si va ad aprire per la prima volta saranno ospiti di musicisti dal Cile e dall’India.

Le audizione avverranno davanti alla giuria composta da pianisti altamente qualificati, al mattino e al pomeriggio in teatro, mentre la sera sarà riservata ai concerti dei professionisti fra Teatrino Campana e Teatro La Fenice.

Ad aprire le serate il 5 dicembre, Maria Sobula; il 6 Serena Valluzzi, classificata due anni fa nella competizione osimana, e Natalia Sokolovskaya, musicista proveniente dall’Azerbaijan. Inoltre, si esibirà insieme all’Orchesta Filarmonica Marchigiana il vincitore dello scorso anno, il giapponese Takumi Inagaki in una serata dedicata a Chopin. A seguire, il pianista bulgaro Ivan Donchev.

Ultima serata di concerti il 9 dicembre, in programma Bach con I Solisti Filarmonici Italiani, il meglio dei musicisti in Italia, accompagnati da pianisti di eccellenza tra cui lo stesso Luisi, con la direzione di Bjorn O. Wiede.

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Scarpe e panchine rosse per colpa di anime nere

Giornata internazionale contro la violenza sulle donne


Camerano, 25 novembre 2021 – Si celebra oggi, in tutto il mondo civile, la giornata internazionale contro la violenza sulle donne, data simbolo scelta perché in questo giorno del 1960 a Santo Domingo tre sorelle – Patria, Minerva, Maria Teresa Mirabal – vennero uccise e gettate in un burrone dagli agenti del dittatore Rafael Leonidas Trujillo. Data ripresa il 25 novembre 1981 quando si organizzò il primo Incontro Internazionale Femminista delle donne latinoamericane e caraibiche, e da quel giorno divenne data simbolo. Istituzionalizzata definitivamente dall’Onu nel 1999.

Sono dunque quarant’anni esatti che il mondo, prendendo a simbolo una data, ha ufficializzato e condannato la brutalità dell’uomo, del maschio, nei confronti delle donne. Una violenza fatta di soprusi, ricatti continui, botte spesso sfociate in delitti, che per la verità esiste da sempre ad ogni latitudine e si perde nella notte dei tempi.

Nel mondo la violenza contro le donne interessa una donna su tre.

In Italia i dati ISTAT mostrano che il 31,5% delle donne ha subìto nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale. Le forme più gravi di violenza sono esercitate da partner, parenti o amici. Gli stupri sono stati commessi nel 62,7% dei casi da partner.

In Italia, circa ogni tre giorni una donna viene uccisa in quello che viene definito il fenomeno dei femmicidi. Secondo il Rapporto Istat 2018 sulle vittime di omicidi pubblicato dal Ministero degli Interni, il 54,9% degli omicidi di donne sono commessi da un partner o ex partner, il 24,8% da parenti, nell’1,5% dei casi da un’altra persona che la vittima conosceva (amici, colleghi, ecc.)

Oggi in tutta Italia, ogni Comune, Provincia, Regione, Associazione di categoria, denuncia il fenomeno dei femminicidi e dice no alla violenza sulle donne. Lo fa con eventi ed iniziative d’ogni sorta tutte accomunate dal colore rosso: facciate dei palazzi e monumenti illuminati di rosso, panchine colorate di rosso, scarpe rosse abbandonate sul selciato delle piazze. Un simbolo, quello delle scarpe rosse, ideato nel 2009 dall’artista messicana Elina Chauvet con l’opera Zapatos Rojas. Installazione apparsa per la prima volta davanti al consolato messicano di El Paso, in Texas, per ricordare le centinaia di donne rapite, stuprate e uccise a Ciudad Juarez.

Questo colore rosso riporta alla mente il colore del sangue versato dalle tante donne vittime di femminicidio, contrapposto al nero dell’anima dei loro stupratori, violentatori e assassini. L’anima nera di quei maschi mai cresciuti che considerano la donna una loro proprietà esclusiva, al punto da arrivare ad uccidere la propria compagna o ex, quando si rendono conto d’averla persa definitivamente. La proprietà, ovviamente, mica la donna, che è soltanto colpevole di avergli detto o dimostrato che lei non è proprietà di nessuno se non di se stessa.

Domani, spento il colore rosso, resterà il nero di quelle anime perse e una statistica da aggiornare. Si lavorerà per aiutare quelle donne e quei figli scampati alla violenza ma, soprattutto, si dovrà trovare il modo per insegnare agli stalker che una donna non è un oggetto, che una storia d’amore può finire, che un femminicidio non può affermare una supremazia che non è mai esistita se non nella loro testa. E bisogna trovarlo, quel modo, prima che la perdano del tutto la testa.

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