La Croce Rossa presenta il Music Red Night Contest

Il 14 agosto sei band di musicisti locali si esibiranno in Piazza Dante. I vincitori suoneranno al Silent Red Night a Campocavallo il 23 agosto

Osimo, 12 agosto 2019 – Una gara musicale per dar modo agli artisti locali di esibirsi e farsi conoscere sul territorio. Questo l’obiettivo del Music Red Night Contest, in programma il prossimo 14 agosto, ore 21.15, sul palco allestito nella suggestiva cornice di Piazza Dante.

Osimo – Presentazione dell’evento Music Red Night Contest. Da sx: Eleonora Canullo, rappresentante del Gruppo Giovani della Croce Rossa, il sindaco Simone Pugnaloni e alla sua sinistra Adriano Antonella presidente della Croce Rossa

L’evento, organizzato dal Gruppo Giovani del comitato locale Croce Rossa Italiana, in collaborazione con il Comune di Osimo e la Asso, è stato presentato questa mattina in una conferenza stampa tenutasi a Palazzo municipale. Sei le band che saliranno palco: The Poker, Arsenale Band, Alessandro Pellegrini, Big Band 2.0, Bevilacqua’s Band e Blue snake mon. Due le categorie musicali: quella degli inediti e quella delle cover.

Oltre ad un premio in denaro, i vincitori delle rispettive categorie avranno la possibilità di esibirsi all’evento Silent Red Night, in programma il 23 agosto presso l’area attrezzata di Campocavallo. A decretare i vincitori sarà una giuria di esperti composta dal M° Marco Guarnieri (direttore della banda cittadina di Osimo), Rosa Sorice (cantante lirica e insegnate di canto), Lucio Maria Mancini (rapper osimano del gruppo Pomodoro’s Troppikaos) e il Maestro e pianista Edoardo Mantini.

A proposito dell’evento del 23 agosto a Campocavallo, il presidente della CRI Osimo Adriano Antonella spiega: «Si chiama  ‘Silent’ perché la nottata sarà a impatto acustico zero. I partecipanti ascolteranno la musica direttamente in cuffia, avendo la possibilità di scegliere fra tre diversi canali audio: il trash, suonato da La Regina, la techno, suonata da dj Akuleo, e l’indie-rock suonato da dj Bellux. Le cuffie saranno limitate e le prevendite sono già disponibili contattando il numero 334 6750415 oppure i profili Facebook e Instagram del gruppo giovani CRI Osimo.

Il Gruppo Giovani della CRI, per la serata del 23, ha lanciato l’idea di una serata alcol free, per far capire che è possibile divertirsi anche senza bere. Ovviamente, durante la serata non è prevista nessuna forma di proibizionismo, piuttosto ci sarà un incentivo in più per autoregolarsi: chi a fine serata vorrà sottoporsi spontaneamente all’alcoltest e questo dovesse risultare negativo, riceverà indietro i tre euro del costo dell’affitto delle cuffie.

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Scarpe e panchine rosse per colpa di anime nere

Giornata internazionale contro la violenza sulle donne


Camerano, 25 novembre 2021 – Si celebra oggi, in tutto il mondo civile, la giornata internazionale contro la violenza sulle donne, data simbolo scelta perché in questo giorno del 1960 a Santo Domingo tre sorelle – Patria, Minerva, Maria Teresa Mirabal – vennero uccise e gettate in un burrone dagli agenti del dittatore Rafael Leonidas Trujillo. Data ripresa il 25 novembre 1981 quando si organizzò il primo Incontro Internazionale Femminista delle donne latinoamericane e caraibiche, e da quel giorno divenne data simbolo. Istituzionalizzata definitivamente dall’Onu nel 1999.

Sono dunque quarant’anni esatti che il mondo, prendendo a simbolo una data, ha ufficializzato e condannato la brutalità dell’uomo, del maschio, nei confronti delle donne. Una violenza fatta di soprusi, ricatti continui, botte spesso sfociate in delitti, che per la verità esiste da sempre ad ogni latitudine e si perde nella notte dei tempi.

Nel mondo la violenza contro le donne interessa una donna su tre.

In Italia i dati ISTAT mostrano che il 31,5% delle donne ha subìto nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale. Le forme più gravi di violenza sono esercitate da partner, parenti o amici. Gli stupri sono stati commessi nel 62,7% dei casi da partner.

In Italia, circa ogni tre giorni una donna viene uccisa in quello che viene definito il fenomeno dei femmicidi. Secondo il Rapporto Istat 2018 sulle vittime di omicidi pubblicato dal Ministero degli Interni, il 54,9% degli omicidi di donne sono commessi da un partner o ex partner, il 24,8% da parenti, nell’1,5% dei casi da un’altra persona che la vittima conosceva (amici, colleghi, ecc.)

Oggi in tutta Italia, ogni Comune, Provincia, Regione, Associazione di categoria, denuncia il fenomeno dei femminicidi e dice no alla violenza sulle donne. Lo fa con eventi ed iniziative d’ogni sorta tutte accomunate dal colore rosso: facciate dei palazzi e monumenti illuminati di rosso, panchine colorate di rosso, scarpe rosse abbandonate sul selciato delle piazze. Un simbolo, quello delle scarpe rosse, ideato nel 2009 dall’artista messicana Elina Chauvet con l’opera Zapatos Rojas. Installazione apparsa per la prima volta davanti al consolato messicano di El Paso, in Texas, per ricordare le centinaia di donne rapite, stuprate e uccise a Ciudad Juarez.

Questo colore rosso riporta alla mente il colore del sangue versato dalle tante donne vittime di femminicidio, contrapposto al nero dell’anima dei loro stupratori, violentatori e assassini. L’anima nera di quei maschi mai cresciuti che considerano la donna una loro proprietà esclusiva, al punto da arrivare ad uccidere la propria compagna o ex, quando si rendono conto d’averla persa definitivamente. La proprietà, ovviamente, mica la donna, che è soltanto colpevole di avergli detto o dimostrato che lei non è proprietà di nessuno se non di se stessa.

Domani, spento il colore rosso, resterà il nero di quelle anime perse e una statistica da aggiornare. Si lavorerà per aiutare quelle donne e quei figli scampati alla violenza ma, soprattutto, si dovrà trovare il modo per insegnare agli stalker che una donna non è un oggetto, che una storia d’amore può finire, che un femminicidio non può affermare una supremazia che non è mai esistita se non nella loro testa. E bisogna trovarlo, quel modo, prima che la perdano del tutto la testa.

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