L’estate osimana riparte da Achille Lauro e Gianna Nannini

I due concerti in Piazza del Comune rispettivamente ad agosto e settembre

Osimo, 10 giugno 2022 – L’estate osimana riparte con un cartellone di eventi ricco e di altissima qualità, per lo più inseriti nella cornice del centro storico cittadino. La prima novità in assoluto, presentata dal sindaco Pugnaloni in diretta Facebook sulla pagina del Comune, riguarda la capienza aumentata di Piazza del Comune che potrà ospitare fino a tremila persone.

Del cartellone composto da miriadi di eventi, daremo conto man mano, ma sono due quelli di spicco che presentiamo subito. I concerti di Achille Lauro e di Gianna Nannini.

Achille Lauro terrà il suo concerto in Piazza del Comune venerdì 26 agosto, prezzo del biglietto per gli osimani fissato a 30 euro; mentre Gianna Nannini sarà ad Osimo, stessa location, sabato 10 settembre, biglietto a 35 euro riservato agli osimani.

Un prezzo speciale per i senzatesta che potranno acquistarli esclusivamente alla cassa del teatro La Nuova Fenice con queste modalità:

  • da mercoledì 15 fino a sabato 18 giugno dalle 17.30 alle 20.30
  • da lunedì 20 fino a sabato 25 giugno dalle ore 17.30 alle 20.30

mentre per i non residenti il prezzo di ingresso sarà rispettivamente di 43 e e 49 euro (compresi i diritti di prevendita). Biglietti acquistabili sui circuiti Ciaotickets e Ticketone a partire da mercoledì 15 giugno.

Due proposte musicali davvero importanti per Osimo, destinate a soddisfare gusti differenti: da una parte la “samba trap”, l’hip hop e il Glam rock di Lauro, dall’altra il pop e il pop rock della Nannini. L’unico loro punto d’incontro, incontestabile, è che sono entrambi due cantautori affermati sulla scena nazionale e internazionale.

Ma l’estate osimana offre tante altre iniziative: a luglio e agosto darà spazio alle band locali: sabato 16 luglio andrà in scena Vertical Night con la sua musica dalle finestre e dai balconi; il 10 agosto è previsto Calici di Stelle, giusto per citare gli eventi più conosciuti. Osimo vuole ripartire e mettersi alle spalle gli anni tetri della pandemia: se questo è il suo modo, è davvero un gran bel modo!

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Meglio essere formica o essere cicala?

Riflessioni a confronto nell’evolversi della società


Camerano, 19 giugno 2022 – La favola di Esopo la conosciamo tutti, sì sì, quella della formica e della cicala. Quella dove si racconta delle formiche che passano tutta l’estate a faticare e a immagazzinare semi e provviste per l’inverno, mentre le cicale se ne fregano delle provviste e dedicano i mesi estivi a godersi il sole e a cantare da mattina a sera. Poi, quando l’estate passa e arriva il freddo dell’inverno, le formiche hanno cibo per superarlo mentre le cicale muoiono di fame.

Morale a parte (è chiaro che Esopo ci tramette la negatività dell’essere cicala), ai giorni nostri, essere formica vale ancora la pena? Voglio dire, visto l’andazzo delle cose, ha ancora senso passare una vita a spaccarsi la schiena per assicurarsi un inverno decedente e sostenibile, oppure è meglio godersela quanto più è possibile, fare ciò che si vuole e non ciò che si deve, tanto alla fine quando viene l’inverno ci sarà qualcuno che penserà anche alle cicale?

Negli ultimi sessant’anni il mondo è cambiato parecchio. Per certi versi in bene, per altri in male. Parecchio in male. I nostri genitori, negli anni ’60 del secolo scorso, hanno iniziato a fare le formiche e, dopo una vita di lavoro, rinunce e tanto sudore, in linea di principio sono riusciti ad avere una casa di proprietà e ad assicurarsi una vecchiaia senza tribolazioni. Ma quelli erano anni in cui le regole esistevano ed erano rispettate. Oggi?

Oggi, ai genitori dell’ultima generazione non basterebbero tre vite vissute nelle rinunce per riuscire a mettere al sicuro la propria vecchiaia né, tantomeno, a garantire serenità ai propri figli; e forse è anche per questo che di figli non se ne fanno più. Allora, visto come stanno le cose, che senso ha essere formica? Meglio essere cicala, se non altro me la sono goduta!

Meglio essere cicala anche perché, quando l’inverno arriva, arriva anche la Naspi, il reddito di cittadinanza, il sussidio di disoccupazione, lo sconto sulle bollette in base al proprio Isee (che più è basso e meglio è). Il lavoro? Ma che, sei matto? Chi me lo fa fare di sudare le proverbiali sette camicie quando, stando a casa in canottiera, mi danno comunque dei soldi per vivere?

Certo, mica tutti sono così… cicale, le eccezioni esistono, ma sono milioni quelli che non fanno eccezione. Quelli che (anziani indigenti a parte) oggi succhiano dal sociale tutto ciò che possono e che dicono: domani si vedrà! Eppoi, sai che domani! Le pensioni spariranno, così come tanti lavori. Magari arriva la terza guerra mondiale e… amen. Il lavoro è sempre più precario e non permette di programmare il futuro. La vita è così breve che va vissuta e non certo subìta. Meglio mille volte cicala che formica!

Eddai, ci risiamo! Eppure, basterebbe così poco. Basterebbe pagare salari equi ed onesti, con denaro che abbia un potere d’acquisto reale e solido, cosicché, dopo aver pagato l’affitto, le bollette, il cibo per la famiglia, la scuola dei propri figli, restasse ancora qualcosa per qualche capriccio. Negli anni ’60 era così, poi è arrivata la globalizzazione e la Terza Repubblica.

Ma negli anni ’60 le cicale si contavano sulle dita di una mano, e venivano additate come esempio negativo. Oggi, nel 2022, è l’esatto opposto; oggi, le cicale vengono osannate sui social. Fare sacrifici, lavorare sodo anche per poco, aspirare ad un traguardo migliore, sono modi di vivere che non ci appartengono più: che siano le formiche a fare fatica!

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