Rievocazione in costume “Osimo Rivivi ‘700”

Balli, musica e spettacoli lungo la Via Maggiore; gioco della palla al bracciale, corteo storico e sbandieratori. Con un occhio di riguardo a Santa Tecla

Osimo – Anche in questa terza edizione in programma per sabato 26 agosto lo stendardo dedicato alla Santa verrà infatti consegnato nelle mani del Vescovo Orazio Filippo Spada e del parroco pro tempore del Duomo, Don Roberto. Prenderà così avvio la rievocazione in costume settecentesco che riporterà indietro Osimo al 1723. Nuovi spettacoli e nuove collaborazioni renderanno questa edizione più coinvolgente per il pubblico: la famiglia dell’ente organizzatore si è notevolmente allargata così come l’interesse attorno a questa rievocazione e ciò comporterà nuovi allestimenti scenografici e maggiore animazione per il corso.

Osimo – Un momento della rievocazione storica della scorsa edizione (foto Bruno Severini)

La manifestazione avrà inizio, come di consuetudine, con il corteo storico che sfilerà da piazza Dante sino al sagrato del Duomo dove appunto avverrà la consegna dello stendardo destinato a S. Tecla, seguendo l’originale cerimoniale scritto dal comandante pontificio Francesco Guarnieri. Alla cerimonia assisteranno nobili, il gonfaloniere, artigiani e popolani con in testa il “capitano d’infanteria”.

Dopo il corteo per assaporare appieno il vero gusto del Settecento sarà possibile trovare ristoro presso la Locanda del Cicisbeo o La Tavernetta del corso. La locanda sarà allestita presso il chiostro del Convento S. Giuseppe da Copertino e potrete degustare le ricette originali proposte da Antonio Nebbia “il cuoco maceratese” e dal fanese Canonaco Loddi nei loro ricettari dell’epoca.

La città si vestirà poi a festa: accompagnati dai balli e canti delle popolane saranno allestiti numerosi spettacoli negli angoli più caratteristici lungo la Via Maggiore. Nell’atrio del palazzo comunale, quello che nel 1757 fu designato come probabile prima sede del teatro cittadino, sulle note di Riccardo Lorenzetti al clavicembalo, Matilde Oppizzi alla tiorba, Marcello Trinchero alla tromba barocca e la piacevolissima voce di Rosa Sorice lasciatevi travolgere dall’atmosfera delle arie più celebri del settecento con “di tromba guerriera!“, un concerto unico per ambientazione e esecuzione.

Osimo – Il corteo storico (foto Bruno Severini)

Due squadre di tre giocatori ciascuna scenderanno nell’originale arena dove si sfidavano i nostri avi fin dal Medioevo nel gioco della palla al bracciale, ovvero Piazza Dante. La dimostrazione di questo antico sport declamato anche da Giacomo Leopardi nella celebre ode “a un vincitore nel pallone” sarà curata dall’Ente disfida Palla al bracciale di Treia.

Accompagnati dai tamburi di Treia fatevi condurre fino alla locanda della bella Cecilia dove riceverete la visita dall’eccellentissimo signor Marchese Onofrio Del Grillo pronto a dilettarvi con i suoi “lazzi e sollazzi” giunto in città per questioni di eredità di un vecchio palazzetto presso il Duomo. Per la prima volta un gruppo di teatranti provenienti da diverse associazione cittadine si riuniranno per questo allestimento per rendere omaggio al vero Marchese, fabrianese di nascita, nel 230esimo anniversario della morte.

Sarà poi la volta di Alessio Rosati e Giacomo Pierangela che si sfideranno nella seconda edizione del “ballo dell’insegna“, la gara di singolo per sbandieratori per contendersi la palma d’oro, proprio come avveniva nel XVIII secolo quando a dilettarsi in questi esercizi di maneggio erano i giovani rampolli delle famiglie nobili.

Valeria Mastropasqua di VisionAria chiuderà poi la serata con acrobazie e danza aerea con lo sfondo del palazzo comunale.

Un doveroso ringraziamento alle due associazione che più di ogni altre si prodigano per la riuscita della manifestazione, La Torre Nera Osimo e il Cenacolo dei Farfalloni, e a tutti gli sponsor: Astea Energia, Bcc di Filottrano, Paima, parrucchieria Luci e colori, Si con te superstore, Bios center, Tavernetta del corso, la bottega della birra e la libreria il Mercante di storie.

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Fate come vi pare, ma non siate stupidi!

Breve reportage sul professor Matteo Bassetti al Festival osimano del Giornalismo d’inchiesta delle Marche


Camerano, 12 settembre 2021 – C’è questo fatto dello scorso venerdì, quello del professor Matteo Bassetti (al centro nella foto) – infettivologo e direttore della Clinica Malattie Infettive Ospedale Policlinico San Martino di Genova – ospite al Teatro Torquis di Filottrano della decima edizione del Festival del Giornalismo d’inchiesta delle Marche.

C’è la reazione sui social alla notizia pubblicata da Corriere del Conero, da parte di centinaia di lettori o pseudo tali, che hanno letteralmente massacrato Bassetti per il suo ardire a partecipare ad un festival giornalistico, lui che: “giornalista non è”, “più divo televisivo che infettivologo”, “stattene a casa, merda”, “vergognati, sei al soldo delle Bigfarma e racconti un sacco di balle”, e altre simili amenità postate dai tantissimi laureati all’Università dell’insulto-ignoranza-maleducazione.

A salutarlo, l’altra sera a Filottrano, c’erano il Prefetto di Ancona Darco Pellos, il presidente dell’Ordine dei giornalisti delle Marche Franco Elisei, l’ex sindaco di Osimo Stefano Simoncini che il Covid ha costretto su una carrozzina, lo staff organizzativo dello Ju-Ter Club e di +76, una platea di spettatori contingentata dalle normative antivirus e tantissime forze dell’ordine: Carabinieri, Polizia, Digos, Polizia Locale.

Da emerito ignorante in materia di pandemie, possessore del Green Pass (senza il quale non avrei potuto essere lì, né svolgere la professione di giornalista che racconta eventi e partecipa alle conferenze stampa, senza per questo sentirmi costretto, discriminato o defraudato della mia libertà d’espressione o di movimento), ho passato oltre due ore ad ascoltare Bassetti. E la conclusione è che mi è piaciuto sia come uomo sia come medico. Mi piace il suo modo schietto e diretto nel raccontare, il suo parlar chiaro senza timore di mandare a quel paese chi dice stronzate (modus che mi appartiene), la sua preparazione che non mi appartiene affatto.

Pensatela come vi pare. In natura, ogni specie ha il dovere di fare qualunque cosa in suo potere per salvaguardarsi, iniziando dal singolo e dalla cerchia parentale. Non esiste una regola o un protocollo, esiste l’istinto, nel caso del genere umano il buon senso, specialmente quando il nemico da combattere non si conosce e le azioni vanno inventate lì per lì e pesate in base alle sue reazioni. Inoltre, gli errori vanno messi in conto. Per cui, al di là delle mie impressioni personali, ecco alcune cose dette l’altra sera in ordine sparso da Bassetti. Leggetele come vi pare.

“Quando la critica diventa violenza, allora è inaccettabile”; “Noi siamo fortunati, chi protesta contro i vaccini dovrebbe pensare a tutti quei Paesi che ci invidiano il nostro accesso alle cure. In Africa è stata vaccinata solo il 2% della popolazione”; “il nostro sistema sanitario è uno dei tre migliori al mondo”; “in un mese, durante la fase acuta della pandemia, alcuni medici ed infermieri hanno accumulato fino a 230 ore di straordinario, e su quello non hanno avuto un euro”; “per dedicarci completamente al Covid, abbiamo chiuso gli altri reparti e questo non è più accettabile”; “quando la politica entra nella medicina fa un grande casino, ognuno faccia il suo mestiere”; “ho molta paura di quella politica che fa l’anti-scienza”.

A Matteo Bassetti piace la televisione? È vero. Nelle 50 stanze della terapia intensiva al San Martino, grazie ad una donazione del Rotary di Genova ha fatto installare 50 televisori: “i pazienti non potevano sentire la voce per via dei respiratori accesi, ma almeno vedevano delle immagini in movimento anziché una parete bianca”.

Non vedo l’ora di poter fare il terzo richiamo del vaccino. Non perché sia un maniaco delle inoculazioni, tutt’altro. Semplicemente perché al momento la medicina non ha altro da offrire per combattere le varianti del Covid e, come ha spiegato Bassetti: “le varianti si sviluppano proprio là dove il tasso di vaccinazione è stato molto basso, non a caso sono arrivate dall’Inghilterra, dal Brasile, dall’Africa…” Scuole di pensiero… In ultimo, ma questo lo dico io, fate un po’ come vi pare ma non siate stupidi né tantomeno violenti!

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