Osimo – Grande affluenza di pubblico al Festival dei Sapori.

Assalto alle bancarelle dello Stree Food. Oggi, lunedì 18, San Giuseppe chiude con Lillo & Greg. Una delegazione del Comune ha partecipato alla processione a Copertino città natale del Santo

Osimo – Notevole affluenza di pubblico in questo fine settimana ai festeggiamenti per il Patrono San Giuseppe da Copertino. Il centro storico è stato letteralmente invaso dalla gente, nonostante la pioggia abbia frenato qualcuno dall’uscir di casa.

Osimo – Festival dei Sapori: la cottura della carne alla brace, una delle tante proposte dello street food

In modo particolare ieri, in mattinata, si è registrata una vera e propria invasione di Via Saffi dove è stato allestito il secondo Festival dei Sapori. Svariate le proposte delle decine e decine di bancarelle presenti: birra artigianale, street food, cucina nazionale con tanto di tartufo bianco e funghi porcini, costolette di manzo cotte alla maniera dei Buttari toscani, prodotti tradizionali regionali e artigianato etnico. Il tutto condito da buona musica e intrattenimento.

Osimo – Festival dei Sapori: la patata tagliata a spirale e infilata su uno stecco di legno, altra proposta dello street food

Un vero successo quello del Festival dei Sapori, una proposta variegata che il pubblico ha dimostrato di apprezzare parecchio. E oggi, lunedì 18, giorno dei festeggiamenti del Santo Patrono si replica per poi terminare alla grande questa sera quando, sul palco in piazza, salirà il duo comico Lillo & Greg accompagnato da una band d’eccezione.

Osimo – Il duo comico Lillo & Greg

A loro il compito di chiudere i festeggiamenti 2017 di San Giuseppe, un’edizione marcata dai capricci di Giove Pluvio che, nonostante l’impegno, non è riuscito a frenare un’affluenza di pubblico davvero importante.

In contemporanea, com’è ormai tradizione, una rappresentanza del Comune di Osimo composta dall’assessore Annalisa Pagliarecci e dalla consigliera Gabriella Sabbatini ha partecipato a Copertino in Puglia – paese natale del Santo Patrono – alla processione commemorativa.

La delegazione comunale osimana che ha partecipato a Copertino, in Puglia, alla processione in onore di San Giuseppe. da sx al centro, con la fascia tricolore l’assessore Annalisa Pagliarecci; alla sua sinistra il sindaco di Copertino (con fascia) Sandrina Schito, al suo fianco, la consigliera osimana Gabriella Sabbatini

Per l’occasione, l’assessore Pagliarecci ha voluto ringraziare dell’ospitalità il sindaco di Copertino, Sandrina Schito: «Un grazie particolare e speciale per l’accoglienza ricevuta – ha scritto la Pagliarecci – a nome mio e della consigliera Sabbatini. Per noi è stato un onore partecipare alla processione ed essere presenti in questa bellissima città. Un grazie e un abbraccio affettuoso a tutta l’Amministrazione comunale di Copertino».

Una partecipazione, quella a Copertino, che quell’Amministrazione restituirà partecipando a sua volta alla processione che Osimo dedica al suo Santo Patrono.

 

redazionale


Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Ancona e i perseguitati politici antifascisti

Ricostituita nelle Marche l’ANPPIA memoria storica con presidente Gianluca Quacquarini


Camerano, 26 gennaio 2023 – Arriva una nota in redazione a firma Gianluca Quacquarini consigliere comunale dorico in orbita Articolo Uno, già iscritto al M5 stelle e ancora prima nel PD: “Ricostituita ad Ancona l’ANPPIA, Associazione Nazionale Perseguitati Politici Italiani Antifascisti, ed io sono stato eletto presidente di questa ricostituita federazione”.

Lì per lì, ignorando del tutto l’esistenza di questa Associazione, sono stato assalito dallo sgomento. Ma come, nel 2023 stiamo ancora a parlare di perseguitati politici antifascisti? In oltre vent’anni di mestiere, dal 2000 ad oggi, non ne ho mai incontrato uno. A cosa diavolo serve ricostituire una simile associazione? E ancora, a cosa diavolo serve essere degli anti qualcosa se quel qualcosa è finito nel 1946?

Gianluca Quacquarini

Mio nonno poteva essere un antifascista, dal momento che fu mandato al fronte nella Prima Guerra Mondiale (1915-1918) come un ‘ragazzo del ‘99” (nati nel 1899). E dunque testimone adulto dell’era fascista (1919-1943). Mio padre poteva essere un antifascista, dal momento che vide la luce nel 1928, alla caduta del regime di Mussolini aveva 15 anni e dunque sapeva cosa significasse esserlo. Un pensiero reso concreto dal fatto che per tutta la vita mio padre tenne nel cassetto del comodino in camera da letto la tessera del PCI, anche quando il PCI non esisteva più.

Loro sì, ma io? E con me tutti quelli della mia età o più giovani come appunto Quacquarini… Per me e per loro che senso ha, oggi, parlare di perseguitati politici antifascisti? Nessuno, ma rispondo solo per me. Per il semplice motivo che sono cresciuto in un’epoca in cui questi perseguitati semplicemente non esistevano. Appartenevano ad un passato per me remoto. Occhio però a giudicare, perché da quando ho iniziato a capire la storia ho sempre condannato il regime di Mussolini, e conosciuto a fondo la storia dei perseguitati politici antifascisti, da Sandro Pertini in testa e soci illustri, suoi compagni di lotta.

Così, sempre per capire, ho fatto qualche ricerca e finalmente ho capito. L’ANPPIA, che ha sede a Roma sin dal 1946, ha uno Statuto, un Comitato esecutivo con tanto di Revisori dei conti e un Collegio dei Probiviri; edita un giornale bimestrale: L’antifascista, fondato guarda tu proprio da Sandro Pertini, e ha sempre dedicato molta parte delle sue energie alla ricerca e diffusione della conoscenza della storia dell’Antifascismo e dei suoi protagonisti, attraverso pubblicazioni, convegni, mostre, attività nelle scuole e molto altro.

Quel che vale per la Shoah, dunque, vale anche per l’ANPPIA: la memoria storica è importante, mai dimenticare quei perseguitati dal fascismo che hanno fatto la galera e subìto l’esilio – in alcuni casi pagando con la propria vita – per costruire l’Italia democratica, liberale e repubblicana di oggi.

Dunque, il senso di questa ricostituzione sta tutto qui: ricordare la storia per non dimenticare, un monito affinché non si ripetano più certe storture del passato, assolutiste e sanguinarie. Del passato, però! Perché oggi proprio grazie a quegli eroi certe reminiscenze sono state cancellate, non ci appartengono più. E certi gruppetti nostalgici lasciano il tempo che trovano e non vale neppure la pena citarli.  Meglio così, per un attimo avevo pensato che mi fosse sfuggito qualcosa!

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