“Spazi e Sapori” doppio appuntamento ad Osimo l’1 e il 10 settembre

La collaborazione con i privati aprirà le porte ai visitatori di alcuni palazzi storici

Osimo – Una manifestazione concepita con l’obiettivo di coniugare insieme l’arte, l’artigianato, le bellezze architettoniche dei centri storici, la musica e l’enogastronomia. I dettagli delle due date che coinvolgeranno il centro storico osimano sono stati affrontati questa mattina in una conferenza stampa presso la Sala Vivarini del Comune.

Osimo – La presentazione in Comune dell’iniziativa “Spazio e Sapori”

Presenti il sindaco Pugnaloni, la Giunta, il presidente di Confartigianato Ancona Pesaro Urbino Graziano Sabbatini, il responsabile di area Paolo Picchio e lo staff di architetti che hanno prestato le loro competenze a supporto della manifestazione.

«Un’iniziativa lodevole – ha dichiarato il sindaco Pugnaloni – con il merito di saper valorizzare i tesori nascosti della città a beneficio della comunità e dei turisti».

«Questa iniziativa – ha esordito il presidente di Confartigianato Graziano Sabbatini – si inserisce in un progetto organico che stiamo portando avanti da anni volto alla valorizzazione dei centri storici e delle sue attività».

Osimo – Monica di Vincenzo, il sindaco Pugnaloni, Graziano Sabbatini

La manifestazione prenderà il via venerdì 1 settembre alle ore 19, alla presenza delle autorità locali, presso il palazzo municipale di Osimo. In via del tutto eccezionale, grazie alla collaborazione dei privati, sarà possibile visitare Palazzo Simonetti, Palazzo Gallo (sala del Pomarancio), l’appartamento di Via Baleani, Palazzo Riccioni e Palazzo Gallo-Carradori, dove si terrà la mostra personale di ceramiche a cura di Paola Grizi Grotte.

Dalle 19.30 in poi, a partire dall’esibizione del duo Veronica Key e Joe Marchetti agli Orti Fiorenzi, si susseguiranno performance musicali in ogni angolo del centro storico, in collaborazione con La Nuova Coppa Pianisti di Osimo, in corso dal 31 agosto al 4 settembre.  Per l’occasione tutti i bar e ristoranti offriranno un menu speciale con peculiarità enogastronomiche locali e non, ad un prezzo vantaggioso.

Nell’arco della conferenza stampa Pugnaloni ha rivolto un sentito ringraziamento agli architetti Monica di Vincenzo, Manuela Francesca Panini, Annalisa Appolloni e Anna Paola Martini per il grande impegno nella realizzazione del progetto “Spazi e Sapori”.

 

redazionale


Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Quel tocco di rossetto che spaventò l’Italia

77 anni fa le donne conquistavano il diritto al voto


Camerano, 01 febbraio 2023 – In questo mese, 77 anni fa, esattamente il 23 febbraio 1946, la Consulta Nazionale approvava il decreto legislativo che dava alle donne, per la prima volta in Italia, il diritto di votare e quello di essere elette. Diritto che le stesse poterono esercitare, sempre nel 1946, quando vennero chiamate al voto alle prime elezioni amministrative del dopoguerra.

Non si pensi che raggiungere questo diritto sia stato facile per le donne, la loro battaglia per il diritto al voto (suffragio universale), risale addirittura al 1861, l’anno dell’Unità d’Italia. E una volta acquisito, quel diritto, non è che la società tutta l’accolse con favore: occorreva un cambio di mentalità che s’era radicato negli uomini per centinaia d’anni.

Basti ricordare, come segno della disabitudine al voto femminile, quel che pubblicò il Corriere della Sera nell’edizione del 2 giugno 1946 commentando la partecipazione delle donne all’elezione dei deputati dell’Assemblea costituente e del Referendum istituzionale Monarchia-Repubblica, nell’articolo intitolato “Senza rossetto nella cabina elettorale” con il quale invitava le donne a presentarsi presso il seggio senza rossetto sulle labbra.

La motivazione era spiegata così: “Siccome la scheda deve essere incollata e non deve avere alcun segno di riconoscimento, le donne nell’umettare con le labbra il lembo da incollare potrebbero, senza volerlo, lasciarvi un po’ di rossetto e in questo caso rendere nullo il loro voto. Dunque, il rossetto lo si porti con sé, per ravvivare le labbra fuori dal seggio“.

Sì, oggi tutto ciò suona parecchio stonato anche perché, come facevi a capire a chi apparteneva quella macchia di rossetto? O che il colore del pigmento si poteva associare a questo o a quello schieramento? Oggi le schede elettorali per fortuna si piegano.

Sono passati 77 anni dal raggiungimento del diritto di voto per le donne. Molte, nel corso degli anni, sono state elette in Parlamento nelle due Camere, poche, pochissime, assise nella poltrona del presidente di questo o quel ramo, sfondando quel “tetto di cristallo” appannaggio riservato agli uomini per tanto, troppo tempo.

Ricordando l’attuale presidente del Consiglio Giorgia Meloni, la prima donna in questo ruolo nella storia d’Italia capace di sfondare quel tetto – e che le ha citate nel suo discorso d’insediamento, vorrei ricordarne alcune di queste eroine: Rosalie Montmasson, testarda al punto da partire con i Mille che fecero l’Italia; Alfonsina Strada, prima donna a competere nel ciclismo in gare maschili.

Eroine nella Cultura come Maria Montessori o Grazia Deledda premio Nobel per la Letteratura. Eroine nella Politica dei giorni nostri: Tina Anselmi, Nilde Jotti, Rita Levi Montalcini; e ancora, Oriana Fallaci enorme firma del giornalismo, Samantha Cristoforetti astronauta.

Chissà cosa sarebbe successo all’Italia e alle italiane se, 77 anni fa, quel diritto al voto fosse stato loro negato. Non credo granché, dal momento che do per scontato che comunque a quel diritto sarebbero arrivate. Semplicemente perché era scritto nelle stelle, e solo l’ottusità, il maschilismo e la paura della perdita di potere dell’uomo, l’ha ritardato nell’evoluzione sociale italiana.

Di una cosa però sono convinto: laddove le donne hanno primeggiato, sfondando quel tetto di cristallo, il mondo che hanno governato e le società che hanno gestito sono migliorate parecchio, colorandosi di quel tocco di rosso tanto vituperato nel 1946: un tocco di rossetto!

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